Energy Group emerge dal MECSPE sempre più leader del mercato Italiano, intervista al CEO Lucio Ferranti  

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Se la sezione Additive Manufacturing della fiera MECSPE è stata un grande successo (nonostante alcune carenze logistiche e infrastrutturali che si sono palesate, non certo per colpa degli organizzatori di SENAF) molto del merito è anche delle aziende espositrici che si sono presentate con grandi novità e strutture sempre più consolidate. Tra queste spiccava sicuramente l’enorme stand di The3DGroup, il gruppo di aziende che include Energy Group per la parte hardware di stampa 3D professionale e industriale.

Anche se la competizione si fa sempre più intensa, Energy Group può contate sul core business di Stratasys per supportare l’espansione verso nuovi mercati, senza trascurare i sistemi Formlabs e – a breve – Desktop Metal. Questa diversificazione, insieme alla lunga esperienza nel settore, rende il CEO Lucio Ferranti uno dei principali esperti del mercato Italiano della stampa 3D. Abbiamo colto l’occasione per parlare con Lucio di cosa possiamo aspettarci nel futuro a breve e medio termine. L’occasione è ghiotta anche perché Stratasys ha appena annunciato una serie di novità a dir poco eclatanti.

Davide Sher (Replicatore): Partiamo dal presente, come è stato il MECSPE per Energy Group?

Lucio Ferranti (Energy Group): “Indubbiamente, come avete visto, Energy Group è diventata un centro di attrazione importante della Fiera nel settore Additive Manufacturing, a dimostrazione del fatto siamo diventati un punto di riferimento per questo mercato. Quest’anno abbiamo voluto dimostrare in pratica cosa significa implementare un ciclo di sviluppo completo, attraverso le soluzioni integrate offerte da THE3DGROUP ai clienti, e lo abbiamo fatto allestendo uno stand importante dove ogni azienda del gruppo ha potuto mettere in evidenza la propria specializzazione nelle singole fasi del processo, in una sequenza armonica che conduce al prodotto finale.

DS: Quali sono stati i messaggi principali che avete voluto trasmettere al mercato?

Ci premeva rimarcare che, diversamente da molti nostri concorrenti, noi vendiamo delle soluzioni e non solo prodotti. Infatti, il punto di forza del nostro gruppo sta nel poter sviluppare assieme al cliente un progetto di innovazione tecnologica che può partire dalla progettazione per arrivare fino alla produzione, al controllo qualità e al post vendita, comprendendo il software, lo scanner 3D, le macchine per la fabbricazione additiva ed i software per la manifattura sottrattiva, la formazione del personale e i servizi di ingegneria. Devo dire che sono molto soddisfatto del risultato anche perché sono convinto che, nel momento in cui il mercato subirà qualche rallentamento, solo chi risponde alle esigenze complesse del mercato sopravviverà. È sempre stato così in tutti i settori. Se tu riesci a posizionarti bene sul mercato, continui a crescere mentre il mercato si consolida.”

DS: Per quanto riguarda i sistemi hardware proposti da Energy Group, quali vi hanno dato le maggiori soddisfazioni?

LF: “Il nostro fiore all’occhiello quest’anno è stata Desktop Metal, che per la prima volta siamo riusciti a portare in Italia, anche se, purtroppo, per questioni di certificazione CE, non abbiamo potuto mostrarla in funzione. Avere la macchina ci ha permesso di far capire meglio i vantaggi di questa tecnologia, che ha riscosso un grande interesse tra i numerosi visitatori che hanno affollato il nostro stand, e allo stesso tempo ci ha fatto mettere a fuoco opportunità di applicazione in campi completamente inaspettati. Il mondo del metallo è sicuramente il segmento su cui ci sarà più da fare nel prossimo futuro e stiamo scoprendo un mercato assolutamente infinito.”

DS: Quali sono le caratteristiche delle tecnologia di Desktop Metal che risultano particolarmente rilevanti?

LF: “Per esempio quello di poter fare, come fa Desktop Metal, dei pezzi in metallo con il riempimento a nido d’ape, un po’ come i sistemi FDM tradizionali. Ne risulta un oggetto resistente ma con un peso inferiore rispetto ad un oggetto ottenuto con i sistemi metallo tradizionali. Questa è una caratteristica che i professionisti del settore hanno apprezzato tantissimo e che trova comunque applicazioni interessanti in diverse realtà. Molti ci dicono: ‘se io, da una serie di meccanismi, riesco ad eliminare il 20-30% del peso ottengo un gran risultato‘.  La stampa 3D in metallo, insieme all’ottimizzazione topologica, sta diventando il must dei prossimi anni. Inoltre, valutandola dal punto di vista dei sistemi tradizionali, la tecnologia Desktop Metal consente di approdare al mondo del metallo senza essere esperti metallurghi. E questo, se funziona per me, funziona anche per i clienti. Questo significa usare macchine a metallo senza doversi preoccupare – per esempio – delle curve di salita della temperatura o dei raffreddamenti. Naturalmente non è escluso che poi questa crescita aiuti a capire le cose e ad utilizzare anche strumenti probabilmente più importanti, più costosi, o comunque diversi; questo è un passaggio che può avvenire con il tempo. Un conto è partire da una soluzione professionale ma semplice e che comunque ti fa crescere, ti fa capire, un conto è trovarti di fronte a un muro che rende tutto più complicato da comprendere e da affrontare in tempi ragionevolmente brevi.

