Un mito moderno: le scarpe stampate in 3D “prêt-à-porter”

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Laurel-shoe-on-modelAmmetto che passo molto tempo a chiedermi quale possa essere la prima, vera, killer application per la stampa 3D consumer. Il merchandising della Coppa del Mondo? gli smartphone modulari? I giocattoli? Per la maggior parte delle donne la questione non si pone: sono le scarpe. Non appena saranno in grado di tirare fuori dal piatto di stampa un paio di scarpe prêt-à-porter perfettamente indossabili, andranno immediatamente a comprarsi una stampante 3D. Punto. E Continuum, una start-up con sede a New York, vuole fare in modo che ciò accada il più prima possibile.

L’azienda è stata fondata ed è gestita dalla designer tecnologica Mary Huang, a Brooklyn, NY, e il suo nome fa riferimento alla continuità di un’idea che passa da ispirazione a progettazione e produzione: il “mito” del ciclo produttivo completo, reso possibile oggi dalle tecnologie di stampa 3D. Per la sua prima collezione ready-to-wear Huang ha stampato in 3D due design principali e alcune varianti sullo stesso tema (come le Daphne Shoes da $395). Tutti i modelli possono essere prodotti quasi interamente su una stampante 3D desktop. La finitura manuale è stata volutamente tenuta al minimo per fare in modo che i disegni “si manifestino direttamente da digitale a fisico”.

“C’è sicuramente un senso di magia – scrive la designer sul suo sito – a raccogliere una scarpa completa che si è appena materializzata in una scatola luminosa”.

Ecco come si materializzano le scarpe di Continuum

La collezione, battezzata “Myth”, si ispira alla mitologia antica come a quella moderna. Il primo design disponibile, il Laurel Tree da $250, ricalca le forme della statua che Bernini ha dedicato al mito di Apollo e Dafne, un’antica leggenda greca sulla ninfa che si trasforma in un albero di alloro. Il secondo modello “poligonale” è ispirato, invece, a Tron e alla computer grafica a basso numero di poligoni. Altri design verranno rilasciati gradualmente: dopo un periodo di pre-ordine, nuovi disegni verranno rilasciati circa ogni mese, con ballerine e stivali già previsti

shoe-prototypesCon il sogno di un giorno vendere i suoi design digitali direttamente ai clienti che se li stamperanno in 3D a casa propria, Huang sta sperimentando anche con materiali e forme diverse. Sempre nell’ottica di una produzione più sostenibile, anche le suole in uretano sono stampate in 3D e la struttura interna delle scarpe è in gran parte vuota, che si traduce in un consumo minore di materiale e in scarpe più leggere (ideali per i tacchi piattaforma). Utilizzando Laywoo-D3 o altri filamenti esotici come la fibra di carbonio Hunag ha già realizzato alcuni modelli ancora più originali

L’idea sembra decisamente concreta ma dato che tutto questo si svolge a New York City, sarà interessante vedere cosa ne penserà di queste la nota intenditrice Sarah Jessica Parker

Autore replicatore

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