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Rimossa dal Web la pistola stampabile

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Non ci ha messo molto la prima pistola funzionante interamente stampata in 3D ad attirare l’attenzione dello State Department, il Ministero dell’Interno americano. Cody Wilson, il creatore del sito che l’ha pubblicata, Defense Distributed, detiene una regolare licenze per il possesso e la commercializzazione di armi negli USA ma il governo gli ha chiesto comunque di rimuovere il modello 3D perché potrebbe violare le leggi americane sul traffico internazionale di armi (ITAR – International Traffic in Arms Regulation) e nello specifico una serie di regole studiate per impedire che i Paesi in lista nera abbiano accesso a strumenti per la fabbricazione di munizioni.
Liberator, la prima pistola stampata in 3D, era stata resa pubblica circa una settimana fa e da allora il modello virtuale è stato scaricato oltre 100.000 volte. I file, per altro, sono già presenti su tutti i network di condivisione dei film (legittimi o meno) quindi bloccarne la diffusione è di fatto impossibile. A questo punto Wilson potrebbe essere ritenuto responsabile per aver fornito armi a Paesi come Cina, Cuba o Iran e quindi colpevole di traffico e contrabbando d’armi internazionale. Per altro, quella di avere un esposizione globale era proprio la sua intenzione iniziale, visto che il file di istruzioni per stampare la Liberator include anche una versione in cinese.

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