Olli 2.0 è realtà ed è per l’80% stampato in 3D

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Il primo modello del veicolo Olli di Local Motors ha fatto il suo debutto nel 2016 e ha rappresentato la prima vera applicazione di autovettura stampata: ora, è arrivato il suo nuovo e migliorato successore: Olli 2.0

Local Motors è stata fondata nel 2007 e ha fatto notizia per una serie di auto stampate quasi interamente in 3D nei primi anni del 2010, tra cui la primissima Strati, che è stata scelta tra i vari progetti presentati alla piattaforma online di co-creazione di Local Motors, o la LM3D Swim. Nel corso degli anni Local Motors si è evoluta in un’azienda più strutturata e focalizzata mentre affrontava la sfida di entrare in un segmento consolidato come la produzione automobilistica. La società ha sempre visto la stampa 3D per la produzione distribuita on-demand come una risorsa fondamentale per proporre un nuovo e più efficace modello di business.

Il progetto Olli – incentrato sulla creazione di una navetta autonoma, connessa, intelligente, elettrica e stampata in 3D – è diventato il core business di Local Motors, prendendo di mira campus e altri ambienti a bassa velocità che includono ospedali, basi militari e università. Mentre Olli 1.0 era sostanzialmente un primo progetto di ricerca, Olli 2.0 dovrebbe rappresentare il completamento del percorso e, ancora più importante, un veicolo veramente utilizzabile stampato in 3D per circa l’80% delle sue parti.

Olli 2.0 ha la stessa forma del suo predecessore e raggiunge una velocità massima di circa 20 Km all’ora, ma l’aspetto più interessante è che è stato certificato per una guida autonoma sicura in determinate condizioni. Una differenza fondamentale rispetto al passato è che ha un’autonomia aumentata, che gli garantisce l’utilizzo fino a 150 Km con una singola carica. Il grande passo avanti rispetto al passato sta però nel processo di produzione: come aveva promesso Local Motors, Olli 2.0 è infatti stampato per l’80% in 3D. La tecnologia utilizzata si basa principalmente sul a estrusione composito per grandi formati introdotti da Cincinnati Incorporated attraverso la sua tecnologia BAAM, che è stata adattata alle esigenze specifiche di Olli grazie alla collaborazione con Oak Ridge National Laboratory (ORNL) e IACMI.

Anche i motori sono differenti rispetto a quelli del suo predecessore e può contare su due posti aggiuntivi, oltre a un nuovo sistema di illuminazione programmabile. Grazie alla modularità e alla personalizzazione rese possibili dalla stampa 3D, l’interno può essere facilmente modificato per adattarsi alle diverse esigenze. Attualmente Olli 1.0 è distribuito in nove campus in tutto il mondo (principalmente negli Stati Uniti ma anche in Europa), ma la produzione di Olli 2.0 è già iniziata e le consegne inizieranno entro la fine di quest’anno.

Sebbene siamo sicuramente più concentrati su questi aspetti legati alla produzione, la verità è che Olli 2.0 si distingue anche per le sue capacità IT. L’esterno di Olli 2.0 è dotato di un sistema PA e schermi sia sul davanti che sul retro per indirizzare i pedoni. Lo schermo nella parte anteriore può anche essere mostrato come visore e tramite l’API aperta di Local Motors i clienti possono personalizzare diversi elementi e interfacce UI possono – incluso il supporto AR e VR.

Olli 1.0 utilizzava IBM Watson, la piattaforma AI di IBM, per le sue funzioni di linguaggio naturale e sintesi vocale. Olli 2.0 ha, di contro, più opzioni: la voce in linguaggio naturale può utilizzare il servizio di chatbot di deep learning di Amazon Lex e IBM Watson. I clienti possono sceglierne uno o anche combinarli e possono essere modificati per rendere il sistema indirizzabile a “Olli”.

Local Motors collabora con dozzine di aziende e organizzazioni di ricerca. Come accennato in precedenza, la sua tecnologia di stampa 3D proviene dal Oak Ridge National Laboratory, la startup Affectiva fornisce il sistema cognitivo di Olli, mentre Velodyne, Delphi, Robotic Research e Axis Communications gestiscono lo stack di percezione dello shuttle a guida autonoma. Nvidia e Sierra Wireless, infine, forniscono gran parte dell’interfaccia uomo-macchina e altre società (tra cui Bosch, Goodyear, Protean e Eastman) forniscono i pezzi di ricambio a Olli.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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