La stampa 3D salva la vita a un bimbo

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Image

Uno speciale impianto sviluppato dai ricercatori dell’Università del Michigan e stampato in 3D ha permesso di salvare la vita a Kaiba Gionfriddo, un bimbo di sei mesi affetto da una grave forma di tracheobroncomalacia.
A causa di questo difetto, la cartilagine nella trachea è troppo debole e tende a collassare causando il soffocamento nei bambini affetti. Kaiba Gionfriddo è sopravvissuto al primo incidente grazie al soccorso medico tempestivo ma da allora ha ogni giorno ha avuto bisogno di interventi di intubazione endotracheale per aiutarlo a respirare. A causa di una malformazione delle arterie polmonari l’intubazione non era però sufficiente a mantenere la respirazione costante e sufficiente per evitare ulteriori arresti cardiopolmonari.

3dprintedtracheasplint

Così i medici hanno deciso di affidarsi alla tecnologia messa a punto dal professore associato di otorinolaringoiatria pediatrica della University of Michigan, il Dr. Glenn Green. Dopo aver ottenuto in permesso d’emergenza dalla Food and Drug Administration per impiantare il prototipo su un essere umano per la prima volta, i medici hanno ottenuto una scansione tomografica computerizzata (CT scan) della trachea e dell’area bronchiale di Kaiba e l’hanno usata per creare un modello digitale del tubicino da impiantare su misura per la trachea del bimbo. Attraverso una stampante 3D l’impianto è stato poi creato usando un biopolimero chiamato policaprolactone.

Il 9 febbraio dell’anno scorso l’impianto è stato inserito chirurgicamente e ha immediatamente provveduto a creare un passaggio libero per l’aria verso i bronchi. Inoltre, serve da supporto per la crescita di una cartilagine più resistente mano a mano che Kaiba matura. Di solito questo processo richiede circa 2-3 anni, che equivale esattamente al tempo richiesto perché l’impianto a base di polimeri biocompatibili si dissolva naturalmente. Oggi Kaiba ha 20 mesi e sta benissimo.
«La tracheobroncomalacia è una condizione che mi ha disturbato per molti anni», ha dichiarato il Dr. Green, «ho visto troppi bambini morire per questa malattia e vedere questo strumento funzionare e offrire speranza per tantissimi bambini in futuro mi dà una soddisfazione enorme».

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

Da non perdere

Industry 2019: alla fiera di Barcellona si punta sulla stampa 3D per la produzione

Giunta ormai alla sua quarta edizione, Industry 2019 – From Needs to Solutions si conferma …