La stampa 3D è il futuro della manifattura al MECSPE 2019 (ma la Fiera di Parma no)

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La fiera MECSPE, organizzata da Senaf con successo ormai da diversi anni, è senza dubbio il punto di riferimento annuale in Italia per la tecnologia manifatturiera e quindi anche – e di questo passo soprattutto – per la stampa 3D. Anche per il MECSPE 2019, la sezione dedicata al mondo additive ha ospitato i principali player del mercato e tutte le aziende più rilevanti hanno voluto essere presenti con stand sempre più ampi e professionali.

Unica eccezione (che però fa rumore) è stata forse EOS. L’azienda tedesca guidata in Italia da Giancarlo Scianatico, però vanta una tale leadership nel mercato attuale da potersi concentrare a sviluppare i rapporti con gli attuali clienti senza la fretta di andare a cercarne di nuovi. Gli altri due leader globali della stampa 3D, Stratasys e 3D Systems, invece, erano presenti massicciamente. Stratasys ci ha anche anticipato alcune succose novità che verranno svelate ad AMUG, tra cui una nuova stampante 3D SLA industriale (!) e la nuova certificazione Pantone della tecnologia multicolore PolyJet. In questo caso però va detto che la molteplicità di tecnologie e varietà di sistemi che queste due aziende offrono rende assolutamente necessario mostrarle a clienti e potenziali clienti dal vivo e una fiera come MECSPE si presta perfettamente a questo scopo. Per quanto riguarda 3D Systems, molte delle novità verranno svelate durante l’evento di lunedì prossimo alla sede di Pinerolo.

La maggior parte delle aziende di stampa 3D presenti al MECSPE erano nella sezione del Padiglione 6 dedicato all’Additive Manufacturing. Purtroppo, anche se eravamo presenti con ben tre giornalisti, a causa della pessima (è proprio il caso di dirlo) organizzazione logistica della Fiera di Parma (in aggiunta a ben due incidenti con la A1 addirittura chiusa per un tratto) ci abbiamo messo diverse ora a raggiungere la fiera. Ci è stato quindi possibile solo incontrare le aziende con cui avevamo già concordato un incontro e brevemente visitare le altre che erano presenti nell’area Additive Manufacturing, tralasciandone altre, che pur avremmo voluto incontrare e visitare (come ad esempio RF Celada, distributori dei sistemi ibridi Okuma, e altri produttori di sistemi ibridi). Altro suggerimento per gli organizzatori: in futuro sarebbe ideale avere almeno una giornata dedicata esclusivamente agli operatori professionali.

I player italiani che crescono…

Per i team di Replicatore e 3D Printing Media Network, però, il mondo della stampa 3D è soprattutto quello presente all’interno dell’area dedicata nel padiglione 6. Anche qui gli spunti sono stati numerosi, a partire dalla crescita recente di 3ntr, che potrebbe facilmente essere considerato il principale produttore italiano di stampanti ad estrusione di filamento (FFF). Lo stand imponente dimostra anche che l’azienda ora sta finalmente capitalizzando sul grande lavoro di ricerca e sviluppo fatto fino ad oggi.

Oltre alla stampante Spectral 30, per la lavorazione dei polimeri più performanti, Davide Ardizzoia, il fondatore dell’azienda, ha mostrato una serie impressionanti di casi applicativi (Crocs, Tradex, G.N.R.…) con in cui i benefici della stampa 3D nel processo produttivo vengono illustrati con chiarezza. Ultimo in ordine di tempo è l’applicazione sviluppata da Bologna 3D, Fonderia 4.0, mostrata in fiera, in cui i pezzi stampati in 3D vengono usati per creare stampi con geometrie complesse mediante un processo di fusione.

Un discorso simile vale per Energy Group (e per estensione il 3D Group), cioè quello che può essere considerato il principale distributore di stampanti 3D in Italia. Oltre alle nuove Desktop Metal, che un po’ alla volta stanno iniziando ad affermarsi come soluzione per la stampa 3D in metallo “office friendly” (e che erano presenti e funzionanti allo stand), l’azienda ha mostrato novità esclusive come la nuova MakerBot Method e la linea di prodotti Henkel, distribuiti in esclusiva per l’Italia.

