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Il CEO di Arcam Magnus René parla dell’industrializzazione del processo EBM, sulla scia dell’annuncio GE

All’indomani dell’annuncio da parte della GE Aviation dell’acquisizione da $1,4 miliardi di Arcam AB e SLM Solutions, gli investitori si sono dimostrati fiduciosi nei confronti dei due produttori di stampanti 3D a metallo e, c’era da aspettarselo, hanno mantenuto un certo scetticismo per quanto riguarda i vantaggi a breve e medio termine dell’accordo GE, con le azioni che hanno perso qualche punto percentuale subito dopo l’annuncio (per poi recuperare comunque gran parte del terreno perso). Uno dei motivi a cui si deve tale scetticismo è il potenziale delle tecnologie EBM e SLM di diventare processi completamente industrializzati. 3D Printing Business Directory ha incontrato il CEO di Arcam Magnus René, per saperne di più in merito al potenziale a breve e medio termine della tecnologia EBM e che cosa può fare per i sempre più importanti settori aerospaziale e medico.

3DPBizDirect: Quali pensa che siano i principali limiti e le maggiori sfide da affrontare nel rendere nello specificco la tecnologia EBM un processo che sia più attuabile per settore?

EBM_Beam_machine_window-arcam

Magnus René: Una maggiore produttività è importante, ma ci sono anche altri fattori relativi al processo e all’affidabilità delle parti. Avendo fatto grandi progressi, tanti considerano i nostri macchinari molto efficienti, ma la verità è che tanti sistemi additivi che sono sul mercato oggi sono ancora considerati un po’ come “attrezzature da laboratorio”. Quindi, se si dà uno sguardo da vicino al macchinario, si nota che c’è ancora spazio per migliorie in termini di accessibilità per l’utente e produttività. La produttività inoltre, non è relazionata solo alla velocità ma anche al costo dei materiali di consumo, che nel nostro caso sono rappresentati dalle polveri di metallo. È possibile apportare ulteriori migliorie sulla rapidità e la semplicità di convalidare un pezzo per l’utilizzo finale. Esistono tanti fattori in quello che siamo arrivati a definire quale processo di industrializzazione. Nonostante le opportunità di miglioramento menzionate, c’è da riconoscere che da molto tempo i nostri macchinari rappresentano strumenti di produzione per un’ampia gamma di prodotti nel settore ortopedico e altrove.

 3DPBizDirect: In che modo l’acquisizione del produttore di polveri AM canadese AP&C da parte della Arcam ha influito sulla riduzione dei costi dei materiali?

Arcam_TiAl_Metal_PowderMR: Adesso fanno parte del gruppo, che è formato dall’azienda EBM, dall’azienda che produce le polveri e da quella di contract manufacturing. Tali attività vengono espletate come gruppo ma ciascuna compagnia ha una gestione indipendente. Al momento dello sviluppo di strategie, mettiamo in atto una strategia di gruppo comune. Per quanto riguarda AP&C nello specifico, è importante comprendere che produce polveri sia per EBM che per i sistemi Laser, quindi in realtà la metà delle polveri che produciamo presso la AP&C va a sistemi di altri produttori o ai loro clienti. Per rendere queste polveri ancora più accessibili, stiamo costruendo un nuovo impianto, anch’esso situato a Montreal, dal momento che una parte importante di ciò che facciamo ai fini dell’industrializzazione è aumentare i volumi di produzione ottimizzando l’efficienza per abbassare ulteriormente i costi. Stiamo anche lavorando ad una nostra tecnologia di atomizzazione brevettata per rendere più efficiente la produzione delle polveri che ci occorrono.

3DPBizDirect: Tornando alla tecnologia EBM stessa, in che modo è possibile ottimizzarla ai fini dell’industrializzazione?

schematic-ebm-setupMR: Un modo è aggiornare la tecnologia così che il fascio di elettroni fonda una maggiore quantità di polvere l’ora. Questo e altri aggiornamenti saranno integrati sia tramite upgrade hardware e software ordinari, che attraverso il lancio di nuovi sistemi in cui le maggiori capacità dimensionali rappresentano un importante aspetto che stiamo considerando. La tecnologia EBM richiede una camera da vuoto, ma a parte quello non esistono limitazioni dimensionali intrinseche e i sistemi potrebbero essere estesi in maniera significativa.

3DPBizDirect: Mi chiedo se questo possa essere particolarmente importante nel settore aerospaziale: in questo momento rappresenta il segmento industriale più importante per Arcam? 

MR: Ad oggi ci dividiamo più o meno 50:50 tra i settori aerospaziale e medico. Tuttavia, per il futuro, il settore aerospaziale rappresenta una maggiore opportunità per quanto ci riguarda.

3DPBizDirect: È alla guida di Arcam come CEO dal 2001: in quale fase della sua evoluzione vede il settore della produzione additiva oggi?  

MR: Siamo in una fase in cui la produzione additiva è usata in campo medico per impianti funzionali, per prodotti finali. Nel settore aerospaziale il potenziale della produzione additiva, per quanto riguarda la produzione di parti più efficienti, gode davvero di notevole considerazione e c’è molta aspettativa in merito al “quando” e al “dove” verrà usata, sebbene in questo momento non sia utilizzata su volumi elevati da un punto di vista industriale.

3DPBizDirect:  In questo senso, come stanno procedendo le vostre attuali collaborazioni con GE, come quella con GE Avio Aero?

MR: Quella sta andando estremamente bene. Stanno lavorando seriamente all’implementazione di EBM per la produzione di parti per utilizzo finale e hanno in programma una significativa espansione dell’uso della tecnologia EBM. Ci confrontiamo sempre con tutti i tipi di diverse tecnologie e alla domanda sulla differenza specifica tra la tecnologia EBM e quella laser, possiamo rispondere che ciò che abbiamo da offrire è una produzione aumentata e proprietà dei materiali superiori.

3DPBizDirect:  In che modo le parti prodotte da EBM sono superiori a quelle SLM?

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Se guardiamo nello specifico al caso di GE Avio Aero, semplicemente non sarebbe possibile raggiungere gli stessi livelli di produttività con le tecnologie laser. Nessuna parte potrebbe mai raggiungere una densità del 100% ma con EBM siamo ben oltre il  99,9%, valore maggiore rispetto a quello di parti prodotte in stampi a iniezione. Un altro fattore chiave nel segmento aerospaziale è la riduzione del peso e il “rapporto buy-to-fly”, ovvero il rapporto tra il materiale grezzo usato per un componente e il peso del componente stesso. Tenendo presente tutto ciò, collaboriamo con GE Avio Aero dal 2010 nello sviluppo di Alumide di Titanio come materiale supportato dai nostri sistemi EBM, soprattutto come potenziale sostituto delle superleghe a base di nickel usate nelle turbine a bassa pressione nel motore di un velivolo.

 

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