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Studentessa stampa in 3D uno gioco interattivo per imparare il linguaggio dei segni

I primi che sfrutteranno a pieno tutti i benefici del lavoro che gli operatori dell’ industria 3D stanno facendo oggi nel diffonderne la conoscenza, sono coloro che sono nati con questa tecnologia. Purtroppo solo pochi degli studenti di oggi saranno preparati anche per un mondo dove la manifattura additiva sarà la norma e riusciranno a combinarla con altre tecnologie per esplorarne le sue incredibili nuove possibilità.

Alcuni giorni fa sono stato invitato a moderare due incontri presso l’evento Udine3D, tenutosi nell’omonima città friulana. Questo evento annuale è organizzato dalla Confartigianato locale e ha coinvolto maker, fondatori di fablab e imprenditori. Una delle parti più affascinanti è stato il primo incontro che ho presentato, focalizzato sugli studenti.

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Mentre alcuni “adulti” hanno illustrato le loro attività e le possibilità che aspettano gli studenti nel mondo digitale e dei maker, uno dei progetti che più ha colpito il pubblico e i relatori è stato MANIpolare per Comunicare, la tesi di laurea magistrale di Elena Dall’ Antonia. Il progetto consiste in un sistema complesso per aiutare bambini con difficoltà visive e di udito attraverso l’uso di modelli fisici di mani.

Al di là della chiara e ovvia utilità del progetto, che usa una mano robotica stampata 3D e numerose “manine” stampate 3D e connesse per insegnare la lingua italiana dei segni (LIS), quello che è particolarmente notevole, a mio parere, è che unisce abilità in diverse aree innovative.

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Il progetto usa programmazione ed elettronica Arduino, taglio laser e richiede abilità digitali in termini di condivisione di file open source (disponibili nei blog o su Thingiverse), licenza Creative Commons, e implica familiarità coi social media e i blog oltre ad abilità nella “gamification” e un approccio socialmente consapevole. Attraverso la produzione altamente personalizzata resa possibile dalla stampa 3D, tutto ciò è stato unito in un progetto molto professionale e funzionale.

MANIpolare per Comunicare funziona attraverso una mano robotica stampata 3D (basata sul progetto Parloma) che può essere programmata – attraverso un sistema di interruttori – per riprodurre tutte e 26 le lettere dell’alfabeto LIS. Usando 26 diversi modelli statici stampati in 3D, il bambino può riconoscere e riprodurre i gesti della mano robotica. I 26 modelli integrano anche dei magneti riconoscibili da un dispositivo della piattaforma in modo da indicare se il bambino ha scelto quello giusto.

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Il sistema può essere usato per giochi tipo “Simon Says” o per ogni altro gioco che può essere programmato elettronicamente in modo relativamente semplice. I bambini con disabilità visive o uditive possono usare questi giochi per esercitare la loro memoria dei gesti manuali, attraverso l’interazione visuale o tattile.

Chiaramente questi dispositivi possono essere usati anche da chi non soffre di alcun tipo di disabilità , come un modo divertente per imparare il linguaggio dei segni. Sostituendo le mani con altri oggetti potrebbe portare anche a nuovi modi per imparare qualunque materia.

Se questi sono i risultati delle tesi finali che gli studenti sono in grado di produrre oggi, personalmente non vedo l’ora di toccare con mano quello che ci aspetta nel futuro.

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