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Vicenza Oro: risplendono i gioielli stampati in 3D in metallo e resina

I principali eventi del settore della gioielleria mondiale sono tre. Uno di questi è la fiera Vicenza Oro che si tiene appunto a Vicenza, nel nord d’Italia (le altre si tengono negli USA e a Basel, in Svizzera). Vicenza è uno dei tre punti di snodo della gioielleria italiana (gli altri due sono Valenza e Arezzo). Con tutti questi “3” chiamati in causa, non c’è da meravigliarsi che la gioielleria stampata in 3D sia un punto caldo del settore e che lo sia da quasi due decenni. Nella sezione T-Gold di Vicenza Oro, l’area in cui sono esposti i sistemi di produzione, molta dell’attenzione era dedicata al 3D printing diretto dei metalli preziosi.

Mentre analizziamo a fondo le Opportunità nel report sulla produzione di gioielli redatto da SmarTech Publishing, il 3D printing tramite fusione a cera persa e a resina persa è già ampiamente utilizzato nel settore, proprio come lo è l’uso della stampa 3D per la realizzazione di modelli per la verifica delle dimensioni e per gli stampi in gomma. Tutta l’attenzione da parte dei maggiori produttori di polveri di metalli preziosi, come Progold, Hildebrand e Legor, è tuttavia concentrata sul 3D printing diretto di questi metalli e sulle nuove possibilità che offre. E a tal proposito ci sono buone e cattive notizie.

I pro e i contro dei gioielli stampati direttamente in 3D

La cattiva notizia è che quello dei gioielli stampati direttamente in 3D non è un mercato, né lo sarà per diversi anni. I processi sono troppo costosi, troppo complessi e non c’è abbastanza domanda in rapporto a ciò che il sistema può fare. Che cosa può fare? Mentre molti designer cercano di sfruttare a pieno le nuove possibilità geometriche aperte dal 3D printing dei metalli preziosi, esiste una sola compagnia che è riuscita a farlo al massimo grado e si tratta di Nuovi Gioielli. Il proprietario, Ivano, ha usato stampanti 3D SLM per creare maglie e forme in metallo che non è possibile riprodurre con nessun altro procedimento e, ancor più importante, che spiccano molto di più in termini di bellezza ed “emotività” rispetto alle parti create nella maniera tradizionale. Nella foto gallery di seguito, trovate una selezione delle creazioni di Nuovi Gioielli stampate in 3D, realizzate con oro rosso e giallo, platino, argento e bronzo, utilizzando le polveri atomizzate  Legor e il sistema Mysint 100 di Sisma.

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La buona notizia invece è che, anche se il mercato è di dimensioni ridotte, almeno esiste. Concept Laser, EOS e Realizer offrono tutte stampanti 3D SLM in grado di elaborare metalli preziosi. Il processo della stampa in 3D è in grado di offrire possibilità che vanno ben oltre la forma. Una di queste, come spiega il responsabile di Progold Damiano Zito, è il “compositing” delle polveri in metallo che consente di creare miscele che altrimenti non potrebbero essere legate. Che cosa significa? Beh, che potreste stampare in 3D una miscela di titanio e oro bianco, in cui il titanio andrebbe a creare la struttura legante intorno all’oro, migliorando sia l’aspetto del pezzo che il peso. E non solo: potreste anche mischiare metalli preziosi e polveri di ceramica, alterando colori e performance.

Villa

Nel frattempo, Progold ha festeggiato il suo 20° anniversario con una grande festa in villa, durante la quale l’azienda ha esposto alcuni progetti in metallo, stampati direttamente in 3D, realizzati dagli studenti dell’Università di Torino, la prossima generazione di ingegneri della gioielleria, incaricati di immaginare un futuro del settore in grado di sfruttare a pieno le capacità della fusione a letto di polvere (vedere la foto gallery sopra).
Ciononostante, come ci ha mostrato il responsabile di Hildebrand Walter Niedermann, non bisogna necessariamente stampare pezzi in 3D per realizzare prodotti compositi straordinari con polveri preziose atomizzate, ma sicuramente è d’aiuto.

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Gioielli stampati con fusione 3D, troppo o non abbastanza?

Mentre la gioielleria stampata direttamente in 3D resta un Eldorado distante e utopico (nel vero senso della parola), sta accadendo molto nel mondo delle resine fondibili e nel modo in cui le stampanti in 3D possono usarle.  La stessa Sisma ha recentemente presentato la piattaforma myrev per il 3D printing SLA. Gran parte dei produttori di gioielli che abbiamo intervistato (c’erano centinaia di piccoli brand ad esporre al piano principale di Vicenza Oro) ci hanno detto di usare le stampanti in 3D, per la maggior parte i sistemi Solidscape per la fusione a cera persa e alcuni sistemi per resine low cost, per la prototipazione e la realizzazione dei modelli. Tutti loro ricorrono al CAD per la fase di progettazione per poi inviare i progetti a servizi specializzati per la produzione effettiva (la maggior parte di questi servizi usa sistemi 3D di grandi dimensioni, come MJM e SLA, mentre alcuni usano i sistemi EnvisionTEC e DWS).

Alcuni creatori di gioielli realizzano i modelli a mano e usano il 3D scanning o gli stampi in gomma vulcanizzata per riprodurre i progetti centinaia e migliaia di volte, sebbene le dimensioni degli ordini siano in fase di riduzione e stia diventando sempre più comodo produrre tutti i modelli in cera e resina (è così che vengono definiti i modelli fondibili) direttamente stampandoli in 3D. Tuttavia, secondo EnvisionTEC, che era presente all’evento con il suo sistema cDLM, la macchina desktop ultra rapida continua, che porterà a nuovi livelli la produttività da dispositivi desktop, renderà davvero ardua la competizione con i processi tradizionali, almeno per quanto riguarda la produzione gioielliera avanzata. Indovinate quali dei gioielli nella foto gallery di seguito sono stampati in 3D con fusione diretta?

Molti produttori di stampanti 3D a fotopolimerizzazione sono stati presentati tra le aziende in esposizione. Alcuni, come EnvisionTEC e DWS sono già ben affermati nel settore e presentano un’ampia gamma di sistemi e materiali per la realizzazione di modelli e per la fusione (nonché per la produzione diretta nel caso delle nano-ceramiche IRIX di DWS).

Il settore della gioielleria è incredibilmente lento nell’adottare, e nell’ammettere di adottare, nuove tecnologie e ci sono ancora tantissimi esempi di come il 3D printing potrebbe cambiare per sempre il flusso di lavoro in questo campo, evento la cui portata equivarrebbe quasi al passaggio dalla ruota quadrata a quella rotonda.

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