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Il sistema Archinaut di Made In Space è pronto a portare l’AM in orbita

Lo spazio al di fuori dalla Terra è un segmento del marcato della stampa 3D che si sta gradualmente rivelando particolarmente florido, con un discreto numero di aziende che hanno avviato progetti davvero interessanti. Made In Space è una delle prime ad aver scommesso sulla manifattura additiva per lo spazio, lanciando la prima stampante pensata per funzionare a gravità zero. E ora, la società è pronta a mandare in orbita il suo più recente progetto: Archinaut.

Parliamo di un sistema pensato per sfruttare al massimo le opzioni produttive offerte dalla stampa 3D abbinandole a un processo di assemblaggio robotico in grado di funzionare fuori dall’atmosfera. Archinaut rappresenta il cuore del programma per la creazione di strutture complesse nello spazio ESAMM (Extended Structure Additive Manufacturing Machine) ed è stato realizzato da Made In Space in collaborazione con Northrop Grumman, Oceaneering Space Systems e  lo Space Technology Mission Directorat della NASA, che ha supportato e finanziato il progetto.

Allo stato attuale, Archinaut ha completato la fase di test presso lo Northrup Grumman Space Park, resistendo con successo alle condizioni termiche e di pressione necessarie per operare nello spazio. Ora che la tecnologia è stata validata idonea per l’utilizzo in assenza di atmosfera, Made In Space si sta preparando a mandare in orbita Archinaut, così da far partire definitivamente il progetto.

Una volta nello spazio, Archinaut verrà utilizzato per numerose applicazioni; una su tutte, PowerKit, ovvero un sistema in grado di installare un circuito di alimentazione da 2 kW su un satellite classe ESPA da 150 kg – quasi 5 volte la media dei sistemi di alimentazione.  L’idea di questa applicazione specifica è quella di riuscire a fornire energia a un satellite di grandi dimensioni tramite un satellite di classe ESPA più piccolo, aumentandone così il tempo di permanenza in orbita. Archinaut potrebbe però fornire un supporto fondamentale anche sotto altri punti di vista, come l’impostazione di un’antenna su larga scala per il telerilevamento, le telecomunicazioni e l’esplorazione scientifica.

Siamo molto orgogliosi del nostro team per il raggiungimento di questo punto di svolta che alla fine ci permetterà di partecipare a missioni operative con clienti sia nel settore pubblico che in quello commerciale“, ha affermato Andrew Rush, Presidente e CEO di Made In Space. “Questa tecnologia getterà le basi per un utilizzo commerciale più avanzato dello spazio. Attendiamo con impazienza di completare le prossime fasi che abiliteranno Archinaut per il volo“.

Proprio come nei film di fantascienza, lo spazio si sta rivelando il territorio ideale per lo sviluppo di tecnologie avveniristiche, con la stampa 3D che si sta ritagliando un ruolo di primo piano per l’esplorazione del nostro sistema solare.

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Matteo Maggioni

Laureato in Scienze Giuridiche presso l’Università degli Studi di Milano, nel corso degli anni Matteo si è specializzato nel mercato delle New Technologies, concentrandosi particolarmente sul mercato della stampa 3D e sulle sue possibili applicazioni nel mondo dell'Industria 4.0.

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