Sinterizzazione (plastiche)

Polvere alla polvere

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Da quando a febbraio 2014 è scaduto il brevetto per la sinterizzazione laser selettiva anche questa tecnologia ha iniziato a trasformarsi da qualcosa di incredibilmente complesso e misterioso a uno strumento possibile non solo da usare ma anche da replicare. L’SLS resta comunque uno dei processi di stampa 3D più complessi, avanzati e costosi. Le stampanti 3D basate su questa tecnologia utilizzano polveri termoplastiche (la sinterizzazione di polveri metalliche è molto simile ma, come vedremo in seguito, usa nomi diversi per differenziarsi) che vengono parzialmente fuse da dei laser per creare gli oggetti. La dinamica non è molto diversa da quella implementata nelle stampanti a getto (IPP) descritte in precedenza, solo che invece di incollare insieme le polveri per poi fonderle successivamente in un forno, la sinterizzazione laser è un “one-step-process” in cui le polveri si uniscono tra loro proprio attraverso il processo di fusione. La complessità sta nel aver bisogno di una camera di combustione sigillata, in alcuni casi contenente gas come l’argon, per regolare con estrema precisione la temperatura, a cui corrisponde anche la difficile e complessa calibrazione del laser stesso in base alle proprietà del materiale utilizzato per la polvere.

BLOOM by Patrick Jouin©ThomasDuval

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