L’Ospedale di Chiari salva i pazienti di Covid-19 con valvole per i respiratori stampate in 3D

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Molti operatori del settore si stanno chiedendo quali saranno le conseguenze dell’attuale pandemia di Covid-19 sulla manifattura additiva. La relazione tra coronavirus e stampa 3D non è del tutto chiara, soprattutto perché siamo molto lontani dal comprendere quali saranno le implicazioni a lungo, medio e persino a breve termine della pandemia sulle catene di approvvigionamento globali. Il recente caso di valvole per i respiratori stampate in 3D dall’Ospedale di Chiari potrebbe darci qualche indicazione.

La produzione additiva potrebbe effettivamente essere in grado di svolgere un ruolo nell’aiutare a supportare le catene di approvvigionamento industriali che sono influenzate dalle limitazioni della produzione e delle importazioni tradizionali. Una cosa, però, è già certa: la stampa 3D può avere un effetto benefico immediato quando la catena di fornitura è completamente rotta. Questo è stato, fortunatamente, il caso quando l’Ospedale di Chiari, vicino a Brescia, ha avuto bisogno di una valvola sostitutiva per un dispositivo di rianimazione e il fornitore aveva esaurito le scorte

valvole per i respiratori stampate in 3D
Cristian Fracassi, in primo piano nella foto. Dietro, le valvole collegate al respiratore.

Uno dei principali problemi che il coronavirus sta causando è l’enorme numero di persone che richiedono terapie intensive e ossigenazione per sopravvivere all’infezione abbastanza a lungo da consentire ai loro anticorpi di combatterla. Ciò significa che l’unico modo per salvare vite umane a questo punto – al di là della prevenzione – è avere quante più macchinari di rianimazione funzionanti possibile. E quando si rompono, la stampa 3D può aiutare.

Massimo Temporelli, fondatore del The FabLab di Milano e promotore molto attivo e popolare dell’Industria 4.0 e della stampa 3D in Italia, racconta di essere stato contatto nella notte di venerdì 13 da Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia, con il quale collabora da diversi anni per la diffusione della cultura dell’Industria 4.0 nelle scuole.

Nella telefonata gli è stato spiegato che l’ospedale di Brescia (vicino a una delle regioni più colpite dal coronavirus) aveva urgentemente bisogno di valvole (nella foto in alto) per un dispositivo di terapia intensiva e che il fornitore non poteva fornirle in breve tempo. La mancanza delle valvole avrebbe causato conseguenze drammatiche e alcune persone potrebbero aver perso la vita. A questo punto si sono chiesti se

Dopo diverse telefonate a fablabs e aziende a Milano e Brescia e poi, fortunatamente, una società della zona, Isinnova, ha risposto a questa richiesta di aiuto tramite il suo fondatore e CEO Cristian Fracassi, che ha portato una stampante 3D direttamente in ospedale e, in poche ore, riprogettato e quindi prodotto il pezzo mancante [Nota: secondo vari report, l’azienda titolare del brevetto per la valvola non ha acconsentito a condividere il modello 3D, ragion per cui il componente è stato realizzato tramite reverse engineering]

La sera di sabato 14 (il giorno successivo) Massimo ha riferito che “il sistema funziona”. Oggi almeno 10 pazienti sono accompagnati nella respirazione da una macchina che utilizza una valvola stampata in 3D. Poiché il virus continua inevitabilmente a diffondersi in tutto il mondo e rompe le catene di approvvigionamento, le stampanti 3D – attraverso l’ingegnosità delle persone e le capacità di progettazione – possono sicuramente dare una mano. O una valvola, o produrre equipaggiamento protettivo, o maschere o qualsiasi cosa di cui avrete bisogno e che non potete ottenere dal vostro fornitore.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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