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Think Big, Then Print It, una summer school a Milano sulla produzione digitale

Lavorare con tecnologie nuove è anche una questione di forma mentis, di contaminazione e capacità di gestire, almeno minimamente, anche l’aspetto tecnico del progetto, non solo quello estetico: Think big, Then Print It! una summer school che si svolgerà a Milano (dal 18 al 23 luglio) in cui progettare e (finalmente) produrre, prodotti stampati 3D, rappresenta un primo passo in questa direzione.

Nell’arco dei 5 giorni di corso si affronteranno tutti gli aspetti fondamentali, dalla progettazione alla produzione, dalla scelta del materiale al settaggio del software di slicing. I docenti infatti ci sono Massimo Moretti (fondatore di Wasp), Nicola Schiavarelli (designer di Wasp), Gianluca Pugliese (maker ed esperto di stampa 3D di Opendot), Enrico Bassi (coordinatore di Opendot e docente di fabbricazione digitale), Alessandro Ranellucci (programmatore e ideatore di Slic3r) e Dario Pizzigoni (fondatore di TreeD filaments).

Revolution in the making

Quante volte abbiamo detto o sentito dire: “la stampa 3D rivoluzionerà la produzione” oppure “siamo davanti alla terza rivoluzione industriale” o altre affermazioni simili.

Difficile dire se sia vero o meno, forse semplicemente questa rivoluzione sta accadendo ma non si è ancora conclusa. la popolarità delle tecnologie additive è legata a molti fattori: all’inizio era una questione di disponibilità, poi la qualità di stampa è diventata importante, ora che ci si sposta verso un uso più continuo e diffuso, tempi di stampa e semplicità d’utilizzo diventano sempre più rilevanti.

am-show-europe-7Le stampanti sul mercato sono moltissime e anche tra quelle a basso costo ci sono differenze notevoli. in generale però, usano materiale plastico, in filamento, con un area di stampa attorno agli 8 dm3 (il classico 20x20x20 cm).

Come si è visto ad Amserdam, però, c’è tutto un filone di produttori e macchinari che puntano ad una scala diversa, quella del pezzo grande, per intenderci. Builder Extreme 2000, Big Rep One o la LeapFrog XceL, sono solo alcuni dei modelli più comuni. cambiano le dimensioni ma la tecnologia di fondo cambia poco e quindi ci si trascina gli stessi problemi che limitano le macchine piccole, tra cui costi dei materiali e tempi di stampa. In realtà le dimensioni moltiplicano questi problemi, limitando ancora la diffusione di macchine che potenzialmente potrebbero produrre oggetti quotidiani, come mobili, arredi pubblici, giochi, allestimenti, scenografie, strumenti e accessori per i più svariati ambiti, dallo sport all’agricoltura.

Think Big, Then Print It!

Delta_3MT1Un caso molto interessante, che propone un’alternativa ai limiti citati prima è la DeltaWASP Pellet 3D printer. L’idea di fondo di questa macchina che stampa oggetti fino ad 1 metro cubo di volume, è che il filamento sia troppo limitante, meglio passare al pellet. Per chi non ne avesse mai sentito parlare si tratta di piccole palline di plastica, poco più grandi di un grano di riso, che vengono largamente usate come materia prima da chiunque lavori materiali plastici. tanto per capirci, anche il filamento è ottenuto partendo da pellet.

Proprio perchè è un materiale molto usato il costo è circa un decimo di quello del filamento, è disponibile in un vastissimo range di colori, composizioni e materiali. se non bastasse si possono aggiungere coloranti per plastiche, polveri inerti o pigmenti fluorescenti.

l’estrusione certo diventa un po’ più irregolare e gli strati si inspessiscono, ma questo contribuisce a stampare in meno tempo, pezzi più robusti con strati che aderiscono meglio tra loro. Dalle prove fatte una seduta (naturalmente fatta su misura, per sfruttare le potenzialità della stampa 3D) si realizza in circa 8ore e richiede più o meno 6 kg di pellet.

Delta_3MT_product2-400x340Certo è ancora lenta comparata ai ritmi della produzione industriale, ma finalmente il paragone ha senso.
la macchina è stata annunciata pochi mesi fa ed è già diventata oggetto di attenzioni da parte di vari laboratori e centri di produzione, sia in italia che all’estero.

A milano il Fablab Opendot, ha deciso di incentrare una serie di percorsi formativi e di ricerca proprio attorno a questo tema, in collaborazione con esperti di materiali come TreeD filaments e la stessa azienda Wasp.

Milano ha a cuore tutto quello che riguarda il design e l’arredo, ma il motivo non è solo quello. c’è un enorme vuoto nella produzione, quello tra l’artigiano e l’industria, che richiede pochi pezzi, personalizzati, magari ottenuti direttamente da un codice generativo, che possano essere prodotti in tempi ragionevoli. Un vuoto che è di tecnologie, così come di progettisti capaci di usarle.

Maggiori info ed il link per iscrivervi li trovate qui:

http://www.opendotlab.it/it/content/think-big-then-print-it

Form per iscrizione

I prodotti verranno stampati durante il corso e nelle settimane successive, per essere poi esposte ad ottobre alla Maker Faire, European edition, di Roma. I progettisti potranno poi portarsi a casa i pezzi e fare bella mostra di un tavolino, una seduta, una lampada o un vaso idroponico, stampato 3D.

La speranza è che quello che oggi è un’eccezione diventi presto una regola. Che la produzione additiva non sia sensata solo per parti in titanio installate sugli aerei, ma che davvero possa cambiare il modo in cui costruiamo le cose: localmente, su misura e quando necessario.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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