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La Desktop Metal è operativa con due sistemi di AM a metallo

Dopo un periodo di incubazione, la startup Desktop Metal fondata da  Google, BMW e Lowe presenta i suoi due sistemi di 3D printing a metallo che riguardano l’intero ciclo vitale del prodotto, dalla fase di prototipazione a quella della produzione di massa.

La stampante 3D Studio System, progettata come soluzione integrale, rappresenta l’unico modo per stampare parti complesse in metallo in-house ed è fino a dieci volte meno costosa dei sistemi laser equivalenti. Le opzioni di acquisto e abbonamento lo rendono il solo sistema di 3D printing a metallo che sia efficace in termini di costi per i team di progettazione.

L’eliminazione di laser e polveri rende lo Studio System sicuro per qualsiasi struttura. A differenza degli altri sistemi, in questo caso non sono necessarie strutture operative particolari o altre apparecchiature ma basta il collegamento alla rete elettrica e una connessione a Internet.  Le due opzioni di acquisto comprendono un pacchetto completo da $120.000 con DM Studio Printer (stampanti aggiuntive a $49.900 + tasse), DM Studio Debinder (con Debinder aggiuntivi a 9.900 + tasse), DM Studio Furnace (con forni aggiuntivi a $59.900 + tasse), Consumable Starter Kit (media, gas, fluido debinder, filtri di scarico e piastre di costruzione), installazione e training da parte di partner Desktop Metal, software e aggiornamenti cloud e garanzia di un anno.

Le opzioni di abbonamento sono $4.000 ogni 1,2/mesi (+ tasse applicabili) e nessun acconto per 36 mesi oppure $3.250 ogni 1,2/mesi (+ + tasse applicabili) e nessun acconto per 48 mesi. Tali opzioni comprendono la DM Studio Printer, Debinder e Furnace, il Consumable Starter Kit, l’installazione e training da parte di partner Desktop Metal, software e aggiornamenti cloud (opzione cloud locale disponibili), garanzia e manutenzione per la durata del servizio.

Il sistema di produzione di alto livello arriverà nel 2018 ed è destinato ad essere il primo sistema di 3D printing a metallo per la produzione di massa, concepito per funzionare all’insegna della rapidità, della qualità e dell’efficacia in termini di costi, al fine di poter competere con i processi di produzione tradizionali. L’innovativo processo Single Pass Jetting (SPJ) raggiunge una velocità di 8.200 cm3/hr ed è quindi 100 volte più rapido dei sistemi laser. Dal momento che non sono necessari ulteriori strumentazioni, si tratta del modo più veloce per produrre parti in metallo complesse. La polvere low-cost MIM, l’elevato volume di produzione, la semplice fase di consegna post-elaborazione rendono i costi per pezzo competitivi rispetto ai processi tradizionali e fino a 20 volte più bassi dei sistemi di 3D printing a metallo attuali.

La stampante Studio agisce in modo simile al processo di 3D printing più sicuro e più utilizzato, ovvero il Fused Deposition Modeling (FDM). A differenza dei sistemi laser che miscelano la polvere di metallo in maniera selettiva, la stampante Studio estrude le barre di metallo, in maniera simile al modo in cui funziona la stampante FDM per la plastica. Questo elimina i requisiti di sicurezza associati al 3D printing a metallo, consentendo di impiegare nuove leghe e nuove caratteristiche come l’uso di riempimento a celle chiuse per la resistenza dei materiali più leggeri.

Poi tocca al forno procedere alla sintetizzazione delle parti. Quest’ultimo, completamente automatizzato con controllo termico a ciclo chiuso e realizzato per passare attraverso una qualsiasi porta d’ufficio, è in grado di fornire una sintetizzazione di tipo industriale in un pacchetto a misura d’ufficio. Il forno combina elementi di riscaldamento SiC a microonde a potenza elevata per sintetizzare le parti stampate dopo la rimozione del binder primario. Connesso al cloud, il forno ha profili di temperatura che si adattano ad ogni costruzione e materiale; il riscaldamento delle parti avviene in maniera uniforme, appena al di sotto del loro punto di fusione, rimuovendo il binder e le particelle di metallo fuso al fine di formare parti completamente omogenee senza i residui tipici dei sistemi laser. .

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Research 2020
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