DS: Eppure oggi, nonostante alcune difficoltà a livello internazionale, è sempre Stratasys a trainare il mercato…

LF: “Sì, per altro anche la stessa Stratasys ha annunciato una sua macchina a metallo, che presenteranno, appunto, a Rapid in Texas a fine Aprile. Sono curioso di vederla. Detto questo, noi l’anno scorso abbiamo fatto registrare un +64% sul fatturato. Quando ci sono crescite di questo tipo, capisci che i sistemi che hai in casa non sono poi così obsoleti, perché le aziende non acquistano la stampante 3D perché sei più bello o più simpatico di altri, ma cercano concretezza e sistemi che funzionano. E Stratasys ha ancora molti assi nella manica da questo punto di vista. Noi continuiamo ad andare avanti secondo una linea precisa, secondo la quale scegliamo sistemi che consentano ai nostri clienti di crescere e di migliorare. Fino ad ora, le soluzioni di stampa 3D Stratasys non ci hanno deluso. Chi ha bisogno di fare parti produttive di un certo tipo, chi ha bisogno di estetica, chi ha bisogno di funzionalità, trova sicuramente in Stratasys sempre e costantemente un leader. L’anno scorso hanno introdotto la serie F, che ha avuto ottimi riscontri. Soltanto noi ne abbiamo vendute oltre 50, che sono numeri paragonabili a quelli di quando Stratasys era praticamente il solo produttore in questo segmento. Per fortuna il mercato oggi comunque risponde bene e questo aiuta molto, così come il fatto che le aziende, tutto sommato, stanno investendo.”

DS: Cosa ne pensa delle nuove tecnologie appena annunciate da Stratasys? 

LF: “Al momento sappiamo ben poco, oltre a quello che è stato scritto. Saremo alla fiera Rapid in Texas a breve e avremo certamente qualche informazione in più confrontandoci direttamente con loro. Non ci sono certezze sulle tempistiche ma, conoscendo come si muove il mondo della stampa 3D ultimamente, immagino che potremo vedere le prime applicazioni commerciali verso fine 2019. Fino a qualche anno fa, le aziende di stampa 3D annunciavano le macchine quando queste erano pronte. Ora diversi player hanno introdotto questa terribile moda degli annunci fatti con due anni di anticipo quindi non credo che si vedrà qualcosa prima dell’anno prossimo.”

DS: Avevate già visto questa tecnologia?

LF: In effetti uno dei nostri ingegneri aveva notato – un paio di anni fa – il brevetto che è oggi è stato usato per la tecnologia ribattezzata STEP 3D e ci eravamo chiesti quando e come sarebbe stato applicato. Alla fine Stratasys l’ha utilizzato per realizzare una macchina completamente nuova e la cosa si fa molto interessante, anche perché sarebbe la prima volta che una tecnologia basata sui polimeri, ad altissima velocità produttiva, viene realizzata con idee proprie di un’azienda e non, invece, acquisita all’esterno. Credo che i prossimi due anni saranno molto interessanti dal punto di vista tecnologico.”

DS: Andrà a sostituire il sistema Continuous Printing annunciato lo scorso anno?

LF: “Si tratta di due cose molto diverse. La piattaforma di stampa continua include una componente hardware, ma la parte più importante è la componente software che controlla tutti questi sistemi. L’idea è che lo stesso software possa essere utilizzato anche su una batteria di sistemi Fortus per controllare molteplici macchine. In questo caso Stratasys ha fatto vedere la sua potenza nel gestire il software con un sistema che ti dice – ad esempio – quale macchina non funziona e che, nel caso, ti sposta automaticamente il job su un’altra macchina”.

DS: Quali sono stati gli altri highlights della fiera per Energy Group?

LF: “Sarò molto curioso di vedere la Fuse1 in funzione. Energy Group è diventata uno dei principali partner di Formlabs, quantomeno in Europa, e quindi le potenzialità di mercato ci sono. Sembra ancora un po’ indietro ma quando sarà pronta sospetto che darà fastidio agli altri sistemi di sinterizzazione più di quanto ne darà a Stratasys. Credo che nei prossimi due anni ci sarà più sviluppo sui materiali, per esempio i compositi, che sulle tecnologie. Probabilmente alla fine del 2019 ci saranno nuove tecnologie che entreranno in campo, come, appunto, quella di Stratasys. Sono anche convinto che nel frattempo qualche sistema di fascia bassa comincerà faticare perché, quando il mercato continua a chiedere sistemi professionali, qualcuno non potrà più sostenere i costi di sviluppo necessari. Uscire con una macchina è relativamente facile mentre mantenere rinnovato il portfolio prodotti diventa complicato.”

DS: Una valutazione complessiva della vostra partecipazione al MECSPE 2018?

LF: “Alla base di tutto, veramente, c’è la soddisfazione per il lavoro che ha fatto il gruppo e di come il gruppo stesso abbia davvero dimostrato che si può cambiare il processo di sviluppo all’interno delle aziende, migliorando tutti i sistemi aziendali. Ogni persona nella nostra società ha fatto il suo per far comprendere queste implementazioni, che sono fondamentali. Perché se hai un ufficio tecnico poco reattivo, che non sa pensare per l’additive manufacturing, puoi avere le macchine più belle del mondo ma non te ne fai assolutamente niente.”

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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