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Arte stampata in 3D, MakersForArt Ricrea in 3D la ‘Flagellazione di Cristo’ del Caravaggio

Da quando i nostri antenati nel Paleolitico rappresentavano scene di caccia con i primi dipinti rupestri, l’arte ha iniziato a prendere forma. E con essa la creatività dell’artista, capace di convogliare le proprie emozioni, le proprie sensazioni e le proprie credenze in una pittura, un manufatto, una scultura. Ora siamo entrati nell’era dell’arte stampata in 3D.

Una forma di espressione tanto nobile non può e non deve essere prodotto per pochi.
Deve includere, non escludere.
E se con il passare dei secoli l’arte si è affinata e musei, mostre e gallerie si sono (fortunatamente) moltiplicati, spesso diamo per scontato che tutti possano accedervi e godersi i dettagli, le sfumature, il significato di ciò che è nato dalla mano dell’artista.

Eppure, limitatamente alla pittura e al disegno, a una categoria di persone viene costantemente negato l’accesso all’arte: le persone non vedenti.

Alla sfortuna di soffrire di un deficit fisico non può pertanto essere sommata un’emarginazione artificiale. Per questo abbiamo colto l’immensa opportunità tutta monzese di mirare e rimirare un capolavoro del Caravaggio per mettere a punto il nostro prodotto: un quadro in 3D.

caravaggio3D-1Abbiamo analizzato la Flagellazione di Cristo, l’abbiamo studiata minuziosamente, l’abbiamo modellata ‘a mano’, ricorrendo alle migliori tecnologie digitali, e abbiamo quindi cercato di rendere al meglio le profondità dell’opera per far sì che il non vedente, con il solo senso del tatto, possa percepirne ogni dettaglio, compreso il gioco di ombre che ha reso celebre il Caravaggio.

Per quanto riguarda i particolari in ombra, questi sono volutamente meno marcati per trasmettere al non vedente le medesime sensazioni provate da un normovedente, che in assenza di luminosità carpisce con lo sguardo forme meno definite. Allo stesso modo le superfici delle parti che nel quadro sono ‘investi- te’ dalla luce risultano chiare e distinte al contatto.

Per creare questo prodotto che permette al non vedente di toccare con mano un’opera d’arte, abbiamo utilizzato la tecnologia CJP (ColorJet Printing), grazie alla quale è possibile plasmare oggetti in polvere di gesso colorati con l’intera scala cromatica.

L’esposizione della Flagellazione di Cristo alla Reggia di Monza, ne siamo certi, rappresenterà un passaggio storico nella diffusione dell’arte e specialmente della pittura. Il tutto grazie alla stampa 3D e alle tecnologie di avanguardia, capaci di slegare secoli di creatività dai limiti umani.
È lo scoperchiamento del vaso di Pandora, ma ciò che ne scaturisce non sono spiriti maligni, bensì le virtù della cultura e della conoscenza, da oggi davvero accessibili a tutti.

L’OPERA IN 3D

È eccezionale come le opere del Caravaggio si prestino a essere realizzate in 3D. Sembra quasi che Michelangelo Merisi, nel pieno della sua attività artistica, abbia intuito che 400 anni più tardi i suoi quadri sarebbe- ro stati perfetti per abbandonare le due dimensioni e poter essere toccati con mano anche dalle persone non vedenti.

Il suo stile, infatti, corre in aiuto di questo ambizioso progetto. O meglio, lo fanno le due caratteristiche principali che hanno reso inconfondibile il suo stile: il realismo e l’effetto-notte.

