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Sparkmaker, un gioiellino da meno di 300 euro (se è nelle mani giuste)

Dopo aver condotto con successo una campagna su Kickstarter per finanziarne il lancio, raccogliendo ben $500,000, i produttori di Sparkmaker hanno anche puntualmente consegnato tutti i sistemi ordinati. Non contenti, ci hanno contattato per testare la loro stampante e dimostrare che effettivamente è possibile realizzare stampe in resina anche con un sistema da meno di 300 euro. Non è andata proprio così ma l’esperienza è stata soddisfacente. Anche se effettivamente abbiamo potuto stampare subito il nostro primo semplice oggetto con un solo tasto, come promesso dalla campagna di Sparkmaker, è stato piuttosto difficile realizzare oggetti più complessi e la macchina spesso non ha completato la stampa. Quindi Sparkmaker forse non è ancora pronta per proprio tutti, ma nelle mani giuste può davvero dare delle soddisfazioni.

Recension Sparkmaker
La Sparkmaker ha un solo tasto che serve per avviare le stampe e visualizzarne il progresso

Spazio all’esperto

Ne abbiamo quindi parlato con Ronny Raimondi, uno dei più bravi modellatori italiani di oggetti stampabili ad alta risoluzione. Ronny è un modellatore 3D per Argento 3000, società di Vicenza che si dedica alla modellazione e alla stampa 3D soprattutto per il segmento del gioiello. In passato lui è spesso stato il nostro riferimento per la modellazione 3D in quanto pubblica spesso sulle sue pagine Facebook immagni di oggetti che spingono davvero al massimo la risoluzione di stampanti 3D di ogni fascia di prezzo. Nell sue mani la Sparkmaker è stata in grado di rendere esattamente quello che promette: stampe 3D in resina, con buona affidabilità e semplicità di utilizzo a un costo davvero irrisorio per questo tipo di tecnologia.

“Ho iniziato con le stampanti 3d e relativi software circa 11 anni fa,” racconta Ronny. “Per esigenze lavorative prima facevo tutto a mano ma oggi mi occupo di progettazione e service di stampa 3D a livello professionale presso la mia società Argento 3000 srl. Usiamo principalmente sistemi CNC insieme a stampoanti 3D con tecnologie FFF – preferibilmente cartesiane – così come stereolitografiche DLP, LCD ed SLA. Per modellare usiamo soprattutto Rhinoceros 3D e i suoi relativi plugin ma anche 3Design e Zbrush.”

Recensione Sparkmaker
Il momento dell’estrazione del pezzo stampato.

La Sparkmaker è una stampante stereolitografica LCD che può essere acquistata oggi anche a meno di $300 attraverso OGadget, una società di eComerce che si occupa di portare sul mercato gadget innovativi. Promette una risoluzione di 0.1 mm, paragonabile ai sistemi DLP, e ha un’area di costruzione di 98 x 55 x 125 mm. Permette di stampare anche senza essere collegata a Internet o a un computer mediante SD card e – soprattutto – non richiede alcun assemblaggio e solo un minimo livello di settaggio e bilanciamento. “Sinceramente mi aspettavo poco, racconta Ronny, “ma devo dire che dopo averla provata e prestato qualche attenzione devo dire che può effettivamente dare delle soddisfazioni.”

Recensione Sparkmaker, pregi e difetti

Partendo dal presupposto che si tratta davvero di un sistema ultra-accessibile in termini di costi, alcuni difetti sono da mettere in conto. “Prima di tutto l’asse Z è sicuramente da migliorare,” continua Ronny. “Inoltre ho trovato un po’ fastidioso che manchi un tasto per lo spegnimento. Anche il tank è sicuramente da migliorare. Al momento ci sono troppe viti da svitare per rimuoverlo ogni volta che si vuole svuotare o per cambiare il materiale. Infine il fatto che il trasferimento dei dati può al momento avvenire solo tramite SD card andrebbe migliorato aggiungendo una conessione diretta al computer.”

Recensione Sparkmaker
Uno dei gioielli stampanti da Ronny con la Sparkmaker.

 

Eppure questa micro-stampante che pesa solo 3 Kg ha anche dei pregi, legati non solo al prezzo basso. Uno dei punti di forza promossi dai produttori è che basta semplicemente scaricare un file 3D sulla SD card, inserirla nella macchina e premere un singolo pulsante (l’unico presente sulla stampante) per avviare il processo di stampa. “La Sparkmaker è facile da usare – conferma Ronny – e soprattutto è davvero piccola e compatta dunque molto facile da spostare e portare in giro,” spiega Ronny. “Inoltre per il costo che ha non è affatto male in termini di affidabilità e meccanica; la qualità della stampa è più che soddisfacente. Ho apprezzato il fatto – conclude – che sia piuttosto silenziosa.”

Per gestire e caricare i modelli 3D, si utilizza il software Spark Studio V2.1 (scaricabile da qui). Si tratta di un software molto basilare (con alcuni problemi di traduzione dal cinese nella versione per Mac) che però si dimostra anche piuttosto efficente. “Si tratta di un clone del software utilizzato per i sistemi Photon – spiega Ronny – però, o forse anche per questo, non è male ed è molto facile ed intuitivo da usare.”

Alla prova delle miniature

I modelli solitamente prodotti da Ronny includono sia gioielli sia statuine e busti in miniatura. In questo caso, oltre al gioiello nell’immagine più in alto, Ronny si è dilettato con un Benchy di dimensioni microscopiche e poi l’ha messa alla prova anche con un dettagliato mini jet militare. In questo modo è stato possibile mettere alla prova la Sparkmaker per quello che una stampante a resina deve essere in grado di offrire, cioè alta risoluzione e oggetti di piccole dimensioni. Per realizzarli ha utilizzato resine generiche di varie marche, dimostrando che la Sparkmaker può anche essere considerata un sistema aperto.

“Nel complesso direi che ha superato le prove. Non bisogna aspettarsi troppo ma può comunque dare qualche bella soddisfazione se si cerca una stampante sotto i 300 euro a resina. Di certo anche questo sistema può raggiungere qualità superficiali e spessori a cui una stampante a estrusione di filamento non sarà mai in grado di arrivare.”

Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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