FIT AG sceglie Quintus Technologies per la stampa 3D di parti in metallo

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Il gruppo di produzione additiva FIT AG sta lavorando all’installazione della pressa isostatica calda (HIP) Uniform Rapid Quenching (URQ) per la stampa 3D di parti metalliche di livello industriale. Realizzato dal leader svedese nella tecnologia ad alta pressione Quintus Technologies, questo sistema AM consentirà alla società di migliorare la propria produttività e soddisfare i severi requisiti richiesti per la produzione di parti metalliche in serie.

FIT AG inizierà a far funzionare la stampante Quintus Technologies questo settembre nel suo stabilimento di Lupburg, in Germania. Il modello di pressa URQ è in grado di funzionare a temperature fino a 1400 ° C e alla pressione di 30.000 psi, con una capacità di 120 kg per carico in una zona di lavoro che misura 270 x 500 mm. La tecnologia proprietaria URQ di Quintus consente inoltre di combinare trattamenti di calore e raffreddamento in un unico processo noto come Trattamento Termico ad Alta Pressione (High Pressure Heat Treatment).

In breve, la pressa isostatica e il particolare trattamento termico sono utilizzati per consolidare le parti in metallo, ceramica e plastica, ottenendo una densità, una duttilità e una resistenza a fatica decisamente elevate nei materiali ad alte prestazioni. Questo processo può aiutare sensibilmente l’azienda a a migliorare la qualità e le prestazioni delle parti di serie stampate in 3D.

Abbiamo valutato i requisiti di 250 clienti industriali internazionali per cinque anni e HIP si è rivelato una risposta a molti problemi di qualità“, ha spiegato Carl Fruth, CEO di FIT AG. “I risultati che possono essere ottenuti combinando AM e HPHT sono altamente incoraggianti. È fuori di ogni dubbio che i nostri clienti trarranno grande vantaggio da questa partnership. Penso addirittura che tutta la produzione seriale additiva subirà una grande spinta quando si integrerà HPHT come servizio di post-elaborazione“.

L’amministratore delegato di Quintus Technologies, Jan Söderström, ritiene inoltre che la tecnologia di post-elaborazione della sua azienda possa aiutare nell’industrializzazione della produzione additiva. “Ci aspettiamo che l’industrializzazione di AM in generale sarà rivoluzionata una volta che la post-elaborazione HPHT verrà adottata da un importante gruppo di produzione additiva come FIT“, ha affermato Söderström. “L’ottimizzazione complessiva dei parametri di processo e dei parametri di trattamento termico del materiale, in un contesto di produzione in linea, porterà ad un nuovo benchmark per livelli di qualità radicalmente ottimizzati riducendo i costi“.

Autore Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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