Stratasys annuncia le stampanti F120, V650 e la certificazione cromatica con Pantone

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È sempre un piacere recarsi al MECSPE, in particolar modo se si ha qui l’occasione di incontrare Giuseppe Cilia di Stratasys e scoprire insieme a lui quali saranno i loro prossimi passi sulla scena della manifattura additiva. “Innanzitutto,” spiega Giuseppe Cilia “oggi voglio svelarvi due nuovi nomi: F120 e V650”.

La F120 offre una stampa 3D di livello industriale a un prezzo contenuto.

F120? Ricordiamo che sotto la lettera “F” Stratasys colloca le proprie stampanti FDM ad alte prestazioni della serie F123: macchine non costosissime ma neppure troppo economiche, indirizzate a gruppi di lavoro da 10/20 persone che hanno la necessità di fare una prototipazione efficace ed efficiente facendo leva anche su materiali e funzionalità specifici. “Con la F120 vogliamo offrire” spiega Giuseppe Cilia “una soluzione industrial grade” – e quindi con tutta una serie di garanzie garantite dalla tecnologia FDM e dal software, incluso nel prezzo, GrabCAD Print – “collocata in una fascia di prezzo più accessibile e quindi destinata a quegli interlocutori che, pur intravvedendo i vantaggi del passaggio alla stampa 3D non hanno ancora trovato la forza di buttare il cuore al di là dell’ostacolo”. La F120 è una desktop 3D printer da ben 124 kg (un centinaio di chili in meno delle F123) che, per intenderci, è destinata a gruppi di lavoro da 3/5 persone, è capace di stampare due materiali (ABS-M30 e ASA) a una velocità tripla rispetto al concorrente più vicino (le 123 arrivano a 5X) e che può essere ordinata fin da subito, con consegna a partire da luglio, al costo di 10.999 Euro.

La V650 Flex ha fusti intercambiabili e un volume di 50.8 cm di larghezza, 50.8 cm di profondità e 58,4 cm di altezza.

Dietro la sigla V650 cosa ci può invece essere? “Be’ voi sapete che Stratasys investe circa 90/100 milioni di dollari l’anno in ricerca e sviluppo” racconta Giuseppe Cilia “spaziando in ogni campo e allargando continuamente i propri orizzonti”. La V650 Flex non è altro che l’esordio di Stratasys sulla scena della stereolitografia. Un esordio che, paradossalmente, può però contare su un’esperienza di ben 28 anni, maturata in altrettanti anni di utilizzo della tecnologia SLA da parte di Stratasys Direct Manufacturing e che, in oltre 75.000 ore di utilizzo, ha già portato alla luce oltre 150.000 pezzi. Oltre all’affidabilità, un tale trascorso fa confluire nel pacchetto V650 anche un vastissimo catalogo di resine già verificate negli anni. Grazie al wattaggio importante e a una libertà di configurazione davvero ampia, la V650 si presenta dunque con le carte in regola per introdurre Stratasys nel campo della stereolitografia ma, per saperne di più, dovremo attendere la prossima Additive Manufacturing User Group (AMUG) Conference 2019 di Chicago.

Le prime stampanti 3D ad essere certificate da Pantone saranno la Stratasys J750 e la J735 PolyJet.

Prima di salutarci, Giuseppe Cilia ha infine annunciato che “la Stratasys J750 e la J735 PolyJet saranno validate da Pantone, il che è a dir poco straordinario”. In effetti nessuno lo ha ancora fatto e, soprattutto, permetterà finalmente di uniformare i colori tra le diverse fasi di design, modellazione e produzione sotto le identità cromatiche di Pantone.

Autore Alessandro Polli

Giornalista specializzato nel raccontare ciò che osserva vivendo sulla cresta di quell'onda chiamata progresso tecnologico. Negli anni ottanta ha avuto la fortuna di seguire prima l’avvento e successivamente l’affermarsi dei personal computer, poi, nel decennio successivo, l’esplosione dell'intrattenimento elettronico e, recentemente, di quella rivoluzione chiamata 3d printing. Tre epiche cavalcate tecnologiche che oggi gli permettono di raccontare un futuro sempre più sorprendente.

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