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Gartner si concentra sulla stampa 3D con una “Hype Curve” specifica per il settore

La stampa 3D sta entrando in ogni singolo settore manifatturiero, da quello automobilistico alla medicina rigenerativa. Questo spiega perché Gartner, uno degli studi di analisi industriale più importante al mondo, ha pubblicato una ricerca con la sua ben riconoscibile “Hype Curve”, specificatamente rivolta solo ai settori della stampa 3D.

Per coloro che non la conoscono la Hype Curve è un grafico che Gartner usa per spiegare visualmente come tutta l’attenzione mediatica attorno a una nuova tecnologia potenzialmente dirompente si trasformi inevitabilmente in una fase di “disillusione” quando il pubblico inizia a comprendere i limiti della suddetta tecnologia.

Questo “picco”, però, ha anche un effetto positivo a lungo termine, poiché funziona come la “scintilla”che scatena una fase successiva di crescita organica e reale (sebbene più controllata), poiché la nuova tecnologia entra realmente nella vita di tutti i giorni.

“L’Hype Cycle per le tecnologie emergenti è il più grande aggregato tra gli Hype Cycle di Gartner, riguardando tecnologie che sono al centro dell’attenzione a causa dei loro livelli di interesse particolarmente alti, e quelle che Gartner reputa abbiano il potenziale per un impatto significativo” ha spiegato Betsy Burton, vice presidente e analista presso Gartner. “Quest’anno, incoraggiamo i CIO e altri leader del reparto IT a dedicare tempo ed energia all’innovazione, piuttosto che solamente a un incremento degli affari, cercando di spingersi anche al di là dei limiti del proprio settore industriale”.

Nel passato questa curva è stata usata per rappresentare tutte le tecnologie, con la stampa 3D compresa nelle altre. Nell’ultima versione del grafico precedente, rilasciata nel 2015, la stampa 3D a livello d’impresa è già più in là lungo la curva di crescita organica, mentre la stampa 3D consumer è sul lato discendente della fase di entusiasmo e la biostampa sta attraversando la parte in ascesa della curva di crescita. Ora il nuovo grafico della Hype Curve va più in profondità nel mondo della stampa 3D, analizzando parecchie diverse applicazioni di questa tecnologia. Diamo un’occhiata da questo grafico che abbiamo preso “in prestito” dalla rivista Disruptive.

gartner

La prima cosa che emerge è che la stampa 3D di prodotti di consumo è l’applicazione della stampa 3D più lontana, ancor più della biostampa di organi per trapianti. Va detto, comunque,  che la biostampa potrebbe essere ben più avanti rispetto alla stampa 3D di prodotti di consumo poiché il suo effetto potenziale sulle vite delle persone è ancora più grande. In effetti, questo è proprio quello che la Hype Curve descrive con esattezza.

La stampa 3D consumer è ancora lontana da aver senso poiché la tecnologia deve diventare molto più veloce e la scienza dei materiali deve migliorare in modo significativo. Un altro fattore che sta rallentando quest’ aspetto della stampa 3D è che non ce n’è ancora una reale necessità e molti grandi produttori non la prendono in considerazione, visto che li obbligherebbe a cambiare radicalmente i loro modelli di business.

Curiosamente le applicazioni di stampa 3D che sembrano più stabilizzate sono anche le più “noiose”: prototipazione rapida, apparecchi acustici, scansioni industriali 3D… Questo probabilmente perché spesso tendiamo a vedere come “noiosi” i processi che fanno già parte delle nostre vite di ogni giorno, ancor più se sono usati a un livello industriale e così non siamo pienamente consapevoli del fatto che stiano accadendo.

Altre applicazioni che stanno raggiungendo questo “Plateau della Produtitvità”, come lo descrive Gartner, sono le agenzie di servizi, i servizi dentali e il software per la modellazione 3D di parti fisiche.

Tornando all’hype, la stampa 3D consumer (che è l’adozione da parte dei consumatori di stampanti 3D casalinghe)  ha superato il picco di hype e sta rapidamente perdendo interesse tra i media. Si trova nel mezzo della “Baratro della Disillusione”, dirigendosi verso la “Salita dell’Illuminazione” e quindi verso una adozione nel mercato reale. In effetti sempre più spesso i grandi rivenditori e distributori in tutto il mondo stanno esprimendo un interesse crescente.

La stampa 3D industriale e medicale è, in questo momento, al picco, o nelle sue vicinanze, della hype curve. Tutti si stanno rendendo conto dell’incredibile potenziale che queste tecnologie possiedono per una cura della salute più personalizzate per un flusso e una supply chain più efficiente. Il problema è che mentre molti medici professionisti e aziende manifatturiere vorrebbero implementare la stampa 3D ma la maggioranza non capisce ancora completamente come e dove farlo nel modo più efficiente. Questo porterà a una fase successiva di disillusione fino a quando si farà strada una nuova generazione di professionisti più familiari con il potenziale della tecnologia. Queste fase di alternanza in genere dura tra i tre e i cinque anni.

La biostampa per la ricerca è in crescita per quanto concerne la consapevolezza e la biostampa “commerciale” è poco indietro. Quasi ogni scienziato nei settori della bioingegneria e della medicina rigenerativa sta prendendo consapevolezza delle possibilità offerte dalle tecnologie di biostampa anche se le informazioni sono ancora disperse e poco chiare. Allo stesso tempo siamo già in grado di biostampare strutture semplici per gli impianti come, per esempio orecchie e trachee, e le tempistiche per la loro adozione commerciale sono determinate solo dai test di laboratorio e dalle politiche di regolamentazione.

L’Hype Curve di Gartner si è dimostrata in genere notevolmente accurata e ha fornito un modo per dare un significato al caos che spesso circonda le nuove tecnologie, qualcosa particolarmente vero per la stampa 3D da quando è diventata di dominio pubblico.

La sua accuratezza mostra che nuove tecnologie benefiche raramente possono essere fermate e indipendentemente dal loro potenziale dirompente riescono a raggiungere le fasi dell’Illuminazione e dell’adozione di massa.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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