Ivano Corsini parla dell’impatto che 3D4STEEL sta esercitando sulla produzione meccanica

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Mentre gran parte del mercato dell’additive manufacturing si è concentrata sull’ampliamento del supporto materiale, l’italiana 3D4STEEL si è dedicata a un materiale in particolare: l’acciaio. Riconosciuto come uno dei materiali più convenienti, versatili e largamente disponibili, l’acciaio svolge un ruolo innegabile nel futuro della manifattura.

Per questa ragione, e per altre, i fondatori di 3D4STEEL Ivano Corsini e Gabriele Carloni hanno sviluppato una gamma di stampanti 3D innovative dedicate esclusivamente agli acciai. La soluzione di stampa 3D per acciaio è stata presentata a marzo 2018—quando abbiamo parlato con Corsini di 3D4STEEL—e di recente abbiamo avuto modo di incontrare ancora una volta il fondatore di 3D4STEEL per scoprire in che modo, nel corso degli ultimi mesi, il panorama dell’AM e della produzione ha reagito ai sistemi offerti dalla sua azienda.

Davide Sher: Come sono andati i primi mesi a seguito del lancio ufficiale del primo sistema 3D4STEEL?

Ivano Corsini: Essendo la prima azienda italiana ad aver sviluppato da capo a piedi una stampante 3D, con tecnologie brevettate,  abbiamo ricevuto un feedback più che positivo dalla community italiana del settore. Credo che l’industria italiana sia stanca di dover guardare all’estero per trovare tecnologie innovative e il feedback che abbiamo ricevuto dagli imprenditori nostri connazionali rappresenta per me fonte di grande orgoglio.

Tante aziende non hanno ancora compreso in che modo l’additive manufacturing sia in grado di snellire il processo produttivo e offrire una flessibilità mai raggiunta prima. Ad esempio, io provengo da settori in cui i metodi di produzione tradizionali sono ancora dominanti (la produzione meccanica e la meccatronica) e comprendo a pieno le perplessità che possono emergere quando si parla di una rivoluzione di questa portata.

Nonostante ciò, ho massimizzato i nostri sforzi per assicurarmi che anche le mie aziende potessero sfruttare tutto il potenziale dell’additive manufacturing, creando un sistema per il 3D printing di acciaio realizzato interamente per sostenere le esigenze della produzione industriale. Ora, non voglio dire che la stampa 3D sostituirà a pieno la fresatura CNC ma sono più che convinto che nel giro di cinque anni non ci sarà un’azienda che si occupa di meccanica che non abbia adottato un sistema di 3D printing a metallo.

DS: Quali sono i settori che hanno mostrato maggior interesse per il vostro sistema di 3D printing finora?

3D4STEEL
Ivano Corsini, 3D4STEEL Founder and CEO

IC: Come avranno notato in molti, il 3D printing esercita un forte impatto sui media, quindi la lista di curiosi è piuttosto lunga e vanta rappresentanti di tutti i settori industriali e non, a partire da quello meccanico, passando per il navale e arrivando addirittura al design.

Ad ogni modo, per me è importante mettere in chiaro il fatto che il sistema 3D4STEEL è stato progettato per la produzione meccanica e non per le applicazioni di design; la produzione meccanica di componenti o pezzi di ricambio in acciaio, che in alcuni settori specifici, come quello meccanico e del packaging, è sicuramente il materiale principale. In particolare, ci hanno mostrato un interesse estremo quelle compagnie che hanno a che fare con macchinari che devono utilizzare necessariamente l’acciaio 316L. Si tratta dei settori del packaging, alimentare, navale, bellico, farmaceutico e cosmetico.

DS: A tuo avviso, quali sono le aree di applicazione più interessanti?

IC: Il mio passato (e il mio presente) di imprenditore meccanico ha avuto una forte influenza sullo sviluppo del mio sistema di stampa 3D per acciaio. Si tratta del materiale, in tutte le sue forme e alterazioni, più disponibile e conveniente nel settore meccanico. Naturalmente, le aree in cui l’acciaio rappresenta il materiale più utilizzato, come quello meccanico, quello del packaging e il farmaceutico, sono quelli in cui l’adozione della stampante 3D4STEEL apporterebbe il massimo rendimento produttivo.

