Local Motors presenta la prima auto stampata in 3D e “street-ready”

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

I visitatori del SEMA di Las Vegas potranno vedere la LM3D Swim, prima di una nuova linea di veicoli interamente stampati in 3D e messi su strada da Local Motors, a mezzo di una stampante BAAM (Big Area Additive Manufacturing) e progettata da Kevin Lo, membro di una comunità di artisti indipendenti che fa uso di una piattaforma di collaborazione online.

Sono riuscito a porre alcune domande al CEO di Local Motors, Jay Rogers, che la presenta con tre parole: “sicura, intelligente e sostenibile” (safe, smart and sustainable). Nuovi modelli saranno presentati nel 2016 consegnati nel 2017. La LM3D sarà dotata di motore elettrico, la scelta migliore per la riduzione delle emissioni.

Local-Motors-LM3D-Swim-3D-printed-car-1024x678

“Fra la LM3D Swim e la prima concept car, la Strati, c’è stato un significativo miglioramento nell’estetica -afferma Jay Rogers. Qualsiasi dettaglio può essere facilmente modificato e personalizzato, in qualsiasi modo. Fra stampa, fresatura, lucidatura e trattamento vinilico finale -in questo caso un bel rosso rubino- non ci sono praticamente vincoli, né costi straordinari. Tutti gli elementi dei quali è costituita un’auto cambiano e migliorano in continuazione: le batterie, i motori, le tappezzerie, i vetri, migliaia di polimeri, additivi, ecc. ora possono essere sperimentati semplicemente inserendoli sull’ultima auto della linea di produzione, senza bisogno di investimenti in attrezzature del costo di centinaia di migliaia se non milioni di dollari. E’ una rivoluzione, sia in termini di tempo che di spesa. I vantaggi ricadono tutti sull’utente finale, che di solito non capisce perché ci vogliono dai cinque ai sette anni per utilizzare tecnologie disponibili.

“Safe, smart, and sustainable” ricorda Rogers, e spiega: “Smart vuol dire due cose: le auto stanno diventando, lentamente, sempre più connesse. Pensa a IBM che acquisisce Weather Channel, un produttore di big data. Noi, se abbiamo i sensori giusti, montati sulle auto, possiamo produrre ancora più dati, e non a 10.000 metri di altezza, ma a livello stradale: condizioni locali, umidità, superfici congelate, nebbia, traffico, e così via. Inoltre si possono pianificare meglio i propri movimenti: se è previsto un breve acquazzone, forse è il momento di fare le spese che si era pensato, per approfittare poi del bel tempo”. È quello che Rogers chiama “cognition”.

“Inclusi nella prima generazione di LM3D ci saranno sensori, connettività, raccolta e immagazzinamento di dati. L’hardware e il software saranno aggiornabili in ogni singola macchina, che avrà un disegno aperto ai cambiamenti. È un po’ come il progetto ARA di Google, uno smartphone fatto a moduli intercambiabili via via che essi sono sviluppati e prodotti.

Safe. Le macchine saranno anche piu sicure -spiega Rogers. Questo può portare ad un nuovo concetto di sicurezza. Tutti vogliono sapere come si comporta nel tempo il materiale stampato in 3D. Una delle cose più notevoli sarà il controllo strumentale del comportamento dei materiali attraverso rilevatori di temperatura, GPS, vibrazioni, accelerazione, ecc., da parte un numero indefinito di progettisti. Una realtà industriale aperta come la nostra è particolarmente adatta a questo lavoro.

Local-Motors-LM3D-Swim-3D-printed-car-at-SEMA-2-1024x539

Con queste tecnologie e aggiornabilità dell’hardware il possesso di un’auto avrà un fascino del tutto nuovo. “Apple lanciò l’iPhone ad un livello di prezzo, 700 dollari, che tutti ritenevano improbabile. La storia ha dimostrato che c’era mercato per le prestazioni di cui gli iPhone sono capaci. I 53.000 dollari si giustificano con un tipo di auto completamente nuovo. Se la LM3D è l’iPhone delle auto, la stessa nozione di possesso ne uscirà trasformata. Penso che riusciremo a far crescere il mercato, attirando gente che non ha mai avuto né la macchina né la patente. I don’t know that the ownership of our cars is going to feel like the same kind of ownership that, when you drive off the lot, it depreciates.

Vorrei che il pubblico avesse la sensazione di investire in un hardware che ogni giorno, ogni notte, migliora. Tesla (produttore di auto elettriche, ndt) parla di auto che diventano piu sicure ogni notte. Io penso che anche l’ hardware deve migliorare ogni notte. Dopo 12, 18 mesi puoi riciclare i tuoi materiali, prendere le componenti di base e stamparti una nuova automobile, più sicura e più ‘sexy’. Si può aggiornare l’hardware, oltre che il software.

