AziendeEventiMetalli

HP, Stratasys, 3D Systems EOS: numeri e strategie a confronto dei leader della stampa 3D in Italia

Tra diverse novità interessanti di prodotto, il MECSPE 2018 ha sicuramente fornito gli spunti più interessanti per quanto riguarda il confronto tra le strategie delle aziende che si stanno definendo – per ragioni diverse – come i chiari leader del mercato della stampa 3D in Italia. Tra i produttori di hardware (è davvero bello parlare di hardware – invece che di macchinari – anche per quanto riguarda la manifattura industriale. Si tratta di un aspetto unico della stampa 3D, in quanto unica vera tecnologia per la produzione digitale), EOS, HP, 3D Systems e Stratasys, con ogni probabilità si divideranno le principale quote di mercato nei decenni a venire, sia per quanto riguarda la stampa 3D di plastiche che per i metalli.

Un’altro progetto automotive ultra innovativo: un telaio in pezzo unico, realizzato da Skorpion questa volta con tecnologia Stratasys FDM e la fibra di carbonio continua

Tutte e quattro le aziende offrono o offriranno tecnologie per stampare oggetti finali in plastica e in metallo. Però tutte hanno un background e un approccio al mercato italiano molto differente. Queste differenze hanno iniziato a emergere in questa edizione del MECSPE – che con ogni probabilità sarà la fiera di riferimento per l’industria italiana dell’additive manufacturing negli anni venire. Sempre che Senaf abbandoni la fiera di Parma (ore e ore di traffico per arrivare in fiera – così come per uscire – sono inaccettabili quando il tempo è denaro) oppure che il comune di Parma costruisca almeno un altro paio di accessi dall’autostrada.

HP va a forza 20

Anche grazie al lavoro e alla bravura di Davide Ferrulli e Gino Rincicotti, HP è cresciuta in maniera impressionante negli ultimi 9 mesi. La sua strategia è quella di aprire nuovi mercato, abbassando il costo di entrata nel mercato e puntando alla produzione digitale di migliaia di pezzi. Ferrulli è partito da un singolo tavolo e ha allestito una struttura già solida, sia internamente che nei rapporti con i distributori. L’azienda ha rispettato tutte le scadenze che si è data al momento dell’annuncio sull’entrata nel mercato nel 2014 (lancio della prima stampante entro il 2016, costruzione della rete vendita, lancio della stampante a colori entro il 2018, ora il metallo). Essendo ancora molto presto l’azienda non da numeri ma un termometro del successo è che i service principali quali Zare e Skorpion hanno subito acquistato un secondo sistema dopo aver acquistato il primo. Un’altra indicazione viene da un distributore ufficiale, che ci ha rivelato di aver già venduto circa 20 stampanti in Italia. L’unico possibile punto debole potrebbe venire dai materiali. Al momento ce n’è ancora solo uno per la produzione e deve anche essere colorato in post-processo. Inoltre alcuni partner per lo sviluppo dei materiali riportano che l’ottimizzazione di nuovi materiali per la tecnologia MJF è molto difficile – anche se certamente non insormontabile.

Stratasys da 110 e lode

Inutile girarci intorno. Tra i leader di mercato Stratasys oggi è l’azienda che appare più in difficoltà. Il marketing italiano ed europeo sono in via di riorganizzazione (anche per colpa di HP) e le notizie a livello globale e azionario non sembrano essere delle più rosee. Eppure questo ha poco o nulla a che fare con gli effettivi risultati di vendita. Almeno un distributore ci ha rivelato che questo è stato il migliore anno in assoluto e che le macchine di Stratasys continuano a trainare il business. Se andiamo a vedere le vendite globali, l’azienda fattura più di chiunque nella stampa 3D e Giuseppe Cilia, il responsabile per il mercato Italiano, ha rivelato che i profitti globali sono stati molto più elevati che in passato e che l’Italia e l’Europa sono allineate alla casa madre. Giuseppe ha anche svelato che l’azienda ha venduto ben 110 system F123 solo quest’anno, un numero decisamente impressionante per un sistema che non può essere definito a basso costo. La strategia di Stratasys è quella di continuare a far crescere il mercato costruendo sulle applicazione core della stampa 3D per l’industria basate su tecnologia FDM, dai prototipi ai componenti per i macchinari industriali in materiali finali e metal replacement, dagli stampi per i compositi in fibra continua (anche quelli a perdere) all’automazione industriale in quella che viene definita la “Packaging Belt”. italiana. E anche per Stratasys preso arriverà una sistema a metallo, che va ad affiancarsi agli investimenti fatti in Desktop Metal.

3D Systems va diretto

Con l’arrivo (quest’anno) di Riccardo Paolo Governale nel ruolo di Direct Sales manager per l’Italia – e l’acquisizione nel 2015 di Cimatron e dell’Italiana Microsystems (che era stata acquisita da Cimatron) – 3D Systems aveva avviato la formazione di una struttura diretta italiana nel 2015. Ora quella struttura è pronta per iniziare a costruire ulteriormente il mercato, partendo dal software e andando a integrare tutto il business della stampa 3D. Dopo due anni piuttosto difficili, l’azienda sembra pronta al rilancio e intende dar filo da torcere ad HP sulla stampa 3D a polvere plastica con il nuovo sistema ProX 6100 e anche a tutti gli altri sulla stampa 3D a metallo con la nuova DMP 8500 costruita apposta per la produzione seriale nella fabbrica del futuro.

EOS osserva e si prepara

Grande assente da questa edizione del MECSPE era EOS ma l’azienda è tutt’altro che assente dal mercato italiano anzi. Per molti versi EOS può essere considerato l’indiscusso leader della stampa 3D a metallo in Italia e sicuramente tra i leader per quanto riguarda la stampa 3D industriale di plastiche. Giovanni Carlo Scianatico, che ha preso in mano il business di EOS in Italia, sta studiando il mercato per impostare una strategia volta a rinnovare l’immagine del gruppo tedesco e ad allargarlo costruendo sulla solida base dell’azienda nel mondo additive. Tra fabbrica automatizzata e applicazioni reali dei più svariati generi, di sicuro presto ne vedremo delle belle.

*Non bisogna poi scordare i service, da Materialise, a quelli locali come Skorpion e Zare. Loro saranno il principale indicatore di dove potrà arrivare la stampa 3D.

Supporta la qualità
Aiutaci a portarti le informazioni che servono al tuo business

Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

Articoli Correlati

Back to top button
Close
Close

ADDITIVATI ADESSO

 

Iscriviti per ricevere le ultime notizie sull'industria della stampa 3D.

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy.*

Questa informazione non sarà mai condivisa con terze parti

BENVENUTO A 

BORDO!