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Di “Factum”: la stampa 3D HSS può competere con gli stampi a iniezione

HSS high speed sinteringAvete presente quando vi raccontiamo che i progressi nel campo della stampa 3D sono velocissimi? Non è che le invenzioni avvengono ogni mese, ma ogni mese qualche progetto a lungo termine, iniziato magari anche da diversi anni, giunge a compimento. Questo è il caso dell’HSS, o high speed sintering (cioè sinterizzazione ad alta velocità): si tratta di un processo di manifattura additiva che sinterizza polveri di plastica e metallo ad alta velocità usando il calore al posto del laser.

Questo processo, inventato diversi anni fa da un team della Longhborough University, verrà ora studiato dal Prof Neil Hopkinson (che faceva parte anche del team originale) presso il Dipartimento di IngegneriaMeccanica dell’Università di Sheffield nell’ambito del progetto Factum, finanziato dal Technology Strategy Board (TSB) britannico e da alcuni enormi gruppi privati tra cui BAE e Unilever.

Attraverso un investimento complessivo di 1,5 milioni di sterline, Factum punta a dimostrare i vantaggi dell’HSS nei confronti della sinterizzazione laser tradizionale (SLS ed SLM) per quanto riguarda aziende che hanno bisogno di prodotti in volumi bassi e ad alto valore aggiunto.

HSS PARTSMa la rivoluzione più grande, la ragione per cui tra i partner c’è Unilever, che è un distributore globale multi-marca di prodotti di largo consumo, è che sembra che per alcune particolari geometrie l’HSS può risultare più vantaggioso persino degli stampi industriali a iniezione, per qualsiasi quantità di oggetti di utilizzo finale.
Infatti l’HSS è in grado di stampare in 3D oggetti grandi quanto un dito in un secondo. Non solo: usando il calore, paradossalmente, sinterizza ogni singola particella di polvere plastica più lentamente e delicatamente rispetto all’SLS/SLM, quindi la qualità finale è superiore, tanto che può competere con involucri in allumino o altri costosi metalli, realizzati attraverso tecnologie sottrattive.

Per il team di Factum l’applicazione dell’HSS ad oggetti designati agli utenti finali è particolarmente interessante. “Le richieste per l’industria aerospaziale sono evidenti e impegnative, ma lo sviluppo di prodotti sufficientemente qualitativi da essere esposti sugli scaffali dei supermercati sono ugualmente – anche se in modo diverso – una bellissima sfida”, ha detto Hopkinson.

Fonte TCT Magazine via 3Dprintingindustry

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