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GE Healthcare si unisce a Advanced Solutions per la produzione di tessuti rigenerativi

Seguendo le orme – di grande successo – delle divisioni GE Additive, GE Aerospace e GE Oil and Gas, adesso GE Healthcare sta iniziando seriamente a prendere in considerazione la stampa 3D. Dopo aver firmato con Formlabs per ottimizzare la stampa 3D di modelli anatomici  il colosso americano ora collabora ora con Advanced Solutions Life Sciences(ASLS) per sviluppare il campo della biofabbricazione 3D.

E se GE Healthcare si sta muovendo rapidamente, anche il settore del bioprinting in generale non è da meno. Potrebbe essere il positivo slancio dell’ultimo Termis (il principale evento di medicina rigenerativa) a Orlando, ma anche altre società, come 3D Bioprinting Solutions e CELLINK recentemente hanno fatto passi da gigante. Ora Advanced Solutions Life Sciences, società fondata da Michal Golway, uno dei primi pionieri nella biostampa, trarrà vantaggio dalla forza della distribuzione di GE e da ingenti mezzi di ricerca e sviluppo.

In base all’accordo, GE Healthcare distribuirà il sistema di biofabbricazione di ASLS (BioAssemblyBot) insieme al primo scanner di biostampa 3D confocale integrato al mondo (GE IN Cell Analyzer 6500HS) nell’ambito di una partnership strategica di ricerca, sviluppo e distribuzione che si propone di personalizzare la rigenerazione dei tessuti. L’integrazione delle tecnologie dei sistemi IN Cell Analyzer e BioAssemblyBot incorporerà le analisi a livello cellulare nel flusso di lavoro della biostampa 3D utilizzato per creare modelli di tessuto umano.

I tessuti biostampati sono di piccole dimensioni e muoiono rapidamente, a causa dell’incapacità di progettare piccoli vasi sanguigni: la rete di approvvigionamento del corpo. La tecnologia Angiomics brevettata di ASLS consente ai microvasi biostampati di autoassemblarsi in letti capillari funzionali, che forniscono nutrienti, ossigeno e ormoni al modello di tessuto 3D e rimuovendo le sostanze di rifiuto. Questa cooperazione consentirebbe a biologi e ingegneri tessutali di progettare, costruire e rappresentare rapidamente tessuti 3D vascolarizzati viventi in un unico processo fluido.

“La stampa di oggetti 3D multi-materiale all’interno delle piastre consente agli scienziati di spostarsi efficacemente dalle tradizionali monoculture 2D sulla plastica, ai modelli di scoperta e citotossicità 3D che riflettono in modo più accurato la biologia e le malattie native”, ha affermato Emmanuel Abate, direttore generale di genomica e ricerca cellulare, GE Healthcare Life Sciences. “Combinando flessibilità e precisione di BioAssemblyBot con la qualità dell’immagine e la velocità della piattaforma di screening confocale IN Cell Analyzer 6500 HS, la prospettiva di automatizzare lo screening ad alto contenuto in modelli 3D può diventare una realtà”.

Attualmente, le aziende biofarmaceutiche testano i loro farmaci in modelli 2D e modelli animali. Modelli 3D precisi forniscono un ambiente più fisiologicamente rilevante per i test antidroga perché imitano le reazioni umane. “La potenza di entrambe queste piattaforme porta ad un nuovo livello di efficienza, velocità e qualità con i progetti di analisi e la biofabbricazione 3D”, ha affermato Michael Golway, Presidente e CEO di ASLS.

Le biostampanti 3D tradizionali non sono progettate per la qualità o l’interoperabilità con i metodi di screening ad alto rendimento che gli sviluppatori farmaceutici utilizzano per identificare i farmaci candidati. Questa alleanza si tradurrà in un nuovo prodotto per affrontare questa sfida: un’integrazione della piattaforma di imaging confocale IN Cell Analyzer di GE Healthcare Life Sciences con il software di analisi  IN Carta e la biostampante 3D ASLS BioAssemblyBot 3D con il software di progettazione TSIM.

Per le aziende farmaceutiche, dove il tempo medio necessario per lo sviluppo di un nuovo farmaco candidato può richiedere più di sette anni, il passaggio dai tradizionali processi di test stage-gate a una cella di lavoro agile e snella per la fabbricazione e le valutazioni dei tessuti 3D ridurrà i tempi di sviluppo. L’integrazione tra IN Cell Analyzer e BioAssemblyBot consente l’inclusione automatica delle informazioni sull’imaging cellulare nel processo di modellizzazione dei tessuti in modo che le nuove terapie possano essere ottimizzate in modo più rapido ed efficace.

Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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