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La stampa 3D di Treddy tende una “mano” alla robotica

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Il prossimo 20 luglio 3dpbm terrà un webinar con Treddy, service di stampa 3D pensato per le esigenze del settore industriale e non solo. Il webinar sarà incentrato sull’esperienza dell’azienda rispetto a una delle applicazioni più interessanti della stampa 3D: i tool customizzati per la robotica, o End of Arm Tools (EOAT).

Con base a Pescara, Treddy ha avuto origine da due nuclei di profonda esperienza e professionalità: da un lato l’attività pluriennale del gruppo Rimas Engineering, azienda esperta nella vendita ed installazione di stampanti 3D, scanner 3D e software di progettazione sull’intero territorio nazionale; dall’altro l’esperienza ultradecennale nel mondo della progettazione e costruzione meccanica della famiglia Mucci.

“Siamo un’azienda dinamica, giovane e reattiva”, ci spiega Mattia Mucci, responsabile commerciale Treddy. “Siamo l’unica realtà in Italia a offrire un servizio completo a 360° nel settore 3D. Infatti, non ci occupiamo solo di stampa 3D, ma offriamo ai nostri clienti anche servizi di scansione 3D e reverse engineering, progettazione ed ingegneria, prototipazione rapida e manifattura additiva, controllo dimensionale e consulenza progettuale. Crediamo fermamente nelle potenzialità della stampa 3D e ci siamo impegnati in una scommessa nel futuro, per affiancare quelle aziende che desiderano crescere investendo in una produzione più efficace, più sostenibile e più smart”.Il prossimo 20 luglio 3dpbm terrà un webinar con Treddy, service di stampa 3D pensato per le esigenze del settore industriale e non solo

Le basi della stampa 3D

Essendo già presente in maniera capillare sul territorio, sono stati proprio i clienti, con una forte spinta dal basso, a richiedere la costituzione di un servizio che sapesse combinare il know-how di ingegneria e progettazione del gruppo alla profonda conoscenza delle tecnologie di stampa 3D, al fine di offrire un service di additive manufacturing che fosse in grado di esaudire le richieste di mercato a 360 gradi. Affidarsi ad un servizio di questo tipo è infatti la scelta ideale per scoprirne le potenzialità, senza dover sostenere importanti investimenti, ma usufruendo dei vantaggi di questa tecnologia, testando varie tipologie di stampa e materiali, e soprattutto con la sicurezza di un risultato ottimale. In questo contesto è stata fondata Treddy.

Nel corso di questi anni Treddy è cresciuta notevolmente, acquisendo un vasto bacino di utenza e stabilendo importanti partnership e in particolare entrando a far parte del network MJF Tech Center di HP. Ad oggi l’azienda può fare affidamento su diversi tipi di tecnologie e un solido team tecnico in grado di seguire il cliente dalla fase di sviluppo e progettazione, passando dalla produzione al post-processing e finalizzazione del prodotto con collaudo e certificazione dei pezzi. “L’anima di Treddy è composta da due divisioni che lavorano in sinergia”, prosegue Mucci. “La prima è online, con il nostro servizio di preventivazione istantanea e gratuita che ci permette di gestire migliaia di richieste ogni giorno affiancando il tutto con un servizio di assistenza presente e
reattivo. La seconda è offline, grazie al nostro network commerciale ed alla nostra azione in loco. Secondo noi è importantissimo ai fini di offrire un servizio davvero valido la collaborazione diretta per capire le reali esigenze [dei clienti]. Non è affatto raro per i tecnici Treddy effettuare dei sopralluoghi tecnici in realtà industriali, per analizzare le varie applicazioni ed individuare soluzioni che possono realmente aiutare il cliente nel suo business”.Il prossimo 20 luglio 3dpbm terrà un webinar con Treddy, service di stampa 3D pensato per le esigenze del settore industriale e non solo

Treddy si pone come partner ideale per lo sviluppo di nuovi prodotti e la reingegnerizzazione di soluzioni già esistenti. I servizi che offre principalmente sono tutti legati al mondo dell’additive manufacturing e delle tecnologie 3D, che permettono di offrire ai clienti una consulenza ed uno sviluppo finalizzate ad estremizzare i vantaggi di questo settore: produzione additiva e prototipazione rapida, scansione 3D e reverse engineering, controllo dimensionale ed ottimizzazione topologica, ingegneria e progettazione, oltre ad un servizio completo di post-produzione e collaudo prodotti. Tra i principali punti di forza di Treddy c’è il personale altamente specializzato: il team di ingegneri, infatti, avendo a disposizione le migliori tecnologie, macchinari, materiali e software, riesce a supportare al meglio il cliente e realizzare applicazioni ad alto livello tecnologico dando vita a componenti che consentono di creare valore aggiunto all’interno di interi processi produttivi.

Inoltre, l’azienda riesce a gestire migliaia di richieste al giorno grazie al “preventivatore online” che, affiancato da una rete di vendita formata da consulenti specializzati nell’ AM, ha reso Treddy un punto di riferimento sia per il cliente più esperto, ma anche per chi vuole iniziare ad approcciarsi a questa tecnologia.

