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La wiki-pistola è realtà, il mondo non è più lo stesso

 ImageNegli USA i democratici, guidati dal presidente Barak Obama, stanno facendo di tutto per cercare di far approvare una regolamentazione delle armi da fuoco ma la resistenza dei repubblicani ha reso vani i loro sforzi – nonostante alcuni recenti casi drammatici di incidenti e stragi – e comunque l’effetto di qualsiasi nuova legge sarebbe vanificato dalla “wiki-weapon”, la pistola interamente stampata in 3D dal gruppo Defense Distributed.

Dopo aver stampato e utilizzato con successo il ricevitore inferiore di una pistola prima e di un fucile automatico poi – e ottenuto la licenza di produrle e venderle legalmente – Defense Distributed ha raggiunto l’obiettivo spaventoso che si era prefissato: creare e sparare un’arma interamente stampata in 3D. Cody Wilson, il 25enne che l’ha progettata, l’ha chiamata Liberator, in onore delle pistole da un colpo che gli alleati lanciavano sui territori occupati francesi durante la Seconda Guerra Mondiale. E anche in onore di un ideale – tipicamente americano e risalente ai tempi della rivoluzione per l’Indipendenza delle colonie – che le pistole, oltre a uccidere innocenti, siano l’unico vero mezzo per assicurare la libertà dagli oppressori.

La wiki-weapon è composta da 16 pezzi, tutti stampati attraverso una Stratasys Dimension SST 3D Printer da 8.000 euro, a cui si aggiunge un componente in metallo non necessario per il suo funzionamento ma solo per fare in modo che l’arma non violi la legge americana sulle armi nascoste (Undetectable Firearms Act). L’unico altro pezzo non stampato è un semplice chiodo. Dopo aver mostrato in anteprima a Forbes le immagini della pistola, Wilson ha pubblicato il video (qui sotto) in cui la utilizza con successo per esplodere dei colpi, per la precisione delle pallottole calibro .380.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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