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Il primo negozio di stampa 3D di Phnom Penh aiuta la Cambogia a compiere un balzo tecnologico

Oggi ci sono negozi di stampa 3D praticamente in ogni grande città. Quando aprono in luoghi esotici, questi shop rappresentano al meglio la manifattura distribuita, una delle promesse principali della stampa 3D per quanto riguarda il futuro della manifattura.

Di recente, navigando in rete mi sono casualmente imbattuto in ARChub, il primo (e, per ora, ancora l’unico) negozio di stampa 3D di Phnom Penh, la capitale della Cambogia, e li ho contattati per saperne di più sulla loro esperienza. La prima cosa da sapere, però, è che, a due anni dall’apertura, stanno ancora lavorando e le cose vanno decisamente bene.

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Ki Chong Tran, il fondatore di ARChub, è nato in California da genitori cambogiani. Si è posto l’obiettivo di fare la differenza insegnando alla gente in Cambogia a progettare e stampare 3D prodotti, in modo da poter acquisire una migliore comprensione del mondo intorno a loro. “Ho sempre pensato che fosse ingiusto che la maggior parte delle persone non avesse mai sentito parlare della Cambogia o la conoscesse solo come un posto di guerra e povertà” ha spiegato. “In realtà, la Cambogia e molte altre nazioni in via di sviluppo sono posti incredibili in cui vivere e pieni di persone molto intelligenti e capaci, ma è qualcosa che la maggior parte delle persone non potrà mai sperimentare o capire. Penso che la gente abbia dimenticato che non c’è bisogno di un centro commerciale a ogni angolo per essere felice e che una grande forza possa arrivare da posti inaspettati”.

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Il servizio principale di ARChub è la stampa locale 3D e la modellazione 3D. Chiunque con un’idea o un’immagine può rivolgersi a loro per un aiuto nella progettazione e renderlo un oggetto reale. “Cerchiamo di rendere la creazione di qualcosa il più semplice possibile perché la maggior parte delle persone in Cambogia non ha mai sentito parlare o visto prima la stampa 3D e rendere la tecnologia accessibile è la nostra prima priorità.” dice Ki Chong.

Attualmente i clienti principali del negozio sono le ONG (organizzazioni non governative) o organizzazioni senza scopo di lucro che si focalizzano sul sociale. Sebbene la Cambogia sia una nazione in rapido sviluppo, ha ancora una delle più alte concentrazioni di ONG pro capite nel mondo. “Lavoriamo nell’educazione dei giovani con ONG come la Liger Learning Center e il Cambodian Children’s Fund,” prosegue Ki Chong. “Lavoriamo anche con organizzazioni che si concentrano nel fornire reali prodotti pratici ai coltivatori della campagna cambogiana come il National Biodigester Programme e Agrismart. Cerchiamo di concentrare i nostri sforzi nell’insegnare abilità nella stampa 3D o nel fare oggetti stampati 3D che possano avere un impatto positivo più ampio sulla società”.

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Come in molte altre esperienze simili, i clienti comprendono business locali privati come architetti e designer che hanno bisogno di modelli in scala dei prototipi. I clienti finali includono individui che sono inventori o futuri imprenditori e hanno un’idea per un prodotto. “Con le stampanti 3D, possiamo aiutare le persone a costruire nuove occasioni di affari in un luogo dove le capacità produttive e di capital sono molto limitate” dice Ki Chong.

All’inizio il negozio offriva parecchi diversi tipi di stampanti 3D, ma ora usano e vendono soprattutto la linea UP distribuita da Tiertime. Sono anche diventati i primi distributori di stampanti 3D autorizzati in Cambogia, con Tiertime come produttore. La vendita di stampanti 3D è una parte importante del business ma la priorità principale resta l’educazione. Il negozio lavora con molte diverse scuole locali, università (e anche ONG) per insegnare la modellazione e la stampa 3D.

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Ki Chong Tran ha spiegato che il governo cambogiano ha recentemente rilasciato un piano di sviluppo industriale, in cui evidenzia un bisogno cruciale di forza lavoro tecnicamente preparata per permettere alla Cambogia di continuare un percorso sano di sviluppo economico.

Dopo il genocidio degli Khmer Rossi, la Cambogia ha contato soprattutto su tre settori: agricoltura, turismo e produzione di vestiti. La produzione di vestiti conta su abilità basse e su un basso costo del lavoro, ma questo non è sostenibile e non aiuta la gente a sviluppare abilità per lavori al di fuori della fabbrica,” spiega Ki Chong . “Noi insegniamo abilità di modellazione 3D perché permettono alle persone di essere creative e di produrre cose che potrebbero essere di beneficio per le comunità invece di tagliare vestiti per persone che li indosseranno a migliaia di miglia di distanza da qui”.

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Usando la stampa 3D, ARChub può aiutare la Cambogia a “scavalcare” tecnologia, che è la stessa cosa accaduta quando i telefoni cellulari hanno scavalcato le linee fisse. In effetti, Ki Chong ha rivelato che la Cambogia è stata la prima nazione al mondo ad avere più cellulari che telefoni fissi. “Ho pensato che la stessa cosa potrebbe essere fatta con la stampa 3D rispetto ai tradizionali processi di manifattura e la Cambogia è il posto perfetto perché ha una popolazione giovane affamata di nuove conoscenze e nella nazione c’è una capacità produttiva esistente molto limitata” dice.

In effetti, anche dopo quasi due anni di attività il suo negozio è ancora l’unico servizio di stampa 3D in Cambogia. Comunque gli ambiti dei loro progetti si stanno espandendo rapidamente e hanno recentemente cominciato a lavorare a stretto contatto con una ONG chiamata Golden West Humanitarian Foundation, che usa la stampa 3D per creare strumenti che aiutino a scovare le mine terrestri diffuse in Cambogia. Non può esserci nulla di più “distribuito” e “utile” di questo.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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