OpenDot partecipa a Creativamente Kids con Glifo, strumento inclusivo stampato in 3D

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Dal 30 agosto al 1° settembre, lo storico FabLab milanese OpenDot parteciperà alla mostra CreativaMente Kids, dedicata ai bambini, con tre prodotti del progetto di healthcare UNICO, tra cui Glifo, un supporto per la scrittura, personalizzato grazie alla stampa 3D. I progetti vogliono dimostrare quanto il co-design e le tecniche di manifattura digitale forniscano risposte immediate e personalizzate ai bisogni di persone con disabilità motorie. Trasformando la riabilitazione in un momento di gioco.

CreativaMente kids è uno spazio espositivo all’interno della XVI edizione del Festival della Mente di Sarzana, riservato a coloro che hanno scelto di lavorare, pensare e rivolgersi al mondo del gioco utilizzando i diversi linguaggi della creatività. Aperta durante i tre giorni del Festival della Mente, creativaMente kids, curata da Giorgio Scaletti, è una mostra di opere e oggetti dedicati al mondo dei bambini e progettati da artisti, illustratori e designer. Una selezione coraggiosa e non banale, che mette a confronto approcci progettuali diversi al tema dell’infanzia e che introduce argomenti solitamente poco trattati al di fuori dei contesti medicali, come la disabilità e la riabilitazione.

Glifo

Il FabLab milanese OpenDot partecipa con La Bici di Ognuno, Glifo e PuPazzi: tre prodotti del progetto UNICO – The Other Design, che realizza oggetti su misura e riabilitativi per migliorare la qualità di vita di bambini con disabilità. Entrambi i progetti favoriscono l’autonomia e la riabilitazione e sono esempio di come il design possa incentivare una trasformazione significativa in termini di consapevolezza sociale e responsabilità etica.

UNICO nasce da OpenDot con Fondazione Together To Go (TOG), un’organizzazione no-profit italiana che ha creato un Centro di Eccellenza per la riabilitazione di bambini con gravi patologie neurologiche. UNICO crea oggetti su misura e personalizzati, co-progettati dai designer di OpenDot con i terapisti di TOG e le famiglie dei bambini, sulla base di esigenze specifiche. Il progetto trae vantaggio dagli strumenti di fabbricazione digitale e dell’open innovation, che permettono la realizzazione di oggetti unici caratterizzati da funzionalità, specificità, sostenibilità e bellezza. Il design diventa quindi il veicolo per l’inclusione sociale, spostando il focus dal “Design For All” al “Design For Each”.

Glifo

In particolare, GLIFO, è stato realizzato con tecnologie di stampa 3D in collaborazione con i designer Luca Toscano, Sara Monacchi e Andrea Pelino. Co-progettato da maker, designer, esperti di kinesiologia, terapisti e le famiglie dei bambini, il prodotto è rappresenta la risposta a un bisogno specifico: quello di avere un’impugnatura funzionale che tenga conto delle difficoltà motorie di un bambino con patologia neurologica complessa per riuscire a scrivere e disegnare in autonomia.

Rispetto alle impugnature in commercio, Glifo lavora sulla parte dorsale della mano disincentivando la contrazione dell’arto e rendendo l’attività riabilitativa efficace sia in ambito scolastico che domestico. Creato attraverso software parametrico e realizzato in fabbricazione digitale, Glifo è una soluzione su misura dell’utente, funzionale, accessibile, obiettivamente bella e, dunque, inclusiva.

Glifo

Dal 2015, quando è iniziata questa ricerca con TOG, sono stati realizzati otto oggetti/ausili riabilitativi, definiti nel processo produttivo al punto da renderli scalabili e replicabili on demand sulle esigenze dell’utilizzatore.

Grazie al processo di co-progettazione messo a punto negli anni di collaborazione con Fondazione TOG – Together to Go, OpenDot ha sviluppato una metodologia di co-design per il settore dell’healthcare che coinvolge, sullo stesso livello, maker, designer, terapisti, pazienti e associazioni. Ne ha realizzato un video e un Manifesto progettuale, con l’intento di promuovere la metodologia su tavoli di lavoro sempre più inclusivi e di realizzare oggetti riabilitativi talor made sulle specifiche necessità dell’utilizzatore.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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