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Studenti americani stampano un razzo in 3D

ImageTutte le attività governative sono “offline”, a causa di una stupida battaglia politica tra Obama (che in questo caso ha ragione) e i Repubblicani (che hanno torto marcio come al solito) che si sono impuntati sul tetto massimo del debito pubblico (scelta comprensibile, peccato che la applichino solo per non offrire la sanità pubblica ai poveri e non ci abbiamo mai pensato quando si trattava di spendere miliardi per mandare truppe in Afghanistan e Iraq) e quindi hanno bloccato qualsiasi spesa pubblica, causando la chiusura quasi totale delle attività governativa inclusa la NASA.

Eppure la corsa americana allo spazio non si ferma grazie a iniziative come gli Students for the Exploration and Development of Space (SEDS) della Jacobs School of Engineering della University of California San Diego (UCSD) e i Friends of Amateur Rocketry.
Gli studenti con la passione per lo spazio e gli amici dei razzi hanno quindi collaborato per realizzare il primo motore razzo stampato in 3D non dalla NASA.

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Si chiama Tri-D e in effetti la NASA ha contribuito in parte alla sua realizzazione e design attraverso il suo Marshall Space Flight Center. Lungo 17,7 cm e stampato interamente in metallo, il Tri-D è in grado di lanciare in orbita dei nanosatelliti dal peso inferiore ai 1,33 Kg. Il motore stesso pesa 4,5 Kg ed è composto di una lega di cromio e cobalto, brucia kerosene e ossigeno liquido ed è in grado di produrre circa 90 Kg di spinta.

La stampa 3D è stata condotta dalla società GPI Prototype and Manufacturing Services usando una tecnica chiamata Direct Metal Laser Sintering che consiste nel distribuire una polvere del materiale di stampa (in questo caso la lega di cromio e cobalto) sulla superficie di stampa per poi utilizzare un laser per fondere il metallo formando una sezione trasversale del componente da stampare. A questo punto la macchina distribuisce un altro strato di polvere e il processo continua finché il prototipo è pronto. E ha questa forma qui:

Poi, quando lo accendono, fa così:

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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