Ownphone, il primo telefono "braille" stampato in 3D

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La società britannica  OwnFone ha lanciato una serie di telefoni cellulari personalizzabili per soddisfare anche le esigenze specifiche di persone con disabilità visive. Prodotti tramite l’uso della stampa 3D, rappresentano l’evoluzione del primo progetto di OwnPhone, che risale al 2012. L’azienda col passare del tempo hai poi sviluppato una gamma di telefoni rivolta a qualsiasi fascia d’età – dalla fascia tenera a quella senior – e mirata a una precisa occorrenza quotidiana, come quella dell’ambito lavorativo. Infine ha deciso di utilizzare la stampa 3D per personalizzare il suo telefono in modo “fisico” aggiungendo i testi in braille.

ownfone-has-launched-braille-phone-that-made-using-3d-printingIl telefono Ownfone presenta caratteristiche alquanto sorprendenti, a partire dal suo peso, solo 40 gr., e dalle sue dimensioni riconducibili a quelle di una carta di credito. Già pronto all’uso – basta solo estrarlo dalla confezione – è di una praticità unica: per effettuare una chiamata basta solo premere il tasto riportante il nome o il codice braille della persona desiderata. Una ricarica della batteria dura fino a 3 giorni, mentre in modalità standby il dispositivo ha un’autonomia addirittura di un anno.

Le opzioni di personalizzazione consentono di inserire foto o immagini al posto del nome della persona d’interesse, una formula rivolta soprattutto alle persone anziane. Si possono inserire fino a 12 nomi o 4 foto sulla propria tastiera o touchpad, e da 2 a 4 espressioni in braille per quanto riguarda la versione per non vedenti. Ciò permette all’utente di programmare il proprio apparecchio in base alle proprie preferenze o necessità, e in particolar modo di strutturare il reticolo dei nomi facendo riferimento alla famiglia, alle amicizie e perché no, ai numeri di emergenza, come il 999 per il Regno Unito, e il 118 per l’Italia (scelta che potrebbe essere adottata in vista di una realizzazione destinata a un bambino o a una persona anziana).

Braille-PhoneIl prezzo varia dalle 40 alle 70 sterline, e in particolar modo i modelli riservati ai non vedenti vanno dalle 60 alle 68 sterline. Non dispone di un display integrato ma, grazie al design compatto, è abbastanza robusto da sopravvivere a urti e graffi; inoltre l’aspetto estetico lo rende alquanto giocoso nonché appariscente, con diverse trame e colorazioni tra cui scegliere. Senza contare che è stampato in 3D come un unico pezzo. Sembra tutto troppo semplice? Il video in fondo all’articolo vi mostra come viene prodotto e bisogna ammettere che è impressionante!

Rimane da vedere se il telefono braille troverà una sua effettiva collocazione sul mercato. Come accennato sopra, altre aziende si sono cimentate in questa partizione delicata della telefonia mobile. Per esempio Kriyate, start-up con sede in India, capace di costruire e presentare un prototipo di smartphone abilitato al codice Braille, che dispone anche di un display Braille reprimibile e controlli feedback attivabili al tatto. Il sistema è anche in grado di produrre segnali acustici e vibrazioni a seconda dell’azione che si svolge o compie (proprio per agevole la memorizzazione e il riconoscimento delle funzioni da parte dell’utente non vedente).

Oltre a ciò, anche se non direttamente collegabile alla “questione braille”, esistono applicazioni mobili il cui compito è quello di facilitare le operazioni sul proprio telefono cellulare, come ad esempio Voice Over, un’applicazione che funge da lettore di schermo e permette agli utenti di controllare o gestire il proprio dispositivo usando i comandi gesture based (e quindi basata sui comandi a riconoscimento gestuale).

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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