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MAMBO la prima barca al mondo stampata in 3d in vetroresina da Moi Composites

L'imbarcazione verrà presentata al 60° salone nautico di Genova

Presto verrà presentata MAMBO (Motor Additive Manufacturing BOat), la prima barca al mondo stampata in 3D in vetroresina, un’idea di Moi Composites, tech startup spin-off del Politecnico di Milano, che stampa in 3D oggetti resistenti e personalizzati utilizzando robot e materiali compositi avanzati. MAMBO sarà ufficialmente esposta e varata al Salone Nautico di Genova 2020 dall’1 al 6 ottobre per dimostrare le nuove possibilità di intendere la progettazione e la produzione di imbarcazioni fino ad oggi impossibili da realizzare.

MAMBO è stata realizzata con una tecnologia di stampa 3D brevettata chiamata Continuous Fiber Manufacturing (CFM), un sistema realmente innovativo che, grazie all’utilizzo di robot sapientemente guidati da algoritmi generativi, consente di stampare in 3D materiali compositi unidirezionali con prestazioni meccaniche e libertà formali fino ad oggi impensabili.


La tecnologia prevede l’utilizzo di macchine robotiche, in grado di depositare delle fibre continue impregnate di resina reticolabile per creare manufatti dalle prestazioni incredibili, posizionando le fibre in maniera ottimizzata partendo solamente da un modello digitale. Ciò permette di creare prodotti fibro-rinforzati, con caratteristiche meccaniche pari alla vetroresina unidirezionale, senza l’ausilio di modelli, stampi o altre attrezzature. In questo modo è possibile ottenere non solo prototipi, ma veri prodotti in serie limitate o pezzi unici.

La creatività di molti progettisti viene oggi soppressa a causa di diversi fattori: limiti di natura tecnologica, geometrica o costi di produzione, innumerevoli sono i progetti degni di nota, destinati a restare per sempre dei magnifici render. “Abbiamo partecipato al salone nautico di Genova nel 2017, e proprio durante questo evento ci è venuta l’idea di realizzare MAMBO. Così, strato dopo strato, abbiamo visto il progetto prendere vita, per arrivare oggi, finalmente, al mare. Abbiamo stampato in 3D una barca esaltando il concetto di personalizzazione, con un esemplare unico ideato dal pensiero e su misura dell’armatore, per dare ad ognuno la possibilità di concepire e vivere il mare secondo la propria maniera. Tutto questo non sarebbe accaduto senza il supporto dei nostri partner, i quali hanno creduto insieme a noi in questo ambizioso progetto”. Afferma Gabriele Natale, CEO e co-fondatore di Moi Composites.

I partner di Moi che hanno contribuito alla realizzazione del progetto MAMBO includono un gruppo di esperti internazionali nel campo software, automazione, materiali compositi e industria nautica: Autodesk, Catmarine, Confindustria Nautica, Mercury Marine, MICAD, Osculati e Owens Corning.

MAMBO ha una lunghezza di 6,5 metri, baglio massimo di 2.5 metri, pesa 800 kg ed è equipaggiata con uno scattante fuoribordo da 115 cv, un sistema di navigazione, deck in sughero e divanetti in pelle bianca. Lo scafo è un triciclo rovescio ispirato al famosissimo Arcidiavolo di Sonny Levi, sul quale le forme organiche si rincorrono e si trasformano in elementi strutturali e funzionali.

Una volta ideato il concept e realizzato il progetto esecutivo, sono state stampate le varie sezioni utilizzando due robot KUKA Quantec High Accuracy. Situati a Milano, nella sede di Moi Composites e a Birmingham, nell’AMF (Advanced Manufacturing Facility) di Autodesk, essi hanno consentito di utilizzare al meglio la manifattura diffusa, considerata tra i punti di forza più rilevanti della stampa 3D. Conclusa la stampa, i pezzi sono stati uniti e laminati in cantiere, creando una struttura monoblocco in sandwich, senza divisione scafo-coperta. L’instancabile e impassibile lavoro dei robot unito alla sapiente e appassionata abilità degli artigiani del cantiere hanno dato vita ad un nuovo sistema industriale ibrido, tanto tecnologico e digitale quanto analogico e sartoriale, che vede oggi l’impossibile farsi possibile.

Ad oggi MAMBO rappresenta non solo il primo scafo realizzato con tecniche di produzione tridimensionale innovative ad essere realmente utilizzato in navigazione, ma anche una finestra su un nuovo mare di possibilità e l’invito ad una riflessione sul modo in cui giudichiamo impossibile la realizzazione di un’idea.

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Research 2020
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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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