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Entriamo nella nuova fabbrica DWS, dove viene prodotta la XFAB (e tanto altro)

DWS, il produttore italiano numero uno di stampanti in 3D per stereolitografia professionali, ha annunciato per la prima volta l’uscita del sistema XFAB nel 2014. Questo sistema da €5.000 scaturiva dal sogno del fondatore della compagnia Maurizio Costabeber, di proporre sul serio 3D printing di alta qualità – e materiali – ad un pubblico più vasto che mai.

Per realizzare il suo sogno, Maurizio e il team DWS hanno dovuto per prima cosa mettere su un impianto di produzione completamente nuovo. Sebbene ci sia voluto più tempo di quanto inizialmente pianificato, all’inizio del 2016 la fabbrica era pronta e XFAB è entrato finalmente nel mercato. Dal momento che collaboriamo con loro fin dall’annuncio iniziale del 2014- con un evento durante la Settimana del Design di Milano – abbiamo pensato fosse giunta l’ora di fare visita alla DWS.

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La nuova fabbrica e tutta la struttura che la circonda sono davvero notevoli. Non solo in termini di dimensioni e capacità ma anche per la quantità di prodotti interessanti che si trovano al suo interno.

La XFAB usa la stessa tecnologia delle stampanti professionali DWS. Possiede un’area di lavoro cilindrica con l’80% di volume di costruzione rispetto alle stampanti 3D professionali e un TTT (Tank Translation System) brevettato, che aumenta la durata della cartuccia e consente la realizzazione di modelli più grandi. Si tratta di una stampante 3D con USB plug and play, con piattaforma di costruzione concava brevettata e strumento di rimozione facilitata.

Comunque, all’interno della fabbrica DWS troverete molto di più della XFAB. Ad esempio, i nuovi e notevoli sistemi di grandi dimensioni 030 (che utilizzano anche una tecnologia di stereolitografica unica e brevettata).

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Una delle ragioni per cui le principali compagnie di stereolitografia professionale – come DWS, ma anche EnvisionTEC e 3D Systems – continuano a farsi notare è l’ampia selezione di materiali digitali che offrono. Nonostante la XFAB sia attualmente limitata a una dozzina di materiali, DWS offre ne un’ampia selezione, che spazia dall’ABS alla gomma, alle nano-ceramiche biocompatibili per i settori medico e dentale. Tra quelli più particolari, spicca la pietra digitale IRIX , una resina liquida che somiglia a una pietra trattata.

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Un’ampia parte del resto dell’impianto è dedicato alla R&D e all’area conferenze in cui DWS ospita le riunioni per supportare e comunicare la visione della compagnia per quanto riguarda Industry 4.0. Infatti, tutte le stampanti 3D DWS possono essere collegate in rete e sono pronte alla produzione per essere controllate in remoto attraverso un’app mobile. Per far conoscere tali capacità, DWS sta realizzando ed esponendo occhiali da sole realizzati in serie da giovani designer italiani quali Alice Barki e il fondatore di FabLab Milano, Salvatore Saldano.

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Maurizio Costabeber ha iniziato a lavorare con una stampante 3D nelle primissime fasi di quest’era tecnologica, quando si trovava in Giappone ed ha fondato la compagnia Autostrade e sviluppato il sistema di stereolitografia E-DARTS . Lui – e il 3D printing – hanno fatto parecchia strada da allora. A giudicare dalla crescita a cui la DWS ha assistito negli ultimi due anni, la strada da percorrere è ancora lunga.

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