La nostra promessa è chiara: produrre componenti in acciaio in modo più veloce e tagliando i costi. L’aspetto cruciale dell’ottimizzazione della produzione risiede nella scelta dei pezzi e delle quantità da produrre. E proprio per far luce su questo concetto, sto scrivendo un libro sul mio approccio alla produzione con il  3D printing che si intitolerà “CORSYSTEM: come produrre più in fretta e guadagnare di più inserendo una stampante 3D nel flusso di produzione meccanica.”

DS: Ad oggi, quali sono i risultati più importanti che avete raggiunto?

IC: Questi primi mesi sul mercato ci hanno dato l’opportunità di interfacciarci con molte aziende che hanno a che fare con meccanica e packaging e, grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme, abbiamo migliorato ulteriormente il macchinario. Il punto di forza di questo studio congiunto è stato senza dubbio lo sviluppo del nostro brevetto esclusivo per il riciclaggio e il recupero automatico delle polveri. Grazie a questo sistema, ci siamo assicurati che le polveri non sinterizzate venissero filtrate automaticamente, riciclate e rispedite al serbatoio. In questo modo, siamo riusciti a potenziare ulteriormente la configurazione e i tempi di stampa, favorendo di conseguenza la velocità del ciclo produttivo. Inoltre, dobbiamo considerare il fatto che, grazie a questo sistema, l’operatore è nella posizione di entrare il meno possibile in contatto con particelle sottili.

La sicurezza della nostra stampante 3D è un punto estremamente importante. Per aumentare ulteriormente la salvaguardia degli operatori, abbiamo sviluppato una procedura certificata per lo smaltimento dei filtri e abbiamo ottenuto la classificazione di rifiuti speciali non pericolosi. A differenza di altri produttori di stampanti 3D, la nostra procedura ci consente di assicurarci che i filtri esauriti non vengano immersi in acqua, eliminando il potenziale rischio di esplosioni o incendi (causati da cariche elettrostatiche), ma di poterli smaltire in totale sicurezza come rifiuti metallici generici.

DS: Siete soddisfatti di aver puntato sugli acciai? Quali sono i vantaggi di questi materiali?

IC: Devo dire che non è questione di essere soddisfatti o meno. Per promuovere la produzione usando una stampante 3D a metallo, la specializzazione su una singola famiglia di materiale è l’unica via possibile. Certo, dipende sempre dall’uso che si vuole fare della stampante 3D. Per alcune applicazioni, la possibilità di poter cambiare materiale è senza dubbio un fattore importante. Per quanto riguarda la produzione meccanica invece, è importante usare un sistema specializzato nell’uso del materiale da impiegare.

Esserci concentrati sullo sviluppo di una stampante 3D specializzata ci ha consentito di assicurarci che ogni specifica tecnica fosse progettata e ottimizzata per l’uso dell’acciaio, a partire dal gas inerte usato fino al sistema di distribuzione dell’energia. Gli acciai sono ancora i materiali meno costosi tra tutte le polveri per la stampa 3D e garantiscono una resistenza meccanica superiore a quella di qualsiasi altro. Nel caso del 316L, parliamo anche di acciaio inossidabile, resistente a qualsiasi fenomeno corrosivo e con un elevato coefficiente igienico. Questi sono tutti fattori che rendono gli acciai i materiali ideali per tante applicazioni.

DS: Quali acciai sono già stati ottimizzati o testati per la stampante?

3D4STEELIC: Al momento, il 316L è la tipologia che suscita maggior interesse nei nostri clienti. Abbiamo usato l’acciaio anche per stampi, maraging, 304, H11 e H13, il tutto con risultati più che soddisfacenti. In genere, lavoriamo con tutti i tipi di acciaio per poi renderci conto che il nostro cliente ha esigenze molto specifiche. Alcuni acciai possiedono caratteristiche meccaniche che sono più adatte per alcuni utilizzi. I nostri test vengono eseguiti più che altro su campioni dei 3 acciai più comuni (316L, 304L e H13) di produttori di polveri differenti.

