La Projet 2500 è qui (in beta) e lancia già la sfida per la stampa 3D inkjet più accessibile

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La Projet 2500 è forse la più interessante novità del 2016 in casa 3D Systems. Innanzitutto è una macchina completamente nuova, figlia del dipartimento di Xerox acquistato due anni fa specificamente per sviluppare questo progetto.

Inoltre è una Multjet quindi promette la qualità tipica di questa tecnologia ma si colloca in concorrenza diretta con le più piccole (ed economiche) Polyjet di Objet andando a coprire la fascia di mercato sulla quale 3D systems aveva la DLP Projet 1500, insomma la MJP diventa non per tutti ma per molti.

img_7232-1Sinceramente quando la vidi al CES a gennaio ne fui davvero entusiasta, una macchina più piccola, completamente user friendly, di grande qualità e con 5 bellissimi materiali. Sì perché la Projet 2500 utilizza le resine di nuova generazione simili a quelle viste sulla grande 5500X. Al momento queste includono un ABS-like bianco, un PP-like nero, un bellissimo semitrasparente e, finalmente, due elastomeri nero e bianco.

La 2500 tra l’altro è la terza macchina supportata dal nuovo (anch’esso in Beta) 3D SPRINT, il software di 3D Systems che permetterà di gestire tutti i prodotti della casa implementando funzioni di fixing e editing. Ne riparleremo in dettaglio a breve ma si vede già la differenza in termini di facilità di utilizzo.

Da oggi finalmente la macchina è visibile sul sito di 3D Systems e lo sono anche le caratteristiche dei materiali, tutti davvero interessanti. Il software è decisamente intuitivo e ricco di funzioni. Tra l’altro integrerà anche una speciale sezione dedicata al fixing dei files per scongiurare problemi in stampa.

Una volta preparato il print job, 3D SPRINT funziona come un Client Manager in grado di monitorare e gestire le code di stampa di tutte le macchine 3d Systems in rete.

Entriamo nella Projet 2500

Esteticamente fa fede al “family feeling” della famiglia 3D Systems. Sembra piccola ma non lo è, l’ingombra è comparabile a quello della 3600. La linea è elegante e moderna. L’area di lavoro è tutt’altro che piccola, di poco inferiore a quella della sorella maggiore Projet 3600 (295 x 211 x 142 mm). Quindi dispone di un’area di lavoro “da grande” e di una risoluzione in DPI  di 800 x 900 x 790. Strati da 32 micron. Decisamente numeri importanti!

Il display, che è basato sul sistema operativo Android per un’ancora maggiore accessibilità, fornisce tutte le informazioni necessarie. Un completo menù operatore permette di eseguire le operazioni di manutenzione e di cambio materiale. Dal management di 3D Systems promettono pochissimo spreco durante questa operazione.

La piattaforma di stampa è utilizzabile in entrambi i lati, un ingegnoso sistema di ritenzione automatico blocca la piattaforma alla partenza, dopo pochi istanti la macchina si avvia senza esitazioni.

La testina corre lungo tre corsie. Se i pezzi da produrre non eccedono la prima striscia, la Projet 2500 è velocissima. Qualora necessitasse più spazio la macchina farà correre la sua testina su due o addirittura tre corsie. Anche in questa ipotesi la macchina risulta molto veloce e il punto di congiunzione tra le parti è invisibile.

Uno sguardo ai materiali

La nuova serie ProJet 2500 permette di stampare in 3D con 5 nuovi materiali VisiJet M2:

  • VisiJet RWT (Rigid White) – Projet 2500
  • VisiJet RBK (Rigid Black) – Projet 2500
  • VisiJet RCL (Rigid Clear) – Projet 2500 Plus
  • VisiJet EBK (Elastomeric Black) – Projet 2500 Plus
  • VisiJet ENT (Elastomeric Natural) – Projet 2500 Plus (sensazionale performance di elongazione massima 650%)

img_7245La polimerizzazione avviene grazie a due emettitori LED montati sotto la testina, tutti i processi di calibrazione e allineamento sono gestiti in automatico dalla macchina, lasciando all’operatore davvero pochi compiti da assolvere.

La Projet 2500 è disponibile in due versioni, Standard e Plus. La prima permette di stampare in materiale rigido bianco e nero; la seconda supporta anche il trasparente e i due elastomeri. L’upgrade può essere effettuato in qualunque momento.

La rimozione del materiale di supporto avviene per scioglimento come da “tradizione” Multijet, questo consente di non stressare i pezzi durante il post processo e quindi rende possible la produzione di elementi sottili e dalla struttura delicata.

Caricamento-Cartucce-Stampante-3D-ProJet-2500-3D-SystemsLa risoluzione è al top, quasi da far preoccupare le sorelle maggiori. Dai primi test che abbiamo effettuato non sembrano esserci differenze qualitative sostanziali tra le superfici superiori e quelle a contatto con il materiale di supporto.

La volete? Sentite già di non poterne più fare a meno? Si può ordinare ma la commercializzazione ufficiale non è ancora partita. Certo si parla ormai di giorni e non vediamo l’ora di provare tutti i materiali.

Questa volta in 3D Systems si respira aria di novità

Autore Andrea Barchi

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