Esclusivo: 3D4MEC presenta una nuova stampante 3D SLM, completamente automatizzata, per la produzione

3D4MEC è una nuova società italiana nata intorno allo sviluppo e alla produzione di un nuovo sistema per la manifattura additiva dei metalli. Ora quel sistema è realtà e il primo prototipo della nuova stampante 3D di 3D4MEC, basata su tecnologia SLM con l’aggiunta di un’elevata automazione, in particolare nella gestione delle polveri, è stata presentata alla fiera Farete di Bologna, nel cuore italiano del settore dell’automazione industriale.
Gabriele Carloni, co-fondatore di 3D4MEC ci ha spiegato che l’obiettivo dell’azienda è di presentare un sistema pensato per la produzione, in grado di lavorare 24 ore al giorno senza interruzioni o quasi. La particolarità della stampante, che avrà un volume di stampa esteso in altezza di 12 x 12 x 20 cm (per andare incontro alle esigenza di un primo cliente), è che sfrutterà l’esperienza dei progettisti nel campo dell’automazione industriale per una gestione ottimizzata delle polveri.
“Molte aziende sono riluttanti a implementare la stampa 3D anche per la questione dei consumabili metallici sotto forma di polvere,” spiega Carloni. “Con il nostro sistema, basato su tre nuovi brevetti, la polvere viene riciclata quasi interamente. Quando l’utente apre la macchina dopo che un lavoro è stato completato il pezzo è al 90% già libero dalla polvere. Semplicemente abbiamo preso una tecnologia ormai consolidata e abbiamo introdotto quelle che sono le nostre specialità nel campo dell’automazione.”
L’obiettivo più a lungo termine di 3D4MEC è quello di creare un vero e proprio network intorno alla stampante 3D, unendo laboratori e service per una produzione sempre più distribuita della ricambistica, che poi è uno degli elementi nevralgici per chi fa automazione. Con questo strumento a disposizione – spiega Carloni – quello che serve davvero è la formazione di una nuova generazione di progettisti industriali che sappiano sfruttare a pieno le possibilità della manifattura additiva in termini geometrici.
Anche per questo il sistema, che avrà costi comparabili a quelli presenti sul mercato, sarà il più possibile basato su un sistema di materiali aperti, con tutte le specifiche tecniche relative alla calibrazione del laser disponibili apertamente. “Al momento stiamo usando materiali commerciali, anche per testare le differenze con altri sistemi a fusione laser, però in futuro svilupperemo sempre di più i nostri materiali, con formulazioni di additivi specifiche che ci permettano di garantire la massima qualità e affidabilità dei pezzi prodotti.”
Anche il software sarà generalmente aperto, mentre un elemento che ancora influisce fortemente sul costo finale della macchina, secondo Carloni, è quello della sorgente laser. “Oggi vengono prodotti solo da due entità, Trumpf e Renishaw – spiega. Solo la sorgente laser costa oltre 30,000 euro, il che fa salire il costo vivo della macchina. In futuro potremmo pensare di sviluppare internamente anche il laser. Intanto però il prototipo della macchina è pronto e, dopo la MetalFAB 1 di Additive Industries in Olanda, è la prima nuova macchina a promettere un livello di automazione del processo superiore alle SLM tradizionali. Da questo punto di vista gli ingegneri italiani non sono secondi a nessuno – sia per inventiva che per effettive capacità meccanico-industriali. 3D4MEC potrebbe davvero rappresentare un’ulteriore rivoluzione in un settore della stampa 3D a metallo che oggi è più che mai in fermento.