Partiamo proprio dal gioco di luci e ombre. Il Caravaggio era solito posizionare una lanterna nelle vicinanze del modello da riprodurre, immerso nel buio (la creazione appunto della ‘luce radente’): in questo modo sarebbe risultato più facile rappresentare sulla tela l’effetto sperato. Ovvero quello di dare una sorta di tridimensionalità ai soggetti rappresentati, accentuata dall’inconfondibile illuminazione che conferisce volume ai corpi, che paiono ‘uscire’ dalla scena.

caravaggio3D-3

Grazie alla stampa 3D non ‘paiono’, escono davvero. E se già, come detto, la seconda caratteristica principale delle opere caravaggesche è il realismo, come potrebbe essere ‘più reale’ la Flagellazione di Cristo se non trasformata in un quadro 3D?!
Anche la scelta del Merisi di non riempire di particolari le zone d’om- bra e anzi di lasciarle vuote se non in rari casi della sua produzione, trasposta in 3D offre ai non vedenti non solo l’opportunità di cono- scere un dipinto superando il ‘limite’ della vista, ma anche di porsi su un piano paritetico con il normovedente, che nell’oscurità percepisce meno dettagli piuttosto che se questi fossero colpiti da una fonte di illuminazione.

E così, sotto questo aspetto, anche la Flagellazione di Cristo in 3D è estremamente coerente. La colonna alla quale è legato il Cristo si ‘intravede’ appena nell’opera pittorica e per questo motivo sarà solo minimamente percepibile al tatto nella sua versione in 3D.

Allo stesso modo la gamba destra del Cristo, che sulla tela appare in penombra e in secondo piano con il solo collo del piede illuminato, apparirà tale anche al tatto: chi la tocca capisce che si trova dietro alla gamba sinistra e il collo del piede destro sarà più sporgente rispetto alle altri parti dello stesso piede che invece sono nascoste dall’ombra.

Occorre invece soffermarsi sulla figura chinata davanti al Cristo, che sulla tela è quasi interamente immersa nel buio, pur essendo in primo piano: anche nella versione 3D dell’opera del Caravaggio, toccandola si intuisce che si trovi ‘più in rilievo’ rispetto al Cristo, ma se ne riconoscerà solamente la forma, il contorno, il volume, senza che al tatto si sentano i dettagli (esclusi quelli nell’angolo in basso a sinistra, che infatti sono illuminati).

COME È STATO REALIZZATO

Non è nostra intenzione paragonarci al Caravaggio. Sarebbe quantomeno presuntuoso.
Vorremmo tuttavia spiegare l’immenso e faticoso lavoro di modellazione (e non solo!) che è stato compiu- to per riprodurre la Flagellazione di Cristo in 3D.

L’opera è stata realizzata a partire da un’immagine del quadro ad altissima risoluzione a cui è seguito un lavoro di studio – pratico e teorico – per renderlo tridimensionale e soprattutto per non stravolgerlo, sia dal punto di vista visuale che dal punto di vista concettuale.

L’immagine in 2D è stata quindi utilizzata come punto di riferimento per definire nel minimo dettaglio le profondità create in un secondo momento sulla Flagellazione in 3D. Per riuscirci e creare le giuste parti con il giusto rilievo, siamo partiti dal principio, ovvero dalle differenze di luminosità dell’opera caravaggesca: sono le luci e le ombre che definiscono le profondità, oltre all’elaborazione certosina del modellatore, chiaramente, che ha dato origine ai volumi a mano utilizzando una sorta di pennello virtuale su una tavoletta grafica.

Una volta ottenuto il file 3D perfettamente fedele alla Flagellazione di Cristo, a esso è stata applicata la scansione del quadro. Pensate a un bassorilievo scolpito su un muro e un proiettore che riproduce sulla parete l’immagine che si adatti alle sporgenze. Il meccanismo è il medesimo: l’immagine del quadro ad alta risoluzione è stata applicata al modello 3D.

Questo passaggio ci è servito per poter stampare in 3D la Flagellazione di Cristo del Caravaggio con la tecnologia CJP (ColorJet Printing). La prototipazione rapida avviene cioè per mezzo della deposizione strato per strato (o meglio layer per layer) di polvere di gesso colorabile con tutte le tonalità della scala cromatica. Si tratta esclusivamente di un vezzo volto semplicemente a rendere più gradevole l’opera in 3D anche per i normovedenti che abbiano l’occasione di osservarla e di toccarla con mano.

Infine l’ultimissima procedura prima di ricavare il pezzo finito: la post-produzione.Tolto dalla macchina il quadro in 3D è stato sottoposto a pulitura, un passaggio molto delicato e senza possibilità di errore. Il tocco è fondamentale, perché il rischio di compromettere il prodotto è reale.

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Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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