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Protoflash, creatività e stampa 3D nel mondo della moda

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Il 25 marzo si terrà il prossimo della serie di webinar organizzati da HP e vedrà protagonista Protoflash, azienda precorritrice della digital transformation (qui il link per iscriversi). Abbiamo avuto un’interessante conversazione con l’amministratore di Protoflash, Manlio Mascolo, che ci ha illustrato meglio la mission e le dinamiche interne dell’azienda, entrata anche nel settore della moda.

“Le possibilità della tecnologia HP ci ha colpiti fin da subito grazie a ciò che può offrire in termini di produttività e qualità dei particolari stampati. Abbiamo deciso di puntare sulla stampa 3D per la produzione di accessori moda perché questo settore ci avrebbe permesso di esprimere al meglio la nostra creatività e valorizzare al massimo le caratteristiche produttive abbinando la possibilità di ottenere forme complesse personalizzabili e all’occorrenza il valore aggiunto di una produzione. In questo modo abbiamo potuto sperimentare, creare e dare libero mandato al nostro settore creativo che ha saputo cogliere fin da subito il grande potenziale e metterlo a frutto”.

Come mai avete deciso di puntare sul sistema HP Jet Fusion 580?

Il sistema HP Jet Fusion 580 Ci è sembrata subito una grande opportunità, l’idea di poter produrre on demand qualunque forma e abbattere notevolmente i tempi del time to market rappresenta un’affascinante rivoluzione totalmente in linea con il nostro spirito e modello imprenditoriale, tanto da volerne esserne partecipi e promotori

Quali vantaggi vi offre nel settore dalla moda?

Il mondo della moda ci apre completamente ad un infinito mondo di possibilità. Siamo alla costante ricerca del nuovo, sperimentiamo e facciamo del nostro lavoro ogni giorno un’opera d’arte. Questo sistema produttivo ci permette di essere competitivi e alzare costantemente l’asticella delle nostre possibilità, stiamo parlando di un settore molto incline alle novità e siamo certi che la stampa 3D ci dia la marcia in più necessaria per sperimentare soluzioni che, seppur bellissime in fase di progetto, rischiavano precedentemente di essere abbandonate a causa dei costi elevati.

Nello specifico che tipo di oggetti producete con la stampa 3D?

Il nostro business model è molto complesso, il sistema produttivo è estremamente versatile e le competenze che stiamo acquisendo e sviluppando ci offrono numerosi scenari. Siamo impegnati come supporto di realtà aziendali importanti e nel contempo sviluppiamo prodotti e processi interni come il neonato brand www.smargiasso.com.

Ci racconta alcune applicazioni particolarmente significative che avete realizzato di recente?

Quanto realizziamo per le nostre aziende partner è per ovvie ragioni riservato ma un esempio molto significativo è dato dai coprinodo per cravatta Smargiasso. Abbiamo registrato il design e messo in produzione un particolare accessorio moda che ha l’ambizione di rivoluzionare il modo di indossare una cravatta. In questo particolare caso la collezione è costituita da ben 14 varianti di modello con altrettante colorazioni, un progetto del genere avrebbe trovato tantissime difficoltà con i sistemi di produzione tradizionali. Invece grazie alla produzione additiva è risultato tutto molto più semplice e ci siamo potuti concentrare principalmente sul design, valorizzando al massimo l’estetica e la qualità di ogni singola parte. E’ un’esperienza sicuramente significativa che oltre a rappresentare un filone produttivo assestante che sta riscuotendo moltissimo successo ci ha dato un grande ritorno come esempio applicativo di queste tecnologie valorizzando maggiormente le nostre competenze. Oggi siamo una realtà d’eccellenza riconosciuta e la gioia che traiamo nel vedere i nostri clienti soddisfatti è la nostra più grande ambizione.

Quanti pezzi producete a settimana/mese/anno in stampa 3D?