Local-Motors-LM3D-3D-printed-car-at-SEMA-1024x768

La comunità di progettisti di Local Motors fa uso di Open IO, un pittaforma con la quale possono condividere disegni e soluzioni. La forma delle auto è scelta attraverso contributi collettivi. In questo caso la comunità di Kevin Lo ha vinto un premio di 7.500 dollari e, cosa più importante, riceverà una percentuale su ogni auto venduta. Nessuno può affrontare il costo di una BAAM, che di sicuro non è Open Source. Mentre la progettazione condivisa permette di implementare soluzioni sviluppate a livello locale e personale.

Nel processo tradizionale bisogna tenere conto della storia di ogni singola parte. Nel mondo pazzo e selvaggio della comunità dei progettisti hai bisogno di modelli senza storia. I membri della comunità prendono visione dei problemi e cominciano subito a lavorarci. Il disegno collettivo è sincronizzato da Solid Edge, un software Siemens particolarmente adatto.

Ora che i modelli di Kevin Lo sono diventati una vera automobile, c’è una lunga strada per portarla su strada. L’ impresa pevede di produrre auto presso il suo Centro Prove e Vendite nella National Harbor area D.C. e la microfabbrica in costruzione a Knoxville, Tennessee, che ambedue apriranno entro l’anno. Nelle due sedi ci saranno cinque BAAM, con i quali speriamo di produrre dieci auto al giorno, per una capacità produttiva di 2.500-3.000 auto all’anno.

Queste macchine devono essere omologate. Negli USA funziona così: alzi un braccio e dici che la tua macchina rispetta le regole fissate al titolo 49 del Federal Motor Vehicle Safety Standards. Si chiama Self Certification. La gente pensa che ci sia qualcosa come la FDA (l’agenzia che controlla i medicinali, ndt) che esamina i prodotti e i processi produttivi, ma non è così. Nulla impedisce ad alcuno di andare a sbattere e poi di fare causa per danni al produttore. Il quale deve allora dimostrare le basi sulle quali è fondata la sua dichiarazione di conformità. Le regole correnti sono state scritte con la lavorazione tradizionale in mente -suggerisce Rogers- quindi noi dobbiamo riformulare tutto il processo di omologazione. Se prendi un motore a scoppio e lo sostituisci con uno elettrico, questo cambia davvero le regole di un gioco che è costituito da molte parti: sicurezza attiva e passiva, antincendio, oggetti, utenti, eccetera.

Questo mi fa pensare che il modello di Local Motors non è rivoluzionario soltanto per le tecniche e le regole di produzione, ma può portare scompiglio anche in altre aree. Finora non abbiamo avuto questioni con l’ Associazione Nazionale dei Venditori di Auto, e spero che il vecchio e il nuovo possano lavorare assieme per spronare l’innovazione negli Stati Uniti. Se sei Local Motors, produci e vendi localmente. Devi poterlo fare. Tesla ha già cercato di spingere avanti il mercato in questo modo e noi siamo qui per dare una mano. Ma non penso e non desidero che si tratti di una guerra fra vecchio e nuovo. Spero che siamo tutti supporters dell’innovazione, dei lavori locali, che stiamo cercando di rendere avnzati. Sono fra i lavori meglio pagati d’America e spero che nessuno voglia opporsi alla loro diffusione”.

Avrei avuto molte altre domande da porre a Jay Rogers: per esempio sul trasporto pubblico, su mezzi di proprietà delle municipalità, sulla sicurezza dei dati scambiati. Non c’è stato modo, ma di sicuro ci ha pensato. Le prevendite iniziano la prossima primavera. Le prime consegne nel 2017. Più in là il futuro è difficile da discernere.

Intervista a cura di Michael Molitch-Hou, pubblicata originariamente da 3Dprintingindustry.com.
Michael è Redattore capo di 3D Printing Industry e fondatore del Reality™ Institute, una istituzione che offre al pubblico il servizio di individuare cosa c’è di reale e cosa no. È diplomato al MFA Critical Studies & Writing Program a CalArts, ed è un fermo sostenitore della pace nel mondo. Michael attualmente risiede a San Pedro con la sua magica moglie Danielle.

Autore Francesco Sforza

Da non perdere

Industria 4.0: nuove agevolazioni per favorire l’acquisto di stampanti 3D

L’Industria 4.0 rappresenta quell’insieme di tecnologie attraverso le quali le imprese avranno la possibilità di …

ADDITIVATI ADESSO

 

Iscriviti per ricevere le ultime notizie sull'industria della stampa 3D.

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy.*

Questa informazione non sarà mai condivisa con terze parti

BENVENUTO A 

BORDO!