La tecnologia RMT per la produzione rapida di Aurora Labs setta nuovi standard per la scalabilità

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Poco dopo aver chiuso un nuovo ciclo di investimenti, il produttore australiano di hardware per la stampa 3D in metallo Aurora Labs riferisce di aver completato l’attuale fase di test per la sua innovativa tecnologia RMT (pensata per la produzione rapida tramite la stampa 3D) e del processo MCP (stampa simultanea a multilivello) su cui si basa. I test hanno dimostrato la natura scalabile della tecnologia e hanno raggiunto una notevole velocità di stampa di 113 kg al giorno: in pratica, circa 55 volte più veloce rispetto agli standard di mercato attuali, aspetto che dimostra il potenziale della tecnologia in ambito industriale.

Aurora Labs definisce la “Velocità di Mercato” come la velocità con cui una macchina paragonabile può stampare il titanio (CP-Ti). Le recenti ricerche di mercato hanno evidenziato che questa velocità è di 81,7 g all’ora o 1,96 kg al giorno.

In cosa differisce MCP dal PBF tradizionale?

Nella stampa tradizionale del metallo PBF, una modello digitale viene riprodotto attraverso un software che divide il modello stesso in una serie di strati molto sottili. La stampante appoggia uno strato di polvere sul piano di stampa, quindi il primo “strato” del pezzo viene trasmesso digitalmente alla stampante e un raggio laser (o un raggio elettronico) scansiona la superficie del letto di polvere, fondendo la polvere nella forma e nelle dimensioni esatte della sezione indicata. Questo processo viene ripetuto per ogni sezione del modello e lo strato successivo si fonde con quello precedente, formando una parte omogenea. Una volta completato il processo di stampa ciò che rimane è una replica completa in metallo della parte digitale.

Di contro, con il processo MCP di Aurora vengono deposti più strati di polvere contemporaneamente. Durante il processo di deposizione delle polveri vi è un’area dietro ogni singolo sportello della polvere in cui può avvenire la stampa (superficie operativa), il che permette di sfruttare simultaneamente molteplici superfici operative – da qui stampa simultanea a multilivello. Tutto questo permette alla stampa MCP di essere notevolmente più veloce rispetto ai tradizionali processi di stampa 3D.

La scalabilità è la chiave per la velocità

Aurora ha progettato la sua tecnologia MCP fin dall’inizio per essere scalabile. La macchina “Alpha” della compagnia, che ha effettuato la maggior parte dei test fino ad oggi, ha una singola sottounità. La stampante è stata modificata per includere la connessione di due sottounità che lavorano insieme, il che ha l’effetto di raddoppiare la capacità di velocità della configurazione della singola unità. Si prevede che questo processo di ridimensionamento consenta ad Aurora di adattarsi a qualsiasi dimensione e capacità, con un formato che dovrebbe stampare fino a 1000 kg al giorno grazie a più sottounità contenute al suo interno.

Entrambe questi elementi combinati (la tecnologia MCP e la sua scalabilità) segnano il percorso verso una stampa per grandi formati ad altissima velocità e che potrebbe fornire alle aziende una soluzione concreta per sopperire alla richiesta di parti. Questo aspetto rappresenta il vero valore aggiunto che Aurora Labs può offrire rispetto agli attuali standard di mercato, ancora vincolati a limitazioni significative per quanto riguarda la velocità. Gli ultimi passi avanti della tecnologia RMT, inoltre, riducono ulteriormente i rischi legati al processo di commercializzazione, dal momento che gran parte della tecnologia primaria è stata sviluppata ed è ora in fase di progettazione.

Questo passo nello sviluppo della tecnologia è l’ultimo di una lunga serie di sviluppi impressionanti sin dalla nascita dell’azienda nel 2014. Stampare su più livelli contemporaneamente ad alta velocità è ciò che crediamo ci permetterà di stampare fino a 1000 kg in un giorno“, Ha commentato David Budge, Managing Director di Aurora Labs. “Gran parte degli attuali interlocutori di Aurora è interessata a parti sostituibili tramite la produzione additiva e alla possibilità di riprogettarle utilizzando i vantaggi offerti della stampa 3D, con materiali di qualità superiore per offrire un prodotto superiore a costi competitivi. Il fattore principale nel fornire un costo del prodotto finito più competitivo rispetto alla produzione tradizionale è rappresentato dalla velocità della macchina. Questo è il motivo per cui Aurora sta guardando a settori solitamente poco ricettivi verso la stampa 3D come quello minerario, del petrolio e del gas, o quello marino. Il nuovo anno si preannuncia estremamente esaltante“.

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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