Ad oggi abbiamo due stampanti HP serie 500 impegnate quotidianamente, siamo soliti quantizzare il nostro lavoro in cicli produttivi più che in numero di pezzi. Il settore moda e nello specifico la nicchia di mercato a cui ci rivolgiamo necessita sia di prototipi funzionali ed esteticamente validi che di micro produzioni per serie speciali di prodotto. Il nostro target di riferimento è la produzione di serie dell’ordine del migliaio di pezzi con la comodità di quantitativi anche minori, tuttavia senza aumento dei costi. Praticamente copriamo tutte quelle esigenze di mercato in cui risulti poco conveniente realizzare uno stampo.

Di quali dimensioni?

Le dimensioni sono un limite relativo nella manifattura additiva, ciò che fa sostanzialmente la differenza è l’ingegnerizzazione di ogni singolo componente. E’ questo parametro che influenza costi e disponibilità produttive. Le macchine hanno sicuramente un volume finito ma fino ad oggi nelle casistiche più comuni non abbiamo avuto particolari limiti di operatività in tal senso.

Ci racconta l’esperienza di integrare questa tecnologia nei vostri processi produttivi?

Noi siamo una startup innovativa nata proprio con l’obiettivo di massimizzare l’utilizzo di questi sistemi produttivi e di strutturarci al meglio per essere pionieri del settore. L’aspetto che ritengo opportuno precisare è che dietro le macchine ci sono comunque uomini e competenze ben specifici, spesso sembra passare il messaggio che queste nuove tecnologie siano del tutto autonome, la realtà è che la competenza nell’ingegnerizzazione di ogni singolo lavoro determina la qualità del risultato e da questo non ci si può esimere.

Quali sono i benefici e le sfide di stampare direttamente a colori?

Stampare direttamente a colori è un enorme vantaggio in termini di praticità e costi di produzione ed elimina quasi totalmente le fasi di post processo rendendo il componente stampato un prodotto finito fin da subito. Oltre all’aspetto di tempi e costi è anche una soluzione operativamente molto più pratica in quanto evita di dover realizzare un comparto aziendale appositamente studiato per la finitura delle parti. I nostri clienti apprezzano moltissimo il colore e le infinite trame e possibilità che si possono creare. Altro aspetto fondamentale che talvolta passa in secondo piano, ma che risulta essere di importanza nevralgica, è la possibilità di stampare il bianco. Ad oggi solo i sistemi HP della serie 500 possono farlo e questa caratteristica si presta tantissimo nella realizzazione di finiture di post processo con colori brillanti e saturi proprio come i coprinodo Smargiasso.

In quale direzione pensa che andrà il mercato della stampa 3D?

Ormai è fuori dubbio che ci troviamo nel bel mezzo di una nuova rivoluzione industriale e la manifattura additiva negli ultimi anni sta facendo passi da gigante sia in termini di tecnologie disponibili che di presenza sul mercato. Le aziende strutturate hanno ben compreso le possibilità che offre e i comparti di ricerca e sviluppo testano continuamente le tecnologie per renderle sempre più vicine alle proprie esigenze. Il futuro sarà uno scenario nuovo che partirà da queste basi ampliando l’utilizzo della stampa 3D su vere e proprie linee di produzione per garantire massima versatilità di produzione e personalizzazione. Proprio il tema della personalizzazione del prodotto ormai è sempre più vicino alle realtà industriali perché la richiesta del mercato in tal senso è troppo forte per non essere presa in considerazione.

Quali sono i prodotti che verranno stampati maggiormente in futuro?

Abbiamo trascorso i primi mesi della nostra startup immaginando l’impiego possibile di queste tecnologie, ci siamo sforzati di strutturare esigenze per poi promuoverle. Con il tempo ci siamo accorti che sono stati degli sforzi vani in quanto ogni realtà aziendale ha davvero moltissime esigenze che possono essere risolte e sviluppate con questa tecnologia: la versatilità è la chiave di volta con le modalità di impiego che sono davvero infinite e tutte valide. In futuro sicuramente ci sarà una molteplicità di materiali impiegabili che allargheranno ancora di più gli orizzonti, resta a noi aspettare per scoprirli e farli scoprire.

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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