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Questo robot stampato in 3D salta come Chobin

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Le tecnologie di stampa 3D hanno avuto l’effetto nel protossido d’azoto sulla corsa verso la personalizzazione e lo sviluppo di robot,  consentendo ai gruppi di ricerca universitari, e anche ad aziende commerciali, in tutto il mondo di prototipare e sviluppare, rapidamente e  relativamente a basso costo, nuovi modelli in continuazione.robot

Con l’evoluzione delle tecnologie e dei materiali a disposizione, anche i robot stessi evolvono e un robottino all’apparenza molto semplice, creato dai ricercatori di Harvard tecnici, potrebbe essere una chiara rappresentazione di questa tendenza

Il progetto del robot morbido, intitolato “A 3D-printed, functionally graded soft robot powered by combustion” è stato pubblicato sul AAAS Science Journal e Nanowerk, uno dei migliori siti web scientifico al mondo lo ha descritto dettagliatamente.gradient materials

Il corpo del robot realizzato dall’Harvard Microrobtics Lab passa gradualmente da più morbido a più rigido, riducendo lo stress che si crea nel punto in cui i componenti elettronici più rigidi si uniscono al corpo, aumentando la resistenza del robot agli stress. Il modello monolitico del corpo è stato creato attraverso un processo di stampa continua, utilizzando vari materiali che gli consentono di essere al tempo stesso più resistente e robusto.

Sebbene non lo dicano chiaramente, sembra logico supporre che, quando si fa riferimento alla disponibilità di materiali per il multi-densità e multi-materiale per la stampa 3D, il team di Harvard abbia utilizzato una tecnologia a getto di resina, come il polyjet di Stratasys o l’MJM di 3D Systems. Anche se questi non sono generalmente considerate macchine a basso costo (né materiali a basso costo), di certo sono in grado di ridurre notevolmente i tempi di produzione e costi quando si tratta di sviluppare robot unici.

3d printed soft

“Per ragioni pratiche, i nostri robot morbide hanno diversi componenti rigidi – ha spiegato il Professor Robert J. Wood,  autore senior dello studio – per esempio le batterie e i sistemi di controllo elettronici. Questo robot è una dimostrazione di un metodo per integrare i componenti rigidi con il corpo del robot morbido attraverso un gradiente di proprietà dei materiali, eliminando una transizione troppo drastica da rigido a morbido che spesso può causare rotture.

In questo caso il robot è alimentato a combustione e il design è basato su un progetto precedente del co-autore dello studio e chimico George Whitesides. Si tratta di un semplice “stantuffo” morbido, con tre gambe pneumatiche e un modulo interno rigida. Potrà volerci ancora molto tempo ma se è vero che la creatività umana cerca di replicare la natura, allora i robot morbidi sono l’unico modo per imitare animali ed essere umani: difficile immaginare che possano essere realizzati senza l’uso di stampanti 3D (o magari addirittura biostampanti).

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