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Source3 porta l’esperienza della musica digitale al mondo dei marketplace 3D

L’industria dei contenuti digitali (editoria, musica, film, video giochi) nei primi 10 anni del millennio è stata completamente rivoluzionata dai contenuti digitali generati e distribuiti dagli utenti. Con la stampa 3D l’argomento scala a una nuova dimensione, poiché la stampa 3D significa che tutti gli oggetti fisici possono anche diventare un contenuto digitale.

Ci sono molte lezioni che possiamo imparare ed errori che possiamo evitare studiando come l’industria cinematografica, quella musicale e quella dei videogiochi abbiano cercato di gestire il passaggio dalla distribuzione fisica a quella digitale. Source3, una startup fondata da ex impiegati di Google ed ex manager dell’industria musicale, nasce proprio per assicurare che non vengano ripetuti alcuni errori. Per farlo sta promuovendo la creazione di una piattaforma per la gestione su larga scala delle proprietà intellettuali, licenze e la distribuzione di file 3D e di contenuti generati dagli utenti.

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Lo scopo è quello di aiutare i siti web dedicati alla grande distribuzione, i marketplace dedicati alla stampa 3D ma anche i giganti dei prodotti di largo consumo come Amazon, a soddisfare le reali necessità di una nuova generazione di product designer. “Abbiamo cominciato a sviluppare la piattaforma e a lanciare una prima fase di beta testing prima di tutto per noi strssi, per sviluppare un prodotto migliore,” dice il direttore del marketing di Source3 Tom Simon. “Lo abbiamo fatto per poter andare da potenziali partner distributivi e dire loro ‘guardate, lo sappiamo che la vostra API non fa questo oggi ma i designer lo stanno chiedendo, noi possiamo aiutarvi a sviluppare quella parte dell’API in modo da soddisfare le richieste future dei designer.”

Il prossimo passo sarà una fase beta aperta a un pubblico più vasto per poi cominciare a pubblicizzare la piattaforma nei forum e nei siti dei media dedicati alla tecnologia. Lo scopo è di capire esattamente quanti designer abbiano realmente bisogno di servizi di distribuzione digitale.

Quello che promette Source3 è di permettere ai designer, ovunque essi siano, di caricare semplicemente un file col modello 3D e la relativa mesh in modo da poter essere visualizzato online. Ill designer ha quindi accesso a uno schermo dove inserire il titolo, tutti i metadati, selezionare le categorie e inserire i tag.

Una volta completata questa fase, tutto quello che deve fare è selezionare i marketplace ed e-tailer dove vuole che il suo prodotto sia vendutoe Source3 farà tutto il lavoro relativo alla distribuzione, tutela e pubblicazione del file. Personalmente conosco diverse persone che potrebbero beneficiare da questo servizio, invece di caricare manualmente su Shapeways, i-materialise, 3DaGoGo, ToyFabb, Pinshape, Cults, Threeding, Shapetizer…

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“Una volta al mese, arriva un resoconto da ognuno di questi siti. Li esaminiamo e distribuiamo il denaro guadagnato ai designer sulla base di quanto è stato venduto il prodotto. Dateci il vostro account paypal e noi depositeremo il denaro, e se volete vedere un resoconto dettagliato, possiamo fornire il numero dei prodotti venduti, da dove provengono i compratori etc.,” spiega Tom . “Stiamo così aprendo questo ecosistema di marketplace distribuiti … Il prossimo passo è di andare oltre, avvicinandoci a siti di vendita più tradizionali come Amazon, o Etsy, e al contempo stiamo creando collaborazioni con partner di stampa 3D come White Clouds. Se per esempio affidiamo a Etsy la distribuzione, una volta che il prodotto è acquistato manderemmo una richiesta a White Clouds per farlo produrre on demand.”

Per finire, Source3 è stato creato per permettere a un designer di concentrarsi sulla progettazione e non preoccuparsi della distribuzione. Il vero “unicorno” (come l’ha descritto Tom) di Source3 è che sta inseguendo un “modello di diritti derivati”, lavorando con alcune tra le migliori marche per creare prodotti consumer usando i loro IP e distribuirli attraverso i marketplace di stampa 3D integrati nel network.

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Source3 ha unisce le esperienze di due anime diverse. Alcuni dei fondatori provengono da una azienda di gestione di diritti digitali chiamata RightsFlow che era stata create per gestire le royalties e le licenze per i contenuti musicali distribuiti digitalmente. C’erano quando Sean Parker ha presentato il progetto Napster alla Universal Music nel 2001 (tra lo scetticismo generale). Un’altra parte dell’azienda proviene da Geomagic, che era stata acquisita da 3D Systems e ha visto cosa è accaduto con la “bolla” della stampa 3D casalinga.

Con gli oggetti fisici tutto è molto più complesso ma ci sono servizi come 3D Hubs che, come afferma Tom , “rappresentano già dei processi molto funzionali”. Questo potrebbe non rappresentareuna minaccia per i giganti industriali del giocattolo o dei prodotti al consumo ma per alcune delle aziende più piccole potrebbe esserlo. La rivoluzione della manifattura digitale sta accadendo ed è inarrestabile, prepararsi a gestirla al meglio può solo essere di beneficio per tutti.

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