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Meet the Media Guru in collaborazione con Innovation and Craft Society ospita Anouk wipprecht

FashionTech: Robotic Couture e Manifattura 4.0. – La moda come interfaccia grazie a wearable technologies e stampa 3D.

GIOVEDÍ 21 SETTEMBRE – ore 19.30
la Triennale – Salone D’Onore
Viale Alemagna 6 – Milano

Meet the Media Guru ritorna, dopo la pausa estiva, con un nuovo programma di incontri e approfondimenti sull’innovazione e la cultura digitale ideati e diretti da Maria Grazia Mattei. Il primo appuntamento del secondo semestre è giovedì 21 settembre (ore 19.30) alla Triennale con la Fashion Tech designer olandese Anouk Wipprecht nel primo appuntamento ideato in collaborazione con Innovation and Craft Society, la task force voluta da Banca IFIS e dedicata alla manifattura ad alto contenuto tecnologico.

Ingegnere, designer e fashion artist di fama internazionale, Wipprecht progetta indumenti micro-comandati servendosi di sistemi di bio-mimesi e di machine learning abbinati a tecnologia animatronica e, per realizzarli, si avvale delle più avanzate tecniche di stampa 3D. Celebrata in patria con la personale Robotic Couture in corso al Tetem di Enschede fino al 3 novembre, Wipprecht si muove fra fashion design, wearable technologies e 3D printing.

La sua lecture a Meet the Media Guru vuole rispondere alla domanda: “Cosa è la creatività ai tempi della manifattura 4.0?” e per questo rientra nelle attività promosse da Innovation and Craft Society in collaborazione con Stefano Micelli ed in partnership con la Triennale e Meet the Media Guru, al fine di discutere e condividere con imprese, ricercatori, istituzioni e rappresentanti del mondo finanziario le trasformazioni prodotte dalla Digital Transformation in ambito manifatturiero e ripensare, attraverso contaminazione di idee, i temi legati al fare impresa.

Nelle creazioni di Wipprecht – ad oggi sono 37 i pezzi da lei realizzati – le wearable technologies smettono di essere semplici rilevatori di uno status esistente (la temperatura del corpo, la pressione sanguigna…) per diventare protagonisti di una relazione attiva fra corpo, indumento e tecnologie. Gli abiti sono “case studies di come la tecnologia può attivare una relazione fisica e psicologica con ciò che indossiamo”, sintetizza la designer. Emblematico in tal senso è il Synapse dress che sfrutta le onde cerebrali di chi lo indossa per attivare i led inseriti nel vestito. Una volta recepito, lo stimolo elettrico farà cambiare forma, luminosità e aspetto all’abito, adeguandolo ai bisogni del corpo che lo ospita. Va ancora oltre lo Spider Dress, dotato di sensori e braccia mobili che ridefiniscono continuamente la comfort zone di chi lo porta.

“Questo abito robotico reagisce quando qualcuno si avvicina troppo – spiega Wipprecht –  in modo tale che le interazioni che abbiamo con l’ambiente non siano solo un sistema di norme universalmente codificate, ma anche una reazione personalizzata e determinata dall’unicità di ogni singolo individuo”.

A rendere possibile ed efficace l’esperienza dello Spider Dress è un articolato processo manifatturiero tutto digitale: per stampare l’abito in 3D occorrono 40 parti progettate ad hoc e assemblate in circa 60 ore.

Combinando le più recenti tecnologie alla creatività della fashion designer, Anouk Wipprecht non si limita a immaginare come sarà “il nostro guardaroba del futuro”, che vedrà la tecnologia sempre più vicina alla nostra pelle e al nostro modo di essere e di rapportarci con agli altri, ma è fra le protagoniste della nascente tech couture: la sua ricerca ha già attirato l’attenzione di industries lontane dal mondo della moda “tradizionale” come Intel, Microsoft, Audi, 3D Materialize che l’hanno voluto come partner di diversi progetti interdisciplinari.

“Proseguiamo il nostro Dutch Innovation Focus in collaborazione con il Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi a Milano e l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi con Anouk Wipprecht. Il suo lavoro usa le risorse dell’Era Digitale per elaborare, a partire da ciò che indossiamo, nuovi sistemi di interazione tra le persone e il mondo circostante – spiega Maria Grazia Mattei, direttrice di Meet the Media Guru – La ricerca di Anouk è anche un caso emblematico di New Craft: il suo è il nuovo sapere fare artigiano perché unisce innovazione tecnologica, cura estrema del processo creativo e tensione al miglioramento continuo”.

MEET THE MEDIA GURU è una piattaforma di approfondimenti dedicati all’innovazione e alla cultura digitale. Ideato da Maria Grazia Mattei nel 2005, in 12 anni ha saputo produrre con continuità appuntamenti con il gotha internazionale dell’innovazione e dei new media rivolgendosi a una platea in continua crescita. Le video-lecture degli speaker sono disponibili sul sito www.meetthemediaguru.org.

Meet the Media Guru, nella persona di Maria Grazia Mattei, ha vinto il Premio Canada-Italia per l’innovazione 2017 promosso dall’Ambasciata del Canada nel 150mo anniversario dall’autonomia. Il riconoscimento va ai professionisti e progetti che rafforzino i legami tra il Canada e l’Italia nei campi della Scienza, Tecnologia e Innovazione.

Meet the Media Guru è realizzato in partnership con Fastweb, Artemide, Fondazione Fiera Milano, con il patrocinio di Comune di Milano, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo e la collaborazione di Institute without Boundaries | George Brown College – Toronto.

Ingresso libero previa iscrizione fino ad esaurimento posti a www.meetthemediaguru.org.

Ufficio stampa                                                                    

Meet the Media Guru
Silvia Introzzi | silvia.introzzi@manzoni22.it

Alice Lietti| alice.lietti@manzoini22.it

T: 031 303492 – 82

www.manzoni22.it

Contatti

Lorenza Delucchi

lorenza.delucchi@matteidigital.com

T: 02 798760

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