French Cut Diamonds by Yoram F.

Lockheed Martin sta realmente costruendo una stampante 3d per diamanti?

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Stanno circolando notizie sul brevetto che l’inventore David J Findley ha depositato per conto di Lockheed Martin di una stampante 3D per diamanti in grado di creare strutture di qualsiasi forma. Questo significa che a breve stamperemo diamanti in 3D?

La risposta, in breve, è probabilmente no, tuttavia il brevetto è reale e – mentre apre la prospettiva di creare diamanti artificiali di qualsiasi forma e geometria – è in realtà piuttosto simile alle attuali – anche se ancora sperimentali – tecnologie per stampare in 3D oggetti usando ceramiche ad alte prestazioni e zirconia, come quelle di Lithoz, 3DCeram e Prodways. Per non parlare del fatto che, poiché i diamanti sono notoriamente difficili da tagliare (cioè in forma sottrattiva) e l’essere in grado di plasmarli in modo additivo avrebbe molto senso.

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Questi sono i dettagli del brevetto:
Numero di pubblicazione: 20160214272
Tipo: Applicazione
Depositato: 4 aprile 2016
Data pubblicazione: 28 luglio 2016
Inventore: David G. Findley (Forth worth, Texas)
Numero di applicazione: 15/090,289
Classificazione internazionale: B28B 1/00 (20060101); B28B 11/00 (20060101); C04B 35/524 (20060101);

In altre parole il brevetto si basa sul concetto che possiamo stampare in 3D usando molti minerali diversi – ceramiche comprese – mescolandoli con polimeri pre-ceramici. Questi polimeri sono poi iniettati o depositati con diversi metodi e gli strati vengono lavorati. Una volta che l’oggetto 3D è completo, subisce un processo di cottura che scioglie i polimeri pre-ceramici e poi un altro a temperature più alte che sinterizza insieme le particelle minerali.

Nel brevetto di Lockheed Martin lo stesso concetto è applicato a una polvere di nano particelle di diamante (come sia prodotta non è chiaro ma le polveri di nano particelle – come quelle usate dalla tecnologia a getto di nano particelle di XJet – stanno diventando più comuni visto che i metodi per produrli stanno diventando meno costosi). In effetti, il brevetto stesso riconosce che “le tecniche di stampa 3D con polimeri pre-ceramici e polveri di nano particelle possono permettere la creazione di una serie di ceramiche in una notevole varietà di forme utili”.

“In particolare – prosegue la domanda di brevetto – usare le tecniche di stampa 3D con un diamante che forma un polimero pre-ceramico e una polvere di nano particelle di diamante può permettere la creazione di oggetti in diamante in una serie di forme. Per esempio, usando la stampa 3D con un diamante che forma un polimero pre-ceramico e una polvere di nanoparticelle di diamante, una punta di diamante potrebbe essere stampata in quasi qualunque forma”. Altri esempi di oggetti che possono beneficiare delle uniche proprietà di conduzione termica, isolamento elettrico,durezze e alto punto di fusione/ebollizione del diamante sono gli inserti dei pattini dei freni, le scatole avioniche, le armature leggere, i filtri per dialisi e le parti microelettroniche sotto vuoto.

Le possibilità, come è spesso il caso nella stampa 3D, sono quasi infinite. Tuttavia oggi stiamo ancora aspettando che le ceramiche ad alte prestazioni stampate in 3D abbiano un vero effetto nel settore della prototipazione (come c’era stato promesso due o tre anni fa), così dubitiamo che la stampante 3D di diamanti entrerà sul mercato prima dei prossimi cinque anni.
Quando lo farà, però, sarà un bello spettacolo.

Autore Katerina

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