Hemosep, quando la stampa 3D fa risparmiare il sangue

Sembra proprio che il binomio medicina e stampa 3D sia destinato a durare molto a lungo; già da tempo vediamo esempi di come, in un mondo o nell’altro, le stampanti 3D siano coinvolte in operazioni chirurgiche e interventi da medicina fantascientifica: ora grazie alla stampa 3D sarà possibile recuperare il sangue durante le operazioni chirurgiche e ridurre la necessità di effettuare trasfusioni.
A una già lunga casistica, si è infatti aggiunto adesso Hemosep, un macchinario forse meno da sbalorditivo in quanto a funzionalità, ma fondamentale per ogni tipo di operazione e che potrebbe dare una grossa mano a tutto il sistema medico. Lo scopo di questo macchinario è quello di ripulire il sangue perso dai pazienti durante un operazione, per poi ritrasferirne una parte direttamente in circolo proprio mentre sono ancora sotto i ferri; in questo modo, si andrebbe a ridurre notevolmente la quantità di sangue ricavato dalle donazioni necessario per le operazioni.
A conti fatti, un macchinario incredibile per funzionamento e talmente particolare che solo una tecnologia come il 3D printing ha potuto trasformare in realtà; per la realizzazione di alcune parti, infatti, Brightwake (l’azienda britannica che ha creato l’Hemosep) ha usato la stampante 3D Dimension 1200es di Stratasys. E il motivo è che solo una tecnologia come questa garantisce una possibile produzione in massa del macchinario a un prezzo sostenibile sia dalla casa produttrice, sia da chi intende acquistarla; già, perché Hemosep entrerà in commercio (le “prime prove” hanno dato esiti entusiasmanti) e prima di quanto pensiamo potemmo trovarla nelle sale operatorie dei nostri ospedali – anche se speriamo di non aver mai modo di poterla vedere da vicino!





