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A2v2, ecco come 3ntr cambia il prezzo e il volto della stampa 3D industriale

Da un po’ di tempo stavo parlando con Davide Ardizzoia, fondatore del produttore di stampanti 3D 3ntr, riguardo alla possibilità di provare e recensire la loro enorme stampante 3D A2v2. Mauro Maffini, titolare del negozio Solid3DPrinting vicino a casa mia, ha accettato di ospitare e mettere al lavoro la gigantesca macchina di 3ntr per due settimane.

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Mauro Maffini, titolare di Solid3Dprinitng, inizia a mettere l’A2v2 al lavoro

Quello che segue è il racconto della nostra esperienza con una stampante 3D accessibile economicamente ma di livello industriale: il prezzo, unito alla performance dei componenti stampati per l’utilizzo finale, rendono davvero possibile la transizione da stampa 3D una vera e propria manifattura additiva.

A2v2, produzione industriale a costi accessibili

L’A2v2 è una macchina che costa solo una frazione delle Fortus di Stratasys, che sono i leader nel segmento FDM. Eppure offre una camera riscaldata chiusa, diversi termopolimeri avanzati di alto livello con cui lavorare, estrema precisione e anche la tripla estrusione. Tutto questo con un volume di stampa di 620 x 350 x 490 mm. Che è molto grande, soprattutto quando si la macchina si trova in un piccolo negozio metropolitano come Solid3Dprinting.

Mauro non ha perso tempo e si è messo subito al lavoro. La macchina ci è stata consegnata da Davide stesso. Ci sono volute quattro persone per scaricarla dal camioncino. L’abbiamo poi appoggiata sulla sua base metallica, che la mantiene comodamente all’altezza della vita e permette di spostarla con il minimo sforzo.

Come sempre iniziamo a raccontare la nostra esperienza partendo dalle debolezze. I produttori spesso si aspettano che le recensioni dipingano un’immagine perfetta in quanto raramente vedono le imperfezioni nelle loro creazioni. L’A2v2 offre molto probabilmente il miglior rapporto qualità prezzo, ma non è giocattolo. Di sicuro non è fatta per essere intuitiva e immediata da usare.

Curva d’apprendimento proporzionale alla qualità

Infatti, il miglior software di slicing da utilizzare per sfruttare appieno le sue capacità di tripla estrusione è KISSlicer, che è noto per essere uno strumento “non-user-friendly”. Ciò detto è altresì vero che KISSlicer permette di assicurare la massima qualità delle stampate nei processi a filamento. Ciò significa che la curva di apprendimento è più elevata che per altre macchine, anche se va detto che le macchine di 3ntr possono anche essere utilizzate con Simplify o Cura. Tuttavia questa macchina non è concepita per essere facile da usare, è fatta per stampare perfettamente e in modo affidabile. Una volta che le opzioni sono state calibrate a dovere, la complessità si trasforma in qualità e ripetibilità.

Questo non è un problema se il suo utilizzo è di realizzare prototipi di fascia alta, né se viene usata per la produzione di pezzi finali complessi. Anche se dovesse essere utilizzata per la produzione di serie brevi, vale la pena dedicare qualche minuto o ora in più per imparare a usare la macchina e ottenere la massima qualità finale dei prodotti.

Prendiamo ad esempio una Zortrax M200 come standard in termini di facilità d’uso. La risposta di Davide Ardizzoia è stata di prendere la M200 nel negozio di Mauro e infilarla interamente dentro l’A2v2. Il punto è chiaro: questa è una stampante 3D di un altro genere. Stampare oggetti con materiali tecnici è commplesso e più grandi sono le dimensioni, più diventa complesso mantenere la stabilità dimensionale.

Una vasta gamma di materiali e optional

Insieme con il suo enorme volume di costruzione chiuso, l’A2v2 può stampare con una risoluzione massima dei layer pari a 50 micron, usando filamento da 2,85 mm. La politica di 3ntr è di comunicare la velocità di deposizione, pari a 6 millimetri cubi al secondo, con un ugello standard di 0,4 millimetri. La macchina è costruita usando componenti di livello industriale e trasmette una sensazione di solidità e precisione. La sua caratteristica migliore, però, è la temperatura a cui può operare, che può raggiungere i 410° C per l’estrusione e i 135° C per il piatto. Ciò significa che può stampare una vasta gamma di materiali.

Una delle caratteristiche più interessanti delle stampanti 3D di 3ntr è il piatto ad aggancio magnetico, in fibra di carbonio. Ricoperto di PEI (politerimide), non solo è bello da vedere ma permette anche ai polimeri di restare attaccati senza l’uso di lacche, colle o scotch. La stampante offre inoltre diversi altri optional che non abbiamo avuto l’occasione di testare, come il filtro particolato, il triplo estrusore e il sistema per la gestione dei filamenti a base di elastomeri.

L’A2v2 è perfetta per stampare in ABS, però 3ntr offre anche molti altri materiali compatibili. Per esempio l’IGLIDUR (il filamento tribologico – cioè autolubrificante – di Igus), così come compositi quali il NylonCarbon o il PA66 + fibra di vetro, il policarbonato (PC), il PC-ABS, il PETG, il TPU (flessibile) e l’SSU01 (l’attuale materiale di supporto di 3ntr). La società sta lavorando anche su nuovi materiali di supporto solubili in acqua. Un elemento che Ardizzoia reputa di fondamentale importanza per sfruttare a pieno le capacità di tripla estrusione della macchine per oggetti di grandi dimensioni.

Ideale per progetti ambiziosi

Io e Mauro ci abbiamo messo un po’ a farla partire. Tutto quello che serviva a me era un pezzo del braccio robotico della Zortrax che avevo rotto. Anche se ci è voluto un po’ di tempo per la stampa, è uscito straordinariamente bene. Con l’impostazione di infill al 90% sembrava uscito da uno stampo a iniezione. Quando Mauro ha cominciato a macinare pezzi non si è più fermato. Ha davvero messo alla prova l’affidabilità e e le capacità dimensionali della macchina riempiendo il piatto per quanto possibile con molteplici componenti per due modelli 3D complessi.

Il primo era la vettura di Formula 1 di Open R/C, la seconda è la Ducati 1199 Panigale di Maverick 33. Entrambi sono due tra i più interessanti progetti di grandi dimensioni disponibili su Thingiverse ed entrambi sono venuti fuori senza un solo errore in tutto la processo di stampa. L’A2v2 si prende il suo tempo, ma questo si traduce in pareti perfettamente lisce e dettagli precisissimi. Quando la si utilizza per parti industriali extra-large e prototipi i risultati possono essere ancora meglio. Stratasys ha ancora molti numeri dalla sua, ma produttori come 3ntr e la sua A2v2 stanno iniziando ad offrire alternative davvero interessanti.

Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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