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Sostenibilità e digitalizzazione come elementi chiave per l’adozione della produzione additiva nel settore oil & gas

Organizzato da VALVEcampus, un webinar tenuto il 28 luglio 2020 incentrato sui temi della digitalizzazione e della sostenibilità nella produzione additiva (AM). L’evento online è stato presentato da Virginia Polito Agazzi, Segretario Organizzativo di VALVEcampus, che è l’associazione italiana dei produttori di valvole per petrolio e gas che ospita l’evento.

La gestione della catena di approvvigionamento, insieme alla produzione e allo stoccaggio di pezzi di ricambio, rappresenta un punto di forza per l’industria globale del petrolio e del gas. I pezzi di ricambio sono tradizionalmente immagazzinati sugli scaffali nei magazzini dopo essere stati prodotti insieme ai componenti utilizzati negli assemblaggi di produzione originali.

I lunghi tempi di consegna dei pezzi di ricambio possono causare tempi di fermo e costi di valutazione significativi per un impianto di petrolio o gas naturale. Il tema della digitalizzazione è stato il punto principale presentato dal primo oratore, Brede Laerum, responsabile della strategia AM e implementazione presso Equinor. Brede ha spiegato gli ambiziosi obiettivi della sua azienda di creare un inventario e una catena di approvvigionamento digitale entro il 2028. L’implementazione dell’AM gioca un ruolo cruciale in questi piani. Laerum ha dimostrato che Equinor supporta l’obiettivo net-zero e AM può contribuire in modo significativo a ridurre le emissioni di CO₂ nel processo di produzione a livelli leader del settore. Ha mostrato i risultati promettenti della ricerca condotta in collaborazione con Aidro Hydraulics & 3D printing sul confronto tra l’equivalente delle emissioni di CO2 generato dalla produzione convenzionale e la produzione additiva.

Il caso di studio parte da un tradizionale collettore idraulico realizzato con un processo di fusione, per analizzare il collettore stampato in 3D come una copia uno a uno della parte convenzionale per arrivare al collettore riprogettato con l’AM di Aidro. L’equivalente delle emissioni di CO2 si sta riducendo dell’80% dalla parte convenzionale a quella riprogettata. Questo studio è stato condotto da uno studente dell’Università di scienze applicate della Norvegia occidentale e sponsorizzato da Equinor. Brede ha concluso la sua presentazione mostrando molte parti stampate in 3D sia in metallo che in polimeri che sono un punto di partenza della strategia dell’azienda per l’implementazione dell’AM e digitalizzazione.

Il passaggio all’inventario digitale e alla produzione in loco di pezzi di ricambio su richiesta richiede la convalida attraverso ogni fase della catena di approvvigionamento. Questo flusso di lavoro richiede un attento esame e l’istituzione di nuove migliori pratiche, come spiegato da David Hardacre, specialista capo AM presso Lloyd’s Register. Ha spiegato che i punti più critici sono legati alla qualificazione di materiali, sistemi, processi e operatori di produzione additiva. David ha parlato di diversi standard e requisiti utilizzati in diversi settori.

Valeria Tirelli, CEO di Aidro Hydraulics & 3D printing, ha parlato della sostenibilità nella produzione additiva. Il suo intervento si è concentrato su 3 punti: vantaggi come leggerezza (meno materiale significa meno energia) e maggiore efficienza; vantaggi nella riduzione delle emissioni di CO2 e dei processi di trattamento del gas; e infine vantaggi nel progetto di economia circolare che mira a creare nuove parti usando materiale riciclato dalla disattivazione di vecchi impianti.

Carlo De Bernardi, PMI di Global Production Valves presso ConocoPhillips, è anche Presidente di API 20S, il gruppo di attività dell’American Petroleum Institute per la definizione dei requisiti minimi di utilizzo dell’AM nell’industria petrolifera e del gas naturale. Ha descritto il lavoro dell’attività dell’API 20S sulla definizione di materiali, sistemi e requisiti di processo AM per garantire il corretto utilizzo negli impianti di petrolio e gas. Un altro punto discusso è la sicurezza della proprietà intellettuale. Un interessante pannello di discussione ha seguito le domande del pubblico.

 

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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