Scribit: un’altra startup diventa grande grazie anche a Protolabs

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Protolabs si dimostra ancora una volta un’azienda specializzata nel risolvere situazioni di “emergenza” grazie all’utilizzo di soluzioni additive. Il produttori per prototipi customizzati e pezzi di serie in volumi ridotti ha messo in campo le sue competenze per supportare Scribit, la seconda start-up italiana per ammontare complessivamente raccolto tramite una piattaforma di crowdfunding.

Con un totale di  con circa 2 milioni e 400 mila euro raccolti per la realizzazione del proprio progetto, la startup ha ideato un piccolo robot (chiamato Scribit, per l’appunto) che scrive sul muro, sul vetro o sulla lavagna bianca e lo cancella. Dal peso di soli 1,2 chilogrammi grazie al case in magnesio e al filo in fibra tecnica ultraresistente ispirato al Dyneema, Scribit può contare su 4 pennarelli che devono automaticamente entrare in funzione in base ai colori del disegno o della scritta inviata tramite App.

Per poter cancellare quello che ha scritto, invece, è stato individuato un inchiostro caratterizzato per trasformare il pigmento da colorato a trasparente non appena raggiunta la temperatura di 55°C, raggiunta grazie all’utilizzo di un dischetto ceramico con all’interno una resistenza elettrica, montato direttamente sullo chassis.

Come per tanti progetti legati alle startup, il 31 dicembre è sempre una data particolare: spesso è la dead-line oltre alla quale non si può andare, si lavora giorno e notte pur di rispettarla. Così è successo per Scribit, a fine 2018 il robotino doveva essere pronto. A poche settimane dalla scadenza il team capitanato dall’ingegnere Andrea Bulgarelli – responsabile del progetto – decide aggiungere una miglioria utile a resettare completamente la memoria di Scribit. Si decide che sarà inglobata nella guida luce per cui se ne progetta una nuova con un design tale da incorporare il tasto. La guida luce è quella parte visibile del case esterno che si illumina con colori diversi a seconda delle attività che compie Scribit, dalla ricezione del file da riprodurre sul muro fino alla cancellazione del testo. 

La complicazione stava nel trovare un fornitore che in poche settimane, fosse in grado di consigliare la migliore tecnologia di produzione, il migliore materiale da impiegare e capace di fornire 500 pezzi, senza la possibilità di sbagliare per non compromettere la deadline dell’intero progetto. E qui entra in gioco Protolabs, che già in passato a dimostrato la sua affidabilità quando si tratta di produrre componenti finiti in tempi stretti.

Il 31 dicembre era dietro l’angolo, ma sulla velocità Protolabs riesce a mettere in campo tutte le forze di una produzione che combina 3 tecnologie come la stampa 3D, la lavorazione CNC e lo stampaggio a iniezione ha garantito la consegna di 150 pezzi della guida luce, pronti per essere montati su Scribit“, ha spiegato Bulgarelli. “Protolabs ci ha anche fornito consigli su come migliorare il design e sul miglior materiale da impiegare: si è scelto un policarbonato di colore trasparente”.

Particolarmente ristretti anche i tempi totali di immissione di Scribit nel mercato. La preserie constava di 150 pezzi ed è stata prodotta e spedita in 12 giorni lavorativi: combinare nello stesso stabilimento produttivo sia le lavorazioni CNC che lo stampaggio a iniezione, permette a Protolabs di produrre internamente lo stampo in alluminio che è successivamente impiegato per stampare i pezzi a iniezione. 

Scribit ci ha richiesto una pre-serie di 150 pezzi, in parte riservati al processo di test e collaudo e in parte montati nei primi robot consegnati ai clienti“, ha sottolineato l’Ing. Sara Rinoldi, Application Engineer di Protolabs. “In 12 giorni la nostra produzione è stata in grado di creare lo stampo attraverso la lavorazione CNC, settare le macchine per lo stampaggio, produrre 150 pezzi e spedirli al cliente. E ancora più rapida è stata la produzione dei successivi 7 mila pezzi, spediti in 10 giorni lavorativi dall’ordine, così da rispettare le consegne delle prossime settimane”.   

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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