Ciò è molto importante in quanto pone enfasi sul fatto che noi non vendiamo direttamente le polveri ma ottimizziamo i nostri macchinari a seconda delle polveri scelte dal cliente, solo dopo un’attenta analisi e collaborazione. Diamo la possibilità di usare qualunque tipo di polvere di acciaio di qualsiasi produttore. Siamo i primi ad offrire questa opportunità. Inoltre, siamo disposti a collaborare direttamente con i produttori di polveri per additive manufacturing e a stipulare partnership per lo sviluppo di profili specifici sulla nostra stampante, fornendo le impostazioni per l’impiego della loro polvere. Per consentire al cliente di usare qualsiasi polvere, gli diamo la possibilità di poter modificare liberamente i parametri di stampa, come l’altezza dello strato, il punto laser e così via, anche durante la fase di stampa.

DS: Puoi fornirci qualche esempio concreto di come la stampante 3D4Steel sia in grado di ridurre i tempi di produzione?

IC: Un tempo di produzione accelerato dipende da una serie di fattori. In primo luogo, dobbiamo prendere in considerazione l’aspetto del macchinario e la fase di pulizia pre-stampa, alla quale noi abbiamo prestato molta attenzione. In secondo luogo, abbiamo sviluppato un sistema brevettato con spatola di rivestimento, progettato appositamente per la distribuzione delle polveri di acciaio. Tale sistema ci consente di ridurre notevolmente le tempistiche di distribuzione della polvere sul piatto di stampa, i cosiddetti “tempi improduttivi”. Tutto questo equivale a tempi di produzione estremamente più rapidi, soprattutto per quanto concerne l’asse Z.

Un altro fattore per la produzione è l’uso di un singolo cilindro nella camera di stampa, il quale garantisce il massimo rendimento e la più precisa distribuzione della polvere. Con un singolo cilindro, la nostra stampante garantisce una distribuzione omogenea su tutto il piatto di stampa, evitando pertanto imperfezioni e geometrie discordanti. Per andare ancor più nel dettaglio sugli aspetti tecnici, invito gli interessati alla produzione di componenti in acciaio a mettersi in contatto con noi.

DS: Come vedi l’additive manufacturing nel futuro della produzione? Quanto cambieranno i metodi produttivi?

IC: I numeri parlano chiaro. Il settore additivo, soprattutto quello metallurgico, sta crescendo in maniera esponenziale. Sono assolutamente convinto che nel giro di 5 anni, le stampanti 3D saranno ampiamente diffuse in tutte le aziende meccaniche. L’additive manufacturing cambierà i metodi di produzione in maniera massiccia; ha già cambiato i miei e quelli di molte altre compagnie. Tuttavia, credo che stiamo percorrendo una strada pericolosa che rischia di portare questa tecnologia a un punto di non ritorno. Mi riferisco a questo impeto sfrenato di ampliare le dimensioni dei piatti di stampa.

La credenza comune è “più grande è, meglio è.” Ma siamo proprio sicuri che sia così? Per quanto riguarda la produzione di massa di grandi oggetti, la tecnologia additiva non si avvicina in termini di costi e tempi ad un metodo di produzione tradizionale. L’errore che molti commettono è pensare che valga la pena sviluppare grandi componenti con una stampante 3D, quando in realtà è la scelta dei componenti che giustifica una produzione in serie.

DS: Parteciperete al formnext 2018 come uno dei due produttori italiani di sistemi per metalli. Qual è l’obiettivo di questa partecipazione all’evento di Francoforte?

IC: Abbiamo in serbo qualcosa di speciale per il formnext. Non voglio parlarne troppo per non svelare la sorpresa. Posso solo dire che non si tratterà di uno stand aperto ai curiosi ma che sarà dedicato a coloro che sono davvero interessati a scoprire e adottare il nostro metodo per la produzione. L’obiettivo è quello di valorizzare solo coloro che sono sinceramente interessati ai benefici di un sistema di 3D printing specializzato per materiali specifici, completamente personalizzato in ogni caratteristica e che può essere usato con la polvere più adeguata. Inoltre, è possibile che ci presenteremo in collaborazione con uno dei produttori di polveri nostri partner.

Articolo originale: Davide Sher – Traduzione a cura di: Martina Pelagallo

Autore Martina Pelagallo

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