L’opportunità EOAT

Oggi Treddy utilizza la stampa 3D per creare applicazioni EOAT: in questi casi il vantaggio principale è la customizzazione estrema del tool grazie alla quale si riesce a migliorare l’applicazione in termini di peso, prestazioni e relativi costi (diretti ed indiretti). Le componenti realizzate in AM permettono di produrre in un unico processo prodotti complessi ed ottimizzati topologicamente senza ricorrere a molteplici e lunghe lavorazioni di preparazione ed assemblaggio.

Finora l’azienda ha creato oltre 100 EOAT completi e migliaia di componenti forniti ed installati su soluzioni già esistenti che hanno notevolmente migliorato le prestazioni e portato benefici ad interi processi di produzione. Per farlo sono stati utilizzati centinaia di materiali, che si possono però dividere in tre grandi famiglie e rientrano tutti nel mondo delle plastiche: polimeri base per applicazioni generiche, tecnopolimeri e superpolimeri per applicazioni tecniche in ambienti estremi dov’è richiesta resistenza ad alte temperature ed agenti chimici Treddy produce diversi tipi di EOAT. Alla luce del sempre più vasto utilizzo di questi sistemi in industrie di molteplici settori, per tantissime applicazioni diverse, l’azienda dispone della tecnologia e dei materiali per sviluppare totalmente o in parte qualsiasi soluzione venga richiesta.

Principalmente si tratta di richieste dal mondo del packaging, automotive e farmaceutico. Treddy ha maturato molta esperienza in applicazioni speciali che hanno permesso la creazione di tool altamente personalizzati ottimizzando processi già esistenti e rendendo possibili applicazioni che con la tecnologia classica non era praticabili, aprendo le porte a nuove possibilità.

Obiettivo migliaia di pezzi

Lavorando da moltissimi anni nel settore industriale, con molteplici clienti in diversi settori, Treddy ha rilevato un cambiamento della richiesta del mercato che si è fatta sempre più estrema in termini di geometrie e materiali e con tempi di approvvigionamento sempre più rapidi. Per questi motivi è stata individuata nell’AM la giusta risposta a questo mercato sempre più esigente e competitivo. Sicuramente si tratta infatti di un settore in forte crescita che sta attirando molto interesse a livello globale con grandissimi investimenti da parte di tantissimi player che stanno contribuendo ad un rapido sviluppo di tecnologie e materiali permettendo così nuovissime applicazioni in molteplici settori. Se già la stampa 3D oggi è riuscita a mettere in discussione tecnologie utilizzate da sempre facendole risultare ormai inadeguate per lo sviluppo di alcune tipologie di componenti, questa tendenza con il passare degli anni potrà solamente aumentare grazie alla scoperta dei nuovi processi e materiali. Ogni anno Treddy crea oltre centinaia di migliaia di pezzi.

Inoltre, l’utilizzo di svariati materiali sviluppati per il processo additivo ha permesso anche la sostituzione di molta componentistica in metallo con plastiche performanti garantendo un enorme vantaggio in termini di peso e costi di produzione. Il mondo della robotica, in particolare, è molto custom, di conseguenza non è possibile creare uno standard, in quanto ogni Robot ha una funzione ben precisa e quasi tutti nel corso della loro vita devono adattarsi alle tendenze di mercato come, ad esempio, il cambio prodotto. In questo contesto la stampa 3D riesce ad esprimere al meglio i suoi vantaggi: velocità di produzione, costi ridotti, ripetibilità, possibilità di realizzare componenti pre-assemblate e diminuzione del peso che genera efficienza.

“Le difficoltà maggiormente rilevate non sono tanto di natura tecnica, ma piuttosto la poca conoscenza delle potenzialità delle tecnologie di stampa 3D nel settore specifico,” precisa Mucci. “Il pubblico è ancora restio ad affidarsi alla manifattura additiva ed in particolare alla stampa 3D perché purtroppo è ancora troppo vivida quella convinzione che vede la stampa 3D legata a produzioni ‘amatoriali’ e ‘casalinghe’. È nostro interesse diffondere una maggiore conoscenza delle tecnologie di stampa 3D per aiutare a costruire un’immagine più solida ed affidabile per l’intero settore additivo”.

Treddy opera giornalmente al fianco di aziende e industrie dei più svariati settori. Tra i vari progetti ha affiancato aziende nella produzione di componenti per linee di automatiche nel settore della produzione di dispositivi igienici, sanitari e medicali; ha partecipato attivamente allo sviluppo di soluzioni ergonomiche nel settore della produzione di armi da fuoco; guidato il processo di reingegnerizzazione ed ottimizzazione di componenti meccaniche per aziende che operano nella produzione di sistemi di pompaggio e dosaggio liquidi; Treddy collabora con aziende che operano nel campo dell’elettronica, per fornire case e gusci progettati ad hoc. E non in ultimo proprio il caso che verrà analizzato e discusso durante il webinar del 20 luglio, un caso di completa innovazione e ricostruzione nel settore dell’automazione industriale e robotica.

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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