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“Massivit” avvia la transizione dalla stampa 2D alla stampa 3D di grande formato

Visitare Israele, e specialmente l’area di Rehovot dove oggi è basata Stratasys (una volta era Objet, è stato creato) permette di ottenre una migliore comprensione della storia e delle implicazioni delle tecnologie derivanti dalla tecnologia polyjet.

Quella che oggi l’unica tecnologia a getto d’inchiostro in grado di produrre parti multi-materiale, multicolore e multi-densità è stata creata come evoluzione logica della stampa 2D digitale a colori di grande formato. Molte delle persone che oggi guidano Stratasys, compreso l’attuale CEO David Reis, erano tra i fondatori dell’azienda di stampa 2D digitale Scitex, che ancor oggi esiste come HP-Scitex. Hanno usato la stessa tecnologia di stampa basata su una testina piezoelettrica, aggiungendo una nuova dimensione, per andare a fondare Objet.

Alcuni sono rimasti fino alla fusione con Stratasys, altri hanno inventato nuovi modi per stampare in 3D. Uno di questi è Xjet, a getto di nanoparticelle metallich. Un altro è la stampa 3D a deposizione di gel (GDP) di Massivit, che, in un certo senso, chiude un cerchio poiché ancora una volta si concentra sulle stampe di grande formato, proprio come ha fatto Scitex, solo con una dimensione addizionale.

Qualche settimana ho visitato la fabbrica di Massivit a Lod, una piccola città industriale non lontana da Rehovot, proprio quando l’azienda ha venduto la sua prima macchina commerciale e sta impostando una solida rete di vendita internazionale. Ho trovato la fabbrica di Massivit cercando la copia della Strati (l’auto stampata in 3D) parcheggiata davanti.

“I tre fondatori sono Gershon Miller, MosheUzan e Igor Yakubov. Hanno fondato Massivit nel giugno del 2013. Tutti e tre provengono dal settore della stampa 2D di grande formato”, dice Lilach Sapir, vice presidente del marketing di Massivit, che ha accettato di incontrarmi. Anche lei ha un passato in Scitex. “Abbiamo avuto molto supporto da Gershon Miller, che ha fondato Idanit nel 1996 e l’ha venduta a Scitex nel 1998. È uno dei maggiori investitori ed è stato di grande aiuto nella guida tecnica e del business”.

Ora Massivit è quasi pronta per entrare a pieno ritmo nel mercato. Il sito web è stato ridisegnato e aggiornato. La presentazione commerciale finale della Massivit 1800 è prevista al Drupa, una delle più grandi esposizioni mondiali dedicate alla stampa 2D, che si terrà alla Fiera di Dusseldorf il prossimo Maggio.

Quest’anno, per la prima volta, Drupa dedicherà un ampio spazio e molte conferenze alla stampa 3D e a come i grandi provider di servizi di stampa 2D possano implementare e offrire anche tecnologie 3D. Si sussurra che giganti come HP e Ricoh faranno annunci importanti all’ evento ma anche Massivit è posizionata perfettamente per cavalcare questa nuova tendenza nell’adozione della stampa 3D.

Così cosa può fare la Massivit 1800 e come lo fa? Innanzitutto ha un enorme volume di stampa di 1200 x 1500 x 1800 mm. Questo significa che può stampare in 3D un oggetto della dimensione di una persona in una singola stampa. Anche due persone allo stesso tempo, visto che ha due testine di stampa. Può fare questo all’ incredibile velocità di 1000 mm/s. Vederla stampare è impressionante, in pochi minuti la macchina ha aggiunto parecchi centimetri all’oggetto che stava stampando. Sicuramente questo implica che gli strati siano molto spessi, fino a 3 mm. Questo, però, è un problema relativo, poiché gli oggetti sono molto grandi e richiedono anche un processo di finitura. Applicando uno strato di vernice o finiture metalliche, le linee degli strati diventano molto meno visibili.

La ragione per cui stampa così velocemente è che non deve usare il calore per fondere la plastica. Usa un processo freddo in cui deposita un materiale gelatinoso che è immediatamente curato da una fonte UV posizionata proprio sulla testina. L’esperienza di lavorazione UV di un materiale fotopolimerico è in realtà l’unica connessione con la tecnologia polyjet. Il resto è molto simile al movimento di una FDM/FFF molto veloce. “Abbiamo deciso di fare la stessa cosa che avevamo fatto nel mondo della stampa 2D, prendendo un processo esistente e ingrandendolo,” spiega Lilach. “Comunque questo non è un progetto copia e incolla: abbiamo dovuto reinventare la stampa 3D a estrusione

Una di queste “reinvenzioni” è che gli strati vengono curati assieme, il che significa che le molecole diverse sono tenute insieme in modo molto più inestricabile. Questo significa anche che non ci saranno mai buchi tra gli strati e, se un oggetto stampato con Massivit si dovesse rompere (la plastica indurita del primo materiale disponibile è rigida, fragile e non particolarmente elastica), lo farebbe attraverso le linee degli strati.

La più grande implicazione, tuttavia, è che i supporti sono quasi completamente eliminati. Lilach mi ha mostrato parti dove l’intera parte superiore era stata stampata 3D senza alcun supporto. In alcune geometrie particolarmente complesse, I supporti vengono aggiunti ma solo come un doppio strato più spesso, senza andare a toccare il piano di costruzione.

L’attuale resina usata da Massivit (altre sono in sviluppo) non è ideale per prodotti finali ma è perfetta per articoli da esposizione. È un materiale bianco, luminoso, traslucido che può essere usato anche per effetti di luce stampati in 3D.

Ora Massivit sta preparando la fase successiva. L’azienda è pronta per aumentare la produzione. Per farlo si è affidata a Flextronics, la seconda azienda più grande al mondo per i servizi di manifattura di elettronica (dopo Foxconn), per quanto riguarda la produzione di macchine commerciali. Questo è un vantaggio notevole poiché non è così comune che un gigante come Flextronics accetti di lavorare con una startup. “Hanno fatto test esaustivi e molte ricerche prima di accettare di partire con la produzione,” dice Lilach “Hanno aspettative molto alte.”

Il futuro sembra roseo e a questo punto è più una questione di trovare i partner migliori piuttosto che di vendere il maggior numero di macchine possibile. Massivit ha appena firmato un accordo distributivo per il mercato americano con Prisco Digital e sta già parlando con partner potenziali in Europa. I mercati sudamericano e asiatico arriveranno in una seconda fase. Qualunque cosa verrà dopo sarà Massiv(it).

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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