La NASA investe $7 milioni nel nuovo centro di manifattura della Carnegie Mellon per studiare la produzione di velivoli del futuro

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La Carnegie Mellon University è stata scelta dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA) per condurre un team di ricerca dedicato all’esplorazione di nuove modalità per realizzare e alimentare i velivoli del futuro, attraverso una University Leadership Initiative. Nell’ambito del Transformative Aeronautics Concepts Program, la Carnegie Mellon fornirà il suo supporto nella risoluzione dei più incalzanti problemi nazionali relativi all’aviazione.

Il progetto della Carnegie Mellon avrà alla guida Tony Rollett e Jack Beuth, co-direttori accademici di Next Manufacturing, e coinvolgerà altri docenti della Carnegie Mellon tra cui Erica Fuchs, Elizabeth Holm e Kenji Shimada. Il team riceverà quasi $7 milioni in tre anni. Il Next Manufacturing Center e la Manufacturing Futures Initiative (MFI) della Carnegie Mellon University sono all’avanguardia per quanto riguarda la nuova frontiera della manifattura aeronautica.

“Siamo sinceramente onorati di essere stati selezionati per questa University Leadership Initiative della NASA,” ha detto Rollett, un docente di Ingegneria e scienze dei materiali. “Nel corso degli ultimi otto anni, l’AM a metallo ha avuto un impatto significativo sulla produzione nel campo dell’aviazione per componenti dei motori di jet, elementi strutturali dell’aeromobile e altre applicazioni. Siamo convinti che questo progetto continuerà a portare avanti in maniera sostanziale il progresso delle capacità manifatturiere degli Stati Uniti nei settori aerospaziali e dell’aviazione.”

“Siamo convinti che questo progetto continuerà a portare avanti in maniera sostanziale il progresso delle capacità manifatturiere degli Stati Uniti nei settori aerospaziali e dell’aviazione.” Tony Rollett, co-direttore di Next Manufacturing

Il team di ricerca, che comprende partner provenienti da Argonne National Laboratory, ANSYS, Lockheed Martin, Trumpf, Eaton, General Electric, Pratt & Whitney, Northrop Grumman, Metal Powder Works, Siemens, Materials Solutions e The Barnes Group, esplorerà nuovi metodi per usare la manifattura additiva al fine di ridurre i costi e aumentare la velocità della produzione di massa di velivoli senza sacrificare qualità, affidabilità e sicurezza.

Studi e test verranno eseguiti presso il nuovo impianto di manifattura avanzata della Carnegie Mellon, il quale si trova a Pittsburgh, nel quartiere di Hazelwood. L’edificio è stato interamente costruito sulle rovine di un’acciaieria storica nota come Mill 19, situata nella zona di Hazelwood Green. Il Mill 19 rappresenterà un centro di snodo fondamentale per la collaborazione avanzata nello spazio manifatturiero dal momento che ospiterà la MFI, le attività industriali del Next Manufacturing Center e quelle dell’Advanced Robotics for Manufacturing (ARM).

“La qualificazione del processo sarà una delle sfide più importanti per l’additive manufacturing nel corso dei prossimi cinque o 10 anni. Questo progetto, il nostro team universitario-industriale e gli impianti del Mill 19 stanno emergendo al momento giusto,” ha detto Beuth, docente di Ingegneria meccanica.

L’implementazione di successo dell’ambito di qualificazione del progetto per la stampa 3D con fusione a letto di polvere abbasserà i costi della manifattura, in particolare per l’avvio di piccole produzioni di parti e pezzi di ricambio e potenzierà la crescita economica consentendo ai piccoli costruttori di qualificare i propri processi e apparecchiature di AM.

Il programma ULI NASA è stato creato per dare inizio a un nuovo tipo di interazione tra l’ARMD e la comunità accademica, in cui le università degli Stati Uniti occupano una posizione di rilievo, formano i propri team e definiscono il proprio percorso di ricerca. Questa iniziativa cerca idee nuove e innovative che possano supportare il portfolio NASA ARMD e la comunità aeronautica statunitense.

I professori della Carnegie Mellon, Holm (Ingegneria e scienze dei materiali), Shimada (Ingegneria meccanica) e Fuchs (Ingegneria e politiche pubbliche) contribuiranno al progetto con la loro esperienza in materia di machine learning, robotica e commercializzazione. Tra gli altri partner del progetto spiccano la University of Pittsburgh, la Case Western Reserve University, il Worcester Polytechnic Institute, la Colorado School of Mines, la University of Texas di El Paso e il compartimento Produzione e materiali dell’Air Force Research Laboratory.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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