Firstborn: un nuovo modo di fruire la scultura attraverso la stampa 3D

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Jacopo Truffa è un giovane scenografo romano, da sempre appassionato di tecnologia. Fin da giovanissimo ha coltivato la passione per la scultura e, dalla nascita delle prime stampanti 3D, si è interessato al rapporto che può legare l’arte manuale con la tecnologia più avanzata, con la quale è possibile andare oltre la semplice stampa.

Dopo aver lavorato e collaborato, da dietro le quinte, a progetti altrui, in questi giorni ha lanciato su Kickstarter una campagna di finanziamento per il suo primo progetto personale di scultura, che coinvolge l’ambito della stampa tridimensionale, ancora pieno di potenzialità da sviluppare. Il progetto, denominato “Firstborn” (Primogenito), verte su una serie di nove sculture in cera, gesso e legno, realizzate con tecniche tradizionali.

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Le opere verranno successivamente digitalizzate e, una volta trasformate in file, caricate sul sito personale dell’artista, a creare una sorta di mostra virtuale, dove l’utente, come il visitatore di un museo o di una galleria, sarà libero di muoversi e… ammirare. Alla fine di questo personalissimo tour, il cliente potrà acquistare, e scaricare sul proprio computer, i file 3D delle sculture esposte, per poi stamparli comodamente da casa o in uno dei negozi che offrono questi servizi.

Non è la prima volta che un artista fa uso delle stampanti 3D per dar vita alle proprie opere o per creare forme altrimenti impossibili. Ma è questa l’unicità del progetto di Truffa: l’autore non stampa direttamente l’opera, non usa la stampante come uno qualsiasi dei suoi attrezzi; la stampa viene lasciata allo spettatore, che diviene quindi parte attiva nella creazione dell’opera. In tal modo, si genera un dialogo diretto tra artista e utente, dove la stampante è il medium ultimo, che trasforma questo “dialogo” astratto in un’opera reale. Solo grazie all’unione dei tre soggetti-elementi (l’artista, l’utente e la stampante), l’opera può nascere: ciascuno contribuisce alla creazione e, in virtù di ciò, ogni scultura resta unica; le variabili che vertono su di essa sono pressoché infinite. In questo modo, l’unicità non viene danneggiata, ma anzi esaltata, dato che ogni pezzo sarà irripetibile.

processo

“Firstborn” consente di abbassare i costi di produzione della scultura, che sono notoriamente alti, rendendola più democratica e alla portata di tutti. Il fine dell’artista è dunque quello di dimostrare non solo che è possibile cambiare il modo di fare scultura grazie alla stampa tridimensionale, ma che si può anche cambiare la modalità di fruizione della scultura stessa. Ciononostante, le opere rimangono in una quantità di pezzi limitata.

Quindi, se siete interessati, non lasciatevi sfuggire l’occasione!

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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