MECSPE 2019 - Shapemode
I pezzi realizzati attraverso gli inserti personalizzati per gli stampi a iniezione, stampati in 3D da Shapemode con sistemi e materiali DWS.

Tra le altre aziende che si sono messe in evidenza c’è Shapemode, che sta emergendo come il principale distributore italiano dei sistemi DWS. L’azienda guidata da Salvatore Saldano è più che mai attiva da tempo nell’ideare nuove applicazioni reali ed efficienti per la stampa 3D SLA di altissimo livello dell’azienda Vicentina. Tra queste la produzione di inserti per personalizzare gli stampi a iniezione, che permettono di realizzare batches di diverse centinaia di pezzi, senza dimenticare le capacità produttive e la vasta gamma di materiali di alta qualità stampabili con le nuove XPro.

…e quelli che potrebbero crescere di più

Tra le aziende che potrebbero e dovrebbero crescere di più mettiamo sicuramente HP e tutti i suoi distributori. L’azienda si è data davvero da fare per attirare nuovi player in questo mercato ma questo non basta più. Ora bisogna davvero investire per fare in modo che le masse si rendano davvero conto di quello che si può fare con la digital mass production additiva. Per quanto i casi di studio mostrati – da HP stessa ma anche da distributori e service quali Elmec, Nuovamacut e persino la stessa 3DZ – siano interessanti, a volte danno la sensazione di cose già viste e riviste. Le borsette e addirittura una macchina fotografica funzionante sono spettacolari ma è ora di mostrare davvero che questa macchina (la 4210) è in grado di essere competitiva per applicazioni di produzione diretta intesa come mass production e mass customization.

I lavori più notevoli tra quelli realizzati con una stampante HP erano quelli presentati da Skorpion (vedi qui sotto), azienda che vanta un’esperienza importante sia nella realizzazione di modelli e prototipi che per la produzione additiva vera e propria. Chiaramente questi progetti avrebbero bisogno di una visibiltà ben più elevata, oltre che di essere illustrati e spiegati a dovere a chi si sta domandando se davvero valga la pena di introdurre la stampa 3D nei propri workflow.

Forse da questo punto di vista una delle novità più interessanti è stata presentata da NOA in quanto distributore di XYZprinting. L’azienda ha introdotto una sistema ad alta produttività di stampa 3D a fotopolimerizzazione “layerless” (senza strati), in grado di stampare materiali poliuretanici. La macchina arriverà in Italia a breve e costerà circa €50,000 (contro i $50,000 di abbonamento annuale della Carbon M1). Questo potrebbe essere un prodotto davvero “distruptive” ma per esserlo avrà bisogno di ben più visibilità di una piano di stampa con alcuni pezzi e una locandina come nello stand di NOA. XYZprinting, azienda che ha alle spalle il gruppo Kymco, ha le capacità per investire nella sua crescita ben più di quanto ha fatto fino ad ora.

MECSPE 2019 - NOA

Altro esempio di occasione mancata ce l’ha portato Selltek. L’azienda ha presentato un gigantesco sistema SLA. Una macchina davvero impressionante, destinata al settore automobilistico. Anche se può stampare pezzi larghi anche due metri, stavamo quasi per mancarla completamente. Di sicuro questa “bestia” avrebbe meritato ben altra attenzione, prima e dopo la fiera. Per fortuna l’abbiamo vista e abbiamo potuto immortalare il titolare Daniele Vescovo (davanti al macchina per dare un’idea delle sue dimensioni) ma non ci si può sempre affidare al caso per ottenere visibilità.

Far crescere la stampa 3D in Italia richiederà un lavoro sinergico da parte di tutti i player e gli stakeholder. Questo lavoro non può prescindere da una comunicazione forte e continuativa. Non ci sono scorciatoie (ne sa qualcosa Gimax dopo le difficoltà vissute lavorando con – e a causa di – Olivetti) e non basta inviare casi di studio e comunicati stampa a caso. Tutti devono fare la propria parte – anche e soprattutto aziende già ben avviate come ProtoLabs che era presente in fiera ma non abbastanza da mostrare chiaramente i muscoli di quello che un service globale dotato di vere e proprie fabbriche digitali è in grado di offrire.

Noi di 3dpbm il nostro lo facciamo da quando abbiamo iniziato – spesso anche in assenza di alcun supporto da parte delle aziende del settore – e continueremo a farlo. Ci piacerebbe poter fare molto di più.

 

Autore Davide Sher

Sono un giornalista professionista iscritto all'ODG dal 2002 e mi sono sempre occupato di comunicazione trade. Per 10 anni ho redatto una testata dedicata al mercato dei videogiochi e successivamente ho partecipato alla creazione del primo iPad magazine dedicato all'elettronica di consumo. Dal 2012, mi occupo esclusivamente di stampa 3D/manifattura additiva, che vedo come la più affascinante e reale delle tecnologie oggi agli albori ma che plasmeranno il nostro futuro. Ho fondato Replicatore.it nel 2013 e ho scritto come blogger per diversi siti internazionali. Nel 2016 ho fondato la mia società 3dpbm (www.3dpbm.com), con base a Londra, che offre servizi di supporto alle aziende che vogliono comunicare, sia in Italia che nel mondo, i loro prodotti legati alla manifattura additiva. Oggi pubblichiamo diverse testate internazionali tra cui 3D Printing Media Network (il nostro sito editoriale internazionale), 3D Printing Business Directory (la più grande directory al mondo di aziende legate alla stampa 3D), Replicatore.it, Replicador.es e 3D Printing Media Network Chinese Version. Inoltre sono Senior Analyst di SmarTech Analysis, una delle più importanti realtà al mondo attive nella rilevazione di dati e previsioni di mercato relative ai vari segmenti verticali dell'industria della manifattura additiva.

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2 commenti

  1. Interessante panoramica, anche senza l’accenno ad altre pur importanti novità presentate in altri Padiglioni, come per esempio l’anteprima assoluta della nuova sls “S2” di SINTRATEC.

    Personalmente non capito bene cosa significhi che “DesktopMetal stia iniziando ad affermarsi”, visto che non è stata ancora installata alcuna macchina né in Italia né nel mondo, neanche presso gli showroom dei distributori; né che si sono ancora visti sistemi effettivamente funzionanti lungo tutto il flusso di lavoro (a differenza della MetalX di MARKFORGED, che ha già installato le prime macchine anche in Italia e che da tempo stampa campioni personalizzati sotto gli occhi dei clienti). Colpa mia, sicuramente mi sfugge qualcosa.
    Stesso discorso per la layerless di XYZ: “arriverà a breve”?!? Cioè si tratta di uno dei tanti annunci di progetti in laboratorio tutti da verificare, di cui leggiamo ogni giorno?

    Grazie per il servizio di informazione professionale.

    • Grazie del commento. La macchine di Sintratec è molto interessante in effetti. L’azienda piano piano sta inziando a muoversi (grazie anche al supporto di EOS) ma decisamente troppo piano per essere citata qui… in particolare anche per la questione logistica che non ci ha permesso di visitare i padiglioni al di fuori della sezione additive. Markforged, invece, è il tipico esempio di aziende che deve darsi una mossa e potrebbe benissimo farlo. Mentre Desktop Metal è probabilmente più indietro nella vendita dei prodotti, di sicuro fa molti più sforzi per interagire e comunicare con noi giornalisti (e non sto parlando solo di investimenti marketing o comunicati stampa ma proprio di interfacciarsi e fare lo sforzo di dirci quello che fa). Da questo punto di vista, invece, Markforged è molto molto indietro. In Italia non so, visto che molto dipende dai distributori (e quindi dalle iniziative commerciali che in effetti richiedono investimenti), ma nel mondo di certo sì. Vedremo se il nuovo HQ Europeo in Irlanda cambierà qualcosa.
      Per XYZ, capisco le perplessità ma XYZ di macchine ne ha vendute eccome in passato. Ha lanciato una macchina da 500 euro che non era male, ha lanciato una SLA da 1000 euro che si difendeva. Con tutti i difetti che l’azienda può avere (anche nella comunicazione) quando dice che farà qualcosa la fa.