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Lithoz consegna CeraFab S65 a WZR per la produzione di idrogeno verde

Il progetto Redox3D utilizzerà l'ossido di cerio per stampare parti in ceramica in 3D in collaborazione con DLR

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Lithoz GmbH, leader nella stampa 3D in ceramica, ha consegnato una stampante 3D CeraFab S65 System a WZR ceramic solutions GmbH, un fornitore leader di servizi di sviluppo di materiali attivo nella stampa 3D in ceramica su più tecnologie. Nell’ambito del visionario progetto Redox3D per produrre idrogeno verde nelle centrali elettriche delle torri solari attraverso processi termochimici, l’azienda con sede a Rheinbach utilizzerà la tecnologia LCM (Lithography-based Ceramic Manufacturing) ad alta precisione per la costruzione di componenti di ossido di cerio con strutture reticolari altamente complesse.

Il Dr. Johannes Homa, CEO di Lithoz, ha condiviso il suo entusiasmo per aver preso parte a “una ricerca così importante, soprattutto perché consideriamo l’idrogeno generato con energia rinnovabile la soluzione numero uno per salvare il nostro pianeta da ulteriori cambiamenti climatici. Lithoz si impegna a supportare tali progetti utilizzando lo standard industriale della tecnologia LCM per rendere le società a emissioni zero una realtà”.

Lithoz consegna CeraFab S65 a WZR per la produzione di idrogeno verde nel progetto Redox3D utilizzando la partnership di ossido di cerio con DLR

Il progetto Redox3D mira a raggiungere la svolta nella generazione di idrogeno in modo completamente indipendente dalle fonti energetiche fossili. Questo processo solare-termochimico, che utilizza un materiale ceramico stampato in 3D come abilitatore chiave e la luce solare come fonte di energia primaria, è considerato una delle soluzioni chiave per rendere realtà le società a emissioni zero.

WZR lavora con la stampa 3D in ceramica dal 2004 ed è entrata a far parte del progetto Redox3D, dove collaborerà con il DLR (Centro aerospaziale tedesco) per determinare la struttura reticolare ideale per la penetrazione ottimale del calore solare nei componenti di ossido di cerio. Per questa importante missione, che ha ricevuto finanziamenti pubblici dal Ministero federale tedesco per l’economia e l’azione per il clima (03EE5124A), WZR ha identificato il sistema di stampa 3D in ceramica leader del settore di Lithoz come una potenziale tecnologia chiave per sviluppare la soluzione, con CeraFab S65 come loro prima stampante propria che utilizza la tecnologia DLP.

Le sfide di questo progetto, che inizierà in due fasi per un arco totale di 3 anni, si adattano perfettamente alle capacità innovative della tecnologia Lithoz LCM. La prima fase testerà e ottimizzerà diverse tecniche di stampa 3D per controllare ed elaborare con precisione il materiale ceramico di ossido di cerio, con la selezione della tecnologia chiave. Nella seconda fase, verranno progettate le strutture ottimali, supportate dai calcoli del partner di progetto DLR, e quindi applicate per completare il progetto. La struttura in filigrana prodotta deve essere estremamente complessa per consentire la penetrazione più profonda possibile dell’energia solare nella componente di ossido di cerio, che è fondamentale per ottenere la massima efficienza nel processo di generazione dell’energia.

“Utilizzando la potente tecnologia di stampa 3D di Lithoz e il loro approccio di partnership proattivo, siamo fiduciosi che raggiungeremo i livelli di complessità e complessità nelle strutture in filigrana necessarie per raggiungere i nostri obiettivi in ​​questo progetto”, ha spiegato il Dr. Dieter Nikolay, Managing Partner WZR. “Grazie alla velocità e alla finitura superficiale di alta qualità di questa tecnica, saremo ancora una volta in grado di portare avanti l’innovazione, questa volta con la produzione di idrogeno verde”.

Grazie al livello di complessità e precisione ottenibile tramite LCM, è possibile produrre l’elevato livello di complessità richiesto nelle strutture, consentendo all’energia solare di penetrare più in profondità nelle parti e consentendo così un processo di estrazione energetica più efficiente. Anche l’esatta riproducibilità di queste parti è cruciale per il successo del progetto ed è resa possibile con la tecnica LCM.

 

 

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Andrea Gambini

Mi piace leggere e scrivere da sempre. Ho iniziato a lavorare in redazione come giornalista sportivo nel 2008, poi la passione per il giornalismo e per il mondo della comunicazione in generale, mi ha permesso di ampliare notevolmente i miei interessi, arrivando negli anni a collaborare con le più svariate testate giornalistiche online. Mi sono poi avvicinato alla stampa 3D, colpito dalle grandissime potenzialità di questa nuova tecnologia, che giorno dopo giorno mi hanno spinto a informarmi sempre più su quella che considero una vera rivoluzione che si farà presto sentire in tantissimi campi della nostra vita quotidiana.

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