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MQB rivive il Rinascimento attraverso la stampa 3D

Uno degli aspetti più belli del movimento maker è che chiunque può farne parte. Quando qualcuno, con già parecchia esperienza nel campo della progettazione digitale e competenza nelle tecnologia di prototipazione rapida, si cimenta nel campo della modellazione, possono emergere nuove possibilità. Questo è proprio ciò che è accaduto per i progettisti parmensi MQB, visto che entrambi i fondatori del gruppo, Eugene Morini e Michela Montanini, avevano un notevole background nella produzione e progettazione; in particolare, per quanto riguarda l’industria automobilistica.

Ed è lì che hanno imparato a utilizzare le tecnologie di stampa 3D: ora poi che quest’ultime sono alla portata di tutti, stanno usando la loro esperienza per creare prodotti che possano essere stampati 3D localmente.

L’acronimo MQB sta per Make, Quick, Be Born, che in maniera metaforica rappresenta l’evoluzione della giovane startup visto che hanno aderito al movimento maker, provenendo dagli approcci di produzione veloce (quick) e sono diventati (born) un laboratorio di artigiani digitali.

“Nel Rinascimento, i creativi concepivano un’idea, la sviluppavano in tutti i suoi aspetti e la traducevano, grazie a uno sforzo di gruppo, in possibilità”, hanno spiegato. “Con il contributo di artigiani, l’idea veniva poi realizzata materialmente e consegnata al mondo con la migliore qualità possibile”.

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Lo studio lavora ancora principalmente su progetti di design, implementazione, comunicazione, marketing e distribuzione: creano inoltre prodotti innovativi ad alto contenuto tecnologico, in differenti materiali e dimensioni. Operano in diversi campi compatibili con la loro capacità nella modellazione 3D: disegno industriale, architettura, computer graphic, progettazione automobilistica, pubblicità sociale, fiere, e progettazione al dettaglio.

Unendosi con la comunità dei maker come artigiani digitali, MQB ha creato prodotti caratterizzati dall’idea di manifattura distribuita che ha segnato la nascita del Fablab e dei makerspace in tutto il mondo. MQB vuole incoraggiare questa nuova generazione di creatori, designer e produttori che – secondo la visione della società – appartengono sia al mondo dell’artigianato sia a quello digitale.

Per far questo MQB promuove lo sviluppo di prodotti che possono essere interamente costruiti usando una stampante 3D domestica low cost. Creano i file del prodotto e li vendono online e gli utenti possono modificarli e stamparli 3D a casa o in un FabLab locale. L’obiettivo a lungo termine di MQB è lo sviluppo di piccole produzioni in serie per parecchie tipologie di prodotti, tra i quali: arredi urbani, giochi, mobilità urbana.

I primi prodotti in vendita sono legati al background professionale dei fondatori legato al ramo automobilistico. Uno è Automobile 36, un auto giocattolo a pedali per bambini da 3 a 6 anni fatta di cartone, con parti plastiche stampate 3D in PLA.

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Attualmente è venduta come un kit ma nel futuro, quando le stampanti 3D faranno parte della vita di tutti i giorni e ogni famiglia ne avrà una a casa, sarà possibile semplicemente comprare i file della macchina.

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Un altro è Fantacar, un kit di assemblaggio per una macchina giocattolo stampata 3D, immaginata come un prototipo per gareggiare nei deserti salati dello Utah per ottenere il record di velocità su terra.

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Al giorno d’oggi è ancora un sogno distante, ma potrebbe essere abbastanza veloce da ispirare i maker della generazione futura.

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