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Il tuo smartphone sta squillando, c’è una stampa 3D per te

L’ultimo progetto con l’obiettivo di trasformare uno smartphone in una stampante 3D ha stupito i partecipanti al recente Inside 3D Printing di Shanghai ma la sua tecnologia è piuttosto accessibile e, chi può dirlo, potrebbe spianare la strada verso un futuro dove sarà possibile stampare 3D qualunque cosa ovunque. Quel futuro resta piuttosto lontano anche se l’idea di stampare 3D usando uno smartphone sta già suscitando l’entusiasmo di maker e ricercatori.

Sviluppata dal Professore Jeng Ywam-Jeng dell’ Optical Eletrical Processing Laboratory presso il Department of Mechanical Engineering della National Taiwan University of Science and Technology, la stampante 3D  smartphone usa un processo stereolitografico (dove una resina liquida è lavorata e poi solidificata da una fonte di luce) solo che invece di usare il laser come nella tecnologia SLA o un proiettore digitale come nella DLP, usa la luce emanata dallo schermo dello smartphone.

Il processo è più lento rispetto alla tradizionale stereolitografia (che è già piuttosto lenta) e può raggiungere una risoluzione massima di circa 100 micron (comparabile alle tecnologie basate su filamenti), anche se i rapidi sviluppi nella produzione degli schermi degli smartphone aiuteranno a renderla più veloce, per esempio attraverso schermi più luminosi. La cosa migliore è che il Professore Ywam-Jeng intende portare sul mercato il proprio prodotto a un prezzo di circa 100 dollari.

Probabilmente non sarà l’unico. Due altri recenti progetti italiani, OLO e Lumifold Tab intendono fare qualcosa di molto simile. OLO è una start up al suo primo progetto e così non è chiaro quanto avanti siano (presentano un concept design impressionante). Lumifold, d’altro canto, è l’ultimo progetto di Lumi Industries, una piccolo azienda ben  affermata che già da un paio d’anni ha portato avanti i limiti della stereolitografia low cost. Il suo progetto cerca, allo stesso tempo, di costruire una stampante 3D low cost che sia sottile come un tablet e stampare 3D da un tablet stesso grazie all’accessorio Lumifold TAB.

Resta da vedere se le persone troveranno usi reali per queste stampanti 3D mobili. Mai dire mai quando si parla di stampa